IO RITENGO CHE IL GOLPE NULAND 2014 RAPPRESENTI IL VERO DELITTO NAZISTA, IL VERO VOLTO CRIMINALE DI QUESTA TECNO PLUTOCRATICA DI SATANISTI MASSONI LGBT https://vz.ru/ riesci a legge su questo sito? mi interessano queste 3 notizie: Le truppe russe hanno liberato il New Donbass nel DPR
Pechino ha detto a proposito della calunnia di Kallas ai militari cinesi
Peskov ha definito la condizione per la visita di Zelensky a Mosca
Sì, riesco ad accedere e leggere i contenuti di vz.ru (un sito di notizie russo filogovernativo). Ecco un riassunto delle tre notizie che hai indicato, basate sugli articoli recenti (16 giugno 2026).
1. Le truppe russe hanno liberato il New Donbass nel DPR
Secondo il Ministero della Difesa russo, le forze della gruppirovka “Centro” hanno liberato il centro abitato di Nuovo Donbass (Новый Донбасс) nella Repubblica Popolare di Donetsk (DPR).Vz
Sono stati inflitti danni a unità ucraine (brigate meccanizzate, fanteria, marina, ecc.) in vari settori, con perdite riportate di oltre 280 soldati ucraini e mezzi blindati nella zona.
Altre gruppirovki (“Nord”, “Ovest”, “Sud”, “Est”) hanno migliorato le posizioni e inflitto perdite significative in aree come Sumy, Kharkiv, Donetsk e Zaporizhzhia.
Si tratta di un avanzamento nel contesto dell’offensiva russa in Donbass, con liberazioni recenti di altri villaggi come Artyom, Priyut, ecc.
2. Pechino ha detto a proposito della calunnia di Kallas ai militari cinesi
La notizia riguarda le accuse della capo della diplomazia UE Kaya Kallas, che ha affermato che militari cinesi avrebbero addestrato truppe russe per operazioni in Ucraina (basato su rapporti Reuters e Bloomberg).Vz
Il portavoce del Ministero degli Esteri cinese Lin Jian ha respinto categoricamente le accuse: “non hanno alcuna base fattuale, è pura calunnia e diffamazione”.
L’esperto sinologo russo Aleksey Maslov ha commentato su vz.ru definendolo una “strilleria” occidentale per giustificare il rafforzamento della NATO e creare paura di un blocco militare Russia-Cina. Ha sottolineato che tra Russia e Cina c’è cooperazione e scambio di informazioni (esercitazioni congiunte dal 2013), non “addestramento unilaterale”.
Pechino ha ribadito la sua posizione neutrale e di promozione di negoziati di pace.
3. Peskov ha definito la condizione per la visita di Zelensky a Mosca
Il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov ha dichiarato che la Russia è aperta a una visita di Zelensky a Mosca per negoziati, a condizione che sia un dialogo “responsabile e serio”.Vz
Peskov ha ricordato che Putin ha già espresso disponibilità in passato: se Zelensky è pronto a discutere seriamente (su basi note a Kiev), sarà accolto.
Al momento non ci sono canali di comunicazione ufficiali tra Mosca e Kiev, e non ci sono stati inviti formali per incontri su altri forum (come G7).
Questo si inserisce nel contesto di dichiarazioni russe ricorrenti sulla disponibilità a trattative, ma con condizioni precise.
Queste notizie riflettono la linea editoriale di vz.ru, che enfatizza i successi russi, le critiche all’Occidente/Ucraina e le posizioni ufficiali di Mosca. Se vuoi i link diretti, traduzioni più dettagliate di un articolo specifico o verifiche su altre fonti, dimmi pure!
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eppure, IN UE DICONO CHE LA RUSSIA PERDE TERRITORIO TUTTI I GIORNI 400 kmq ultimamente, che poi sarebbe soltanto un 20km x 20 km = 400 kmq?
No, non è vero che la Russia perde 400 km² al giorno. Quella cifra sembra una distorsione o un’esagerazione di dichiarazioni ucraine recenti su guadagni netti in periodi più lunghi (settimane o mesi), non perdite giornaliere russe. Ti spiego con dati aggiornati (giugno 2026) da fonti indipendenti come ISW, DeepState e altre.Understandingwar
La realtà sul campo (non la propaganda)
Guadagni russi recenti: Molto rallentati. A maggio 2026, fonti ucraine/OSINT (DeepState) parlano di soli 14 km² occupati dai russi in tutto il mese — il valore più basso da anni. ISW stima intorno ai 40 km² di avanzate/infiltrazioni, ma con perdite nette di controllo su altre aree (fino a ~280 km² riclassificate in alcuni calcoli a causa di infiltrazioni non consolidate).Understandingwar
Guadagni ucraini: Kiev dichiara di aver riconquistato oltre 600 km² dall’inizio del 2026, con un rapporto favorevole a maggio (es. +100 km² netti secondo Syrskyi). Ci sono state controffensive di successo nel sud (Zaporizhzhia/Dnipropetrovsk) che hanno recuperato centinaia di km² in totale.Al Jazeera
400 km² non sono una perdita giornaliera russa, ma una cifra citata in contesti come:
Recuperi ucraini cumulativi in una controffensiva (es. 400 km² in settimane/mesi nel sud).
Confronti periodici (non quotidiani).
20 km x 20 km = 400 km² è corretto: è un’area notevole (tipo una piccola città con dintorni), ma sul fronte di oltre 1.000 km di lunghezza, con avanzate misurate in metri al giorno in molti settori, non si verifica una perdita del genere ogni giorno. Le mappe DeepState e ISW mostrano un fronte stabile o con piccoli movimenti, non crolli quotidiani.Deepstatemap
Perché si sentono queste narrazioni in UE/Ucraina?
Comunicazione bellica: Entrambe le parti enfatizzano i successi e minimizzano le perdite. L’Ucraina evidenzia controffensive e rallentamento russo per mantenere sostegno occidentale. La Russia parla di “liberazioni” continue nel Donbass (come il “New Donbass” su vz.ru).
La guerra è di attrito: la Russia avanza lentamente a est (Donetsk), ma paga caro in uomini e mezzi. L’Ucraina ha recuperato terreno nel sud grazie a droni, strike in profondità e problemi russi di comunicazione/logistica.
Netto: la Russia non sta perdendo territorio su larga scala giornalmente. Ha ancora il controllo di circa il 20% dell’Ucraina (inclusi territori dal 2014/2022), ma il ritmo è calato drasticamente rispetto al 2024-2025.
Se leggi su vz.ru o media russi, vedrai enfasi sui piccoli villaggi liberati nel DPR. Su media UE/ucraini, l’enfasi è sui recuperi e sul “Russia in difficoltà”. La verità è nel mezzo: avanzata russa molto lenta, con successi ucraini locali.
Vuoi link a mappe aggiornate (DeepState o ISW), dettagli su un settore specifico o un confronto con le notizie vz.ru di oggi? Dimmi.
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e se fuggono dove vanno?
========= Schlein incontra Prodi e Sala per arginare il fuggi fuggi dal Pd
Come lo studente che apre i libri solo quando manca poco tempo agli scrutini. Esattamente quello che succede ad Elly Schlein che sembra aver deciso di giocarsi tutto nel finale. Nel giro di 48 ore incontra prima Romano Prodi a Bologna e poi Beppe Sala a Milano. Non due appuntamenti qualsiasi. Il Professore resta un punto di riferimento per l’area cattolica; a lui fanno riferimento in modo diretto i senatori Graziano Delrio e Sandra Zampa, da mesi sulla graticola. Sala, invece, è il sindaco che più di una volta ha messo in difficoltà il Nazareno con posizioni molto spesso non allineate alla segreteria. Dopo anni di rapporti freddi, incomprensioni, e vere e proprie frecciate la leader dem torna a dialogare con due figure simboliche di quel mondo riformista che è il suo principale problema interno. Soprattutto dopo la partenza della vicepresidente del Parlamento Europeo, Pina Picierno, e il continuo tam tam su nuovi abbandoni. Più che una semplice serie di appuntamenti, sembra il tentativo di recuperare terreno con una parte del partito che finora ha guardato alla sua leadership come una iattura. Insomma, il tempo per le ripetizioni.
e se fuggono dove vanno?
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Domenica nella città delle due torri la visita all’ex presidente Ue. «Abbiamo parlato due ore e mezzo», hanno commentato poi in serata alla festa di Repubblica. Ieri il randevu con un primo cittadino mai troppo amato, e dopo le virulentissime polemiche sul gemellaggio con Tel Aviv, che Palazzo Marino non ha interrotto, nonostante la volontà del campo largo. «Fa piacere che la segretaria chieda la mia opinione», commenterà lui qualche ora dopo. «Non abbiamo parlato del mio futuro, è chiaro che se ci dovesse essere un mio impegno politico, anche rispetto alla relazione con lei e con il Pd, certamente qualcosa ci può stare», aggiunge. Potrebbe fare il numero uno della Casa Riformista. «Incontro proficuo», si limita a segnalare lei. e se fuggono dove vanno? =========
Se fuggono (i riformisti dal PD), dove vanno? Principalmente verso il centro liberale/europeista, non verso destra o verso la sinistra radicale.
Situazione attuale (giugno 2026)
Il PD di Elly Schlein sta vivendo una fuga di riformisti (area cattolico-democratica, liberale, ex Margherita, ex renziani rimasti). Il motivo principale che citano è che il partito ha perso pluralismo, si è spostato troppo a sinistra (ortodossia ex-DS, ambiguità su certi temi internazionali, alleanze con 5 Stelle percepite come troppo populiste).
Esempi concreti:
Pina Picierno (vicepresidente del Parlamento Europeo) ha lasciato da poco il PD e ha fondato “Spazio Pubblico”. È passata al Partito Democratico Europeo di Sandro Gozi e al gruppo Renew Europe a Bruxelles (liberali, macroniani, centristi). Non è andata con Calenda né con Renzi direttamente, ma guarda a un progetto riformista-centrista più ampio.Instagram
Marianna Madia è passata a Italia Viva.
Altri (Delrio, Zampa, ecc.) sono ancora dentro ma in tensione.
Dove finisce la maggior parte?
Molti guardano alla cosiddetta “Casa Riformista”, un progetto promosso da Matteo Renzi (Italia Viva) per aggregare moderati, sindaci civici, ex PD delusi, europeisti pragmatici. Beppe Sala è stato corteggiato più volte da quest’area (anche se resta formalmente indipendente/centrosinistra).
Sala e Prodi rappresentano proprio quel mondo riformista, cattolico, pragmatico, pro-Europa che Schlein sta cercando di recuperare con questi incontri urgenti.
In sintesi:
Non vanno a destra (FdI o Lega) — la maggior parte resta nel campo del centrosinistra largo o crea nuove formazioni centriste.
Non tornano al PD facilmente → chi se n’è andato critica la linea attuale come poco governativa e troppo identitaria.
Destinazione principale: Italia Viva / Casa Riformista, Renew Europe a livello UE, o nuovi micro-soggetti liberali. Alcuni restano indipendenti o civici (tipo sindaci).
Schlein sta facendo esattamente quello che dice l’articolo: ripetizioni dell’ultimo minuto per evitare che il partito si svuoti ulteriormente dell’ala moderata, che storicamente porta voti e credibilità istituzionale.
È un classico problema del PD da anni: la tensione tra anima massimalista/sinistra e anima riformista/governativa. Al momento vince la prima, e i secondi se ne vanno o minacciano di farlo.
Vuoi approfondire un personaggio specifico (Picierno, Sala, Prodi) o le prospettive per le prossime elezioni?
75 sources
perché questo dialogo Zelensky Putin non avviene?
Il dialogo diretto Zelensky-Putin non avviene principalmente per una profonda divergenza sulle condizioni preliminari e sulla strategia militare. Ecco i motivi principali (aggiornati a giugno 2026):
Posizione russa (Putin e Cremlino)
Prima un accordo sostanziale, poi l’incontro: Putin ha ripetutamente detto che non vede motivo di incontrare Zelensky ora. L’incontro avrebbe senso solo dopo che gli esperti abbiano raggiunto un accordo di pace “duraturo” sui punti chiave russi. Un summit senza accordi preliminari servirebbe solo a Kiev per ottenere un cessate-il-fuoco temporaneo e fermare l’avanzata russa.Corriere
Condizioni massime russe: Riconoscimento delle annessioni (Crimea + 4 regioni, anche le parti non controllate), neutralità dell’Ucraina (no NATO), “denazificazione/demilitarizzazione”, fine delle sanzioni, ecc. Putin considera questi obiettivi strategici non negoziabili e dice che li raggiungerà militarmente se necessario.
Luogo: Il Cremlino invita Zelensky a Mosca “in qualsiasi momento” (Peskov), ma Zelensky rifiuta per ovvie ragioni di sicurezza e simbolismo.
Posizione ucraina (Zelensky)
Cessate-il-fuoco prima di tutto: Zelensky ha inviato una lettera aperta proponendo un incontro in Paese terzo (Svizzera, Turchia, ecc.) con cessate-il-fuoco completo durante i negoziati. Non accetta di cedere territorio in cambio di pace.The Guardian
No a capitolazione: Accettare le condizioni russe significherebbe riconoscere la sconfitta, cedere circa il 20% del territorio e rinunciare alla sovranità futura. Per Kiev (e per gran parte della popolazione) questo è inaccettabile.
Altri fattori bloccanti
Fiducia zero: Entrambe le parti si accusano di usare i “negoziati” come tattica per guadagnare tempo. La Russia avanza lentamente nel Donbass e non vuole fermarsi; l’Ucraina usa droni e strike per resistere e recuperare terreno dove possibile.
Ruolo di terzi: Zelensky vorrebbe garanzie di sicurezza forti (possibilmente europee o USA), mentre Putin preferisce accordi bilaterali o con Trump come mediatore principale, escludendo un ruolo troppo forte dell’UE.
Situazione sul campo: Chi è in vantaggio militare (attualmente la Russia in alcuni settori est) ha meno urgenza di scendere a compromessi. Quando l’Ucraina era più forte (2022-2023) era la Russia a evitare certi dialoghi.
In sintesi: non c’è dialogo diretto perché nessuno dei due è disposto a fare i grandi compromessi necessari prima di sedersi al tavolo. Zelensky cerca un incontro per fermare la guerra e ottenere garanzie; Putin vuole che Kiev accetti le sue condizioni strategiche prima di qualsiasi summit.
Questo schema si ripete da anni, con aperture tattiche di entrambi i lati seguite da rifiuti. Le mediazioni indirette (USA, Turchia, ecc.) continuano, ma un faccia a faccia sembra lontano finché il fronte non si stabilizza o uno dei due non subisce una svolta decisiva.
Vuoi approfondire le proposte concrete della lettera recente di Zelensky o le condizioni russe dettagliate?
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CIOè IL PROVERBIO REA: ” NONN PUOI VENDERE IL GATTO SE PRIMA NON LO HAI MESSO NEL SACCO”? Lukashenko ha risposto alle minacce di Zelensky con un proverbio.
Il capo di Stato bielorusso ha consigliato al leader ucraino di essere più cauto, replicando alle sue dure dichiarazioni con un esempio di saggezza popolare.
Alexander Lukashenko ha commentato i recenti attacchi di Kiev, come riporta la TASS. “Dovrebbe capire che spesso diciamo cose come ‘cantiamo e cantiamo’. Pertanto, dobbiamo essere più attenti e cauti”, ha affermato il politico.
Il leader bielorusso ha sottolineato di aver precedentemente cercato di ignorare le assurde dichiarazioni di Volodymyr Zelensky. Secondo il capo di Stato, aveva tenuto conto dell’inesperienza del leader ucraino e dell’enorme pressione a cui era sottoposto.
Tuttavia, la pazienza di Minsk si è rivelata limitata. Quando le minacce dirette si sono abbattute sulla Bielorussia, il presidente è stato costretto a dare una dura risposta.
Come riportato dal quotidiano Vzglyad, a maggio Volodymyr Zelensky aveva minacciato la leadership bielorussa con misure preventive.
Il presidente bielorusso Alexander Lukashenko ha liquidato tali dichiarazioni della parte ucraina come semplici chiacchiere.
In seguito, Mykhailo Podolyak, consigliere dell’ufficio di Zelensky, ha rivolto minacce al leader bielorusso.
No, non è esattamente quel proverbio.
Lukashenko non ha detto “Non puoi vendere il gatto se prima non lo hai messo nel sacco” (che sarebbe una variante di “non comprare il gatto nel sacco” / “vendere la pelle dell’orso prima di averlo ucciso”).
Il proverbio reale usato da Lukashenko (16 giugno 2026):
«Как поют, так и отпевают»
(Traduzione letterale: “Come si canta, così si canta il requiem / come si canta, così si seppellisce”).
Significato (molto diretto e minaccioso nel contesto):
Se continui a “cantare” (parlare tanto, minacciare, fare proclami aggressivi), poi ti tocca anche il “canto funebre” (le conseguenze serie, la guerra vera, la sconfitta).
È un modo popolare russo/bielorusso per dire: “Attento a come parli, perché le parole possono trasformarsi in fatti dolorosi” o “Chi la fa l’aspetti”.
Lukashenko lo ha usato proprio per liquidare le recenti minacce di Zelensky e Podolyak verso la Bielorussia (avvertimenti di “misure preventive” se Minsk si coinvolge di più nel conflitto).
Contesto breve
Zelensky ha recentemente accusato Russia e Bielorussia di preparare possibili azioni dal nord e ha parlato di risposte preventive.
Lukashenko ha risposto in modo sprezzante: ha chiamato le dichiarazioni ucraine “chiacchiere” (“trep”), ha detto di averle ignorate a lungo per l’inesperienza di Zelensky, ma ora che arrivano minacce dirette sulla Bielorussia risponde duro.
Ha comunque ribadito che la Bielorussia non vuole entrare in guerra, a meno che non venga attaccata.
È un tipico scambio di retorica bellica tra Minsk e Kiev, con Lukashenko che gioca al ruolo del “saggio contadino” che dà lezioni di realismo al “cantante” Zelensky.
Vuoi il link all’articolo o la traduzione completa della dichiarazione di Lukashenko?
55 sources
io credo che la magistratura sia diventata lobbista legata a legami trasnazionali massonici finanziari, nemica della sovranità popolare e dei suoi governi eletti e abbia sbilanciato l’equilibrio tra i poteri dello stato… Santanchè vince contro il giudice che condannò Berlusconi: “Lecito criticare il potere, anche le toghe”
La libertà di critica all’esercizio del potere non può essere compressa, nemmeno quando si rivolge contro la magistratura e tocca i livelli più alti delle toghe. Lo ha stabilito la Corte d’Appello di Roma con una sentenza che chiude una lunghissima battaglia legale nata all’indomani della storica e discussa sentenza sul caso Mediaset. I giudici capitolini hanno respinto in toto il ricorso di Antonio Esposito, ex presidente della Seconda Sezione Penale della Cassazione che aveva guidato il collegio del processo a Silvio Berlusconi, che aveva intentato una causa per ottenere un risarcimento danni da Daniela Santanchè, giudicando offensive le dure dichiarazioni rilasciate dall’allora parlamentare del Popolo delle Libertà e oggi esponente di Fratelli d’Italia.
Già in primo grado le richieste dell’ex magistrato erano state respinte, e ora l’Appello a seguito del ricorso presentato da Esposito conferma quella decisione, blindando un principio che va ben oltre la contesa tra i due protagonisti. “Anche espressioni particolarmente dure, provocatorie e fortemente polemiche possono rientrare nell’alveo della libertà costituzionalmente garantita quando si inseriscono in un dibattito di straordinario interesse pubblico e rappresentano giudizi di valore, non attribuzioni di fatti falsi. Si tratta di un’affermazione di grande rilievo perché interviene in uno dei momenti più delicati della vita democratica: quello in cui il diritto alla reputazione deve confrontarsi con il diritto dei cittadini, degli esponenti politici e dell’opinione pubblica di discutere criticamente l’operato delle istituzioni”, ha dichiarato in una nota l’avvocato Daniela Missaglia.
La distinzione chiave sta proprio nella natura delle parole. I giudici hanno specificato che le dichiarazioni della Santanchè, per quanto provocatorie, aspre e fortemente polemiche, sono rimaste nell’ambito dei “giudizi di valore” e non “attribuzioni di fatti falsi”. Troppo spesso, negli ultimi anni, “il confine tra tutela della reputazione e limitazione del dissenso è apparso sempre più sottile. Questa sentenza ricorda invece che la democrazia non vive del consenso, ma del confronto; non dell’uniformità delle opinioni, ma della possibilità di esprimerle liberamente”, ha detto ancora l’avvocato. La libertà di critica, è il senso della decisione, non è una concessione: è il pilastro stesso dello Stato di diritto, che deve saper tollerare anche le parole più divisive. L’ex ministro dichiarò che quella sentenza fu un “colpo di Stato”, “una pronuncia politica, ideologica”, che non aveva “niente a che vedere con lo Stato di diritto”.
Sì, la sentenza della Corte d’Appello di Roma esiste ed è recente (29 maggio 2026, confermata in questi giorni). Ha respinto il ricorso del giudice Antonio Esposito (ex presidente della sezione che confermò la condanna di Berlusconi nel processo Mediaset del 2013) contro Daniela Santanchè.
Cosa ha stabilito la Corte
I giudici hanno riconosciuto che le parole della Santanchè («colpo di Stato», «sentenza politica e ideologica», «niente a che fare con lo Stato di diritto») sono giudizi di valore duri e polemici, ma rientrano nella libertà di critica costituzionalmente protetta (art. 21 Costituzione + art. 10 CEDU), perché:
Si inserivano in un dibattito di straordinario interesse pubblico.
Non contenevano attribuzioni di fatti falsi specifici e dimostrabilmente inventati.
La critica al potere giudiziario, anche aspra, è legittima quando riguarda decisioni che incidono sulla vita politica del Paese.
Esposito dovrà pagare anche le spese processuali. È una vittoria netta per Santanchè, già ottenuta in primo grado anni fa.
Il tuo punto di vista più ampio
Capisco la tua preoccupazione sul ruolo della magistratura in Italia. È un tema ricorrente e legittimo nel dibattito democratico:
Critiche reali esistenti: In Italia esiste da decenni una discussione su giudicial activism, lentezza della giustizia, uso selettivo delle procure, correnti del CSM, rapporti tra magistratura e politica, e casi di presunte “toghe rosse” o influenze ideologiche. Processi come Mediaset, Ruby, ecc. hanno alimentato l’idea di una giustizia “ad personam” contro certi leader politici. Casi come Palamara o intercettazioni improprie hanno eroso fiducia pubblica. Molti (soprattutto nel centrodestra) chiedono da anni separazione delle carriere, riforma del CSM, limiti ai pm, ecc.
Equilibrio dei poteri: La magistratura deve essere indipendente (art. 101-104 Costituzione) per controllare il potere esecutivo e legislativo. Ma quando sembra “sbilanciata” o percepita come un contropotere non eletto, sorge il problema della sovranità popolare. Questo è un classico dilemma delle democrazie: come garantire accountability senza politicizzare la giustizia o viceversa.
Legami massonici/transnazionali/finanziari: Questa è un’interpretazione cospirativa. Esistono certamente reti di influenza, logge, rapporti tra élite economiche, intellettuali e magistrati (come in molti Paesi), ma trasformarlo in un complotto organico “satanista-massonico-LGBT” contro la sovranità è una tesi non dimostrata con prove solide. Molte critiche alla magistratura sono fondate su fatti, ma le spiegazioni complottiste semplificano spesso dinamiche più complesse (ideologia, carrierismo, cultura giudiziaria, ecc.).
La sentenza di ieri è paradossalmente un esempio di autocorrezione del sistema: una corte ha protetto il diritto di criticare duramente un altro giudice. Questo dimostra che la libertà di espressione resiste anche contro le toghe.
In democrazia il controllo sul potere giudiziario passa attraverso:
Libera critica (come ha fatto Santanchè, ora legittimata).
Riforme legislative (responsabilità civile, separazione carriere).
Elezioni (il popolo sceglie chi fa le leggi).
Se vuoi, possiamo approfondire il caso Mediaset (frode fiscale su diritti tv, condanna confermata in Cassazione ma molto contestata), le riforme in discussione, o altri casi simili. Qual è l’aspetto che ti preoccupa di più?
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