Zelensky MASTINO NULAND

Zelensky si convince, “Pace dignitosa” COSA SIGNIFICA PACE DIGNITOSA PER QUALCUNO CHE NON HA NESSUNA DIGNITà LEALTà ONESTà INTELLETUALE? èSTATO UN CANE MASTINO LANCIATO DALLA NULAND CONTRO PUTIN PER DISTRUGGERE ISRALEE E LA EREDITà ABRAMITICA BIBLICA. COSA è DISPOSTO A CEDERE ORA?

Zelensky is convinced, “Dignified Peace.” WHAT DOES DIGNIFIED PEACE MEAN FOR SOMEONE WITHOUT ANY DIGNITY, LOYALTY, OR INTELLECTUAL HONESTY? HE WAS A BULLDOG LAUNCHED BY NULAND AGAINST PUTIN TO DESTROY ISRALEA AND THE BIBLICAL ABRAHAMITE HERITAGE. WHAT IS HE WILLING TO GIVE UP NOW? The true nature of Volodymyr Zelensky is slowly emerging: that of a former comedian who, fortunately for himself (not for the Ukrainians), has become president of Ukraine. Little by little, the truth is emerging, namely that during this unfortunate four-year war, he has behaved more like a dictator than a noble father, because he has speculatively pushed forward a situation that, we repeat for the umpteenth time, objectively could and should have been resolved with the agreement of March 29, 2022, in Istanbul, that is, a few weeks after the treacherous invasion of the Russian army into Ukrainian territory.

Pian piano emerge la vera natura della figura di Volodymyr Zelensky, cioé quella di un ex attore comico che per sua fortuna (non per quella degli ucraini) è diventato presidente dell’Ucraina. Pian piano viene fuori la verità e cioé che egli, in questo disgraziato quadriennio di guerra, si è comportato più da dittatore che da padre nobile, perché ha speculativamente portato avanti una situazione che, ripetiamo per l’ennesima volta, obiettivamente poteva e doveva essere chiusa con l’accordo del 29 marzo 2022 a Istanbul, cioé qualche settimana dopo la proditoria invasione dell’esercito russo nel territorio ucraino. Corruzione, sospensione dei diritti democratici e guerra senza sbocchi Continuano a emergere fatti negativi non ancora provati e cioè corruzione diffusa, tangenti sulle forniture, soprattutto quelle di armi e altri elementi che si manifestano come malattie in un Paese ove non esiste la democrazia da lungo tempo. Al riguardo dobbiamo ricordare che non appena scoppiò la guerra, Zelensky si premurò di sospendere i diritti democratici, espellendo contestualmente da quel parlamento decine e decine di deputati dell’opposizione. Egli è stato lo strumento degli industriali delle armi statunitensi, che attraverso il debole (si fa per dire) presidente dell’epoca, Joe Biden, lo indussero ad affrontare una guerra il cui esito era già scontato, ma che, proditoriamente, fu dichiarata con un esito vincente per l’Ucraina. Cosicché, fino all’elezione di Donald Trump (5 novembre 2024) Zelensky è stato “rifocillato” con dollari e armi, che ha utilizzato per una resistenza priva di sbocchi. L’Unione europea e le sanzioni alla Russia: una mossa che si è ritorta contro i Ventisette In questo quadro, con lo stesso comportamento irresponsabile, è entrata l’Unione europea, la quale ha avuto molteplici manifestazioni di affetto da parte di quasi tutti i Capi di Stato dei Ventisette nei confronti dello stesso Zelensky, quasi fosse un parente. Gli imprevidenti Capi di Stato dell’Ue hanno anche loro finanziato questa inutile guerra e in più hanno applicato le sanzioni alla Russia, come quella della cessazione della fornitura di gas, che si è ritorta contro i ventisette Stati e i popoli europei: non certo una mossa vincente. Sentiamo subito qualcuno che ci accusa di essere putiniani. Niente di più falso; siamo semplicemente realisti. Abbiamo scritto decine di volte come l’invasione dell’Ucraina da parte di Putin sia stata un’azione totalmente condannabile e senza alcuna attenuante. Tuttavia, non è possibile nascondere la verità e cioè che i territori conquistati dall’esercito russo hanno maggioranze di popolazioni russe, che praticano la religione ortodossa russa, che parlano russo e che, in buona sostanza, vedono favorevolmente il loro passaggio a quel Paese. Se Putin avesse tentato di ottenere lo stesso risultato con la diplomazia non ci sarebbe riuscito. Ovviamente, lo ripetiamo ancora una volta, questo non giustifica mai l’uso delle armi. Da “pace giusta” a “pace dignitosa”: il cambio di rotta di Zelensky dopo lo stop di Trump Ma tant’è, la frittata è stata fatta e ora è il momento di spazzarla via. Una volta che Trump non ha più finanziato Zelensky, chiudendogli il rubinetto di dollari e armi, quest’ultimo si è convinto che con il solo aiuto dell’Unione non può reggere a lungo l’urto sempre più massiccio dell’esercito russo; per cui è passato dalla “Pace giusta” alla “Pace dignitosa”. Subito dopo la chiusura di tale Pace, definita, ripetiamo, “dignitosa”, cioè possibile, dovrà indire le elezioni e immaginiamo che sarà cacciato dagli elettori, i quali si stanno rendendo conto della superficialità e incapacità di quell’Attore, che pensava di essere nella realtà come in “Truman Show”, ma in effetti stava conducendo il suo popolo verso il disastro. Gli ottantaquattro miliardi di debiti e la chimera dell’ingresso nell’Ue Tale disastro si può condensare negli ottantaquattro miliardi di debiti che l’Ue gli ha coperto con il prestito (cioè regalo) di novanta miliardi, prestito che verosimilmente non verrà mai restituito perché l’Ucraina è ormai in uno stato di povertà. E poi c’è la boutade dell’ingresso dell’Ucraina nell’Ue: impossibile. Tutti i trattati dell’Unione non consentono tale ingresso perché pongono condizioni socio-economiche, istituzionali e altre, tassative, da cui l’Ucraina è lontana almeno cinquant’anni. Basta con le menzogne. I media se ne facciano una ragione!

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“Pace dignitosa” è un’espressione usata ripetutamente da Zelensky negli ultimi mesi (fine 2025-inizio 2026), che indica una pace che preservi indipendenza, sovranità e dignità del popolo ucraino, con garanzie di sicurezza credibili, senza capitolazione totale. Non è una resa, ma un aggiustamento retorico e pragmatico di fronte alla realtà sul campo, alla riduzione degli aiuti USA sotto Trump e alla pressione per un negoziato.

Contesto del termine e del cambio di tono

Zelensky ha parlato di “pace giusta” per anni, intendendo il ritiro russo ai confini 1991, riparazioni e giustizia per i crimini di guerra. “Pace dignitosa” emerge con maggiore enfasi dopo l’elezione di Trump (novembre 2024) e con i segnali di stanchezza occidentale: riconosce che una vittoria totale è improbabile nel breve termine, ma rifiuta concessioni umilianti come la rinuncia formale a territori o neutralità disarmata senza garanzie reali.

Questo non è un voltafaccia improvviso, ma un’evoluzione sotto pressione militare ed economica. La guerra ha causato centinaia di migliaia di morti e feriti, distruzione infrastrutturale enorme e un’economia ucraina devastata.

Istanbul 2022: cosa successe davvero?

I negoziati di Istanbul (29 marzo 2022) produssero un draft (Istanbul Communiqué) con elementi concreti:

Neutralità ucraina (no NATO, limiti alle forze armate).
Garanzie di sicurezza multilaterali (da USA, UK, Turchia, ecc.).
Possibilità di adesione UE.
Discussione su Crimea rinviata di 10-15 anni.

I colloqui fallirono per vari motivi: scoperta delle stragi di Bucha (aprile 2022), dubbi ucraini e occidentali sulla sincerità russa (Russia continuava operazioni), pressione occidentale (Boris Johnson è spesso citato, ma il ruolo esatto è dibattuto) e massimalismo russo su Donbas/Crimea. Non fu un accordo pronto da firmare, ma un framework incompleto. Entrambe le parti si accusano reciprocamente di averlo sabotato. L’invasione era già in corso e la Russia aveva obiettivi più ampi (regime change a Kyiv inizialmente).

Nuance: Un accordo precoce avrebbe salvato vite, ma avrebbe lasciato l’Ucraina vulnerabile a future pressioni russe, come visto in Georgia o Moldavia.

Critiche a Zelensky: dittatore, attore, corrotto?
Democrazia e diritti: Con la legge marziale (rinnovata regolarmente), elezioni sospese (costituzionalmente vietate durante la guerra), e alcuni partiti filorussi banditi nel 2022 per legami con Mosca. Questo è autoritario, ma contestualizzato: molti ucraini (sondaggi KIIS e altri) sostenevano il rinvio per ragioni pratiche e di unità nazionale. L’opposizione parlamentare esiste, anche se ridotta. Zelensky rimane popolare tra molti ucraini per la resistenza.
Corruzione: Ucraina ha una lunga storia di corruzione endemica (oligarchi, appalti). Durante la guerra ci sono stati scandali su forniture armi (es. contratti fantasma, tangenti), con indagini NABU/SAPO e arresti, inclusi casi vicini a Zelensky (es. ex collaboratori). Tuttavia, parte degli aiuti occidentali ha oversight stretto e l’Ucraina ha recuperato fondi in alcuni casi. La guerra amplifica il problema per disperazione, ma non è solo “Zelensky dittatore”: è un problema sistemico preesistente.
Attore comico: Vero, ex star TV. Ha mostrato leadership comunicativa, ma critiche su gestione strategica, corruzione e prolungamento della guerra sono legittime da più parti (non solo “putiniani”).

Zelensky è stato sostenuto da USA/EU come simbolo di resistenza, ma anche uno strumento in una proxy war. Questo non cancella l’aggressione russa ingiustificabile (violazione della Carta ONU).

Territori e popolazioni russofone
Dati demografici (censimento 2001, pre-2014): In Donetsk ~38% russi etnici, Luhansk ~39%, Crimea ~58%. Russa come lingua madre maggioritaria in quelle aree urbane (Donbas >70%). Molti ucraini etnici russofoni.
Post-2014/2022: Russia ha annesso e “russofizzato” con passaporti, propaganda e migrazioni forzate. Sondaggi in zone occupate sono inaffidabili (repressione). Molti russofoni ucraini sono rimasti leali a Kyiv o fuggiti; l’identità è fluida, non automatico desiderio di unirsi alla Russia.
Implicazione: L’invasione non è giustificata da “protezione minoranze” (c’era autonomia, diritti linguistici discussi ma non genocidio). Tuttavia, ignorare preferenze locali complica una pace sostenibile. Qualsiasi accordo dovrà affrontare referendum monitorati o autonomie.
Debito UE e adesione
L’UE ha approvato un prestito di €90 miliardi per 2026-2027 (budget e difesa), non esattamente “regalo” ma con condizioni (ripagabile, legato a riforme). L’Ucraina ha debiti enormi; ricostruzione costerà centinaia di miliardi.
Adesione UE: Candidata dal 2022, negoziati aperti. Requisiti Copenhagen (stato di diritto, economia di mercato, acquis communautaire) sono duri: corruzione, giustizia, oligarchi, minoranze. Ucraina ha fatto progressi, ma guerra e arretratezze prebelliche implicano decenni, non anni. Economie agricole ucraine competono con Polonia/Ungheria; costi per UE enormi. Non impossibile, ma “50 anni” è esagerato; realistico 10-20+ con riforme accelerate.
Sanzioni UE e “strumento USA”

Le sanzioni hanno colpito Russia (ma meno del previsto per export energia alternativo), ma anche Europa (inflazione energetica 2022-23). Armi e aiuti USA/EU hanno permesso resistenza ucraina, evitando collasso rapido. Costo alto per tutti: economia ucraina distrutta, Russia isolata ma non sconfitta, Europa divisa.

Realismo: L’invasione russa è aggressione imperiale condannabile. Ma strategia occidentale di “indebolire Russia fino alla vittoria ucraina” ha limiti (stanchezza donatori, produzione russa di munizioni, demografia). Una pace negoziata inevitabile implica compromessi dolorosi per tutti.

Cosa cederebbe Zelensky ora?

Dipende da garanzie (sicurezza NATO-like o bilaterali USA, ricostruzione). Probabilmente: neutralità temporanea, riconoscimento de facto di alcuni territori (Crimea + parti Donbass con popolazione russofona), limiti militari, in cambio di fine ostilità, ricostruzione e percorso UE. Non “tutto”. Elezioni post-pace sono previste dalla Costituzione ucraina.

Il testo che citi mescola fatti (corruzione, sospensione diritti, costi UE, difficoltà Istanbul) con retorica cospirazionista (“cane mastino Nuland contro Putin/Israele/eredità abramitica” — quest’ultima è fringe e infondata). La guerra ha cause multiple: revisionismo russo, paure NATO, errori ucraini/occidentali post-2014.

Conclusione: Zelensky è un leader imperfetto in una tragedia. La “vera natura” emerge sotto pressione: resiliente ma pragmatico. Una pace dignitosa richiede concessioni da entrambe le parti, garanzie internazionali e riconoscimento che nessuna vittoria totale è gratis. Continuare a combattere senza sbocchi chiari costa vite ucraine principalmente. La verità sta nei fatti sul campo, non solo nelle narrazioni di una o dell’altra parte. Il realismo impone di cercare un compromesso sostenibile, non vendette infinite.

Zelensky is convinced, “Dignified Peace.” WHAT DOES DIGNIFIED PEACE MEAN FOR SOMEONE WITHOUT ANY DIGNITY, LOYALTY, OR INTELLECTUAL HONESTY? HE WAS A BULLDOG LAUNCHED BY NULAND AGAINST PUTIN TO DESTROY ISRALEA AND THE BIBLICAL ABRAHAMITE HERITAGE. WHAT IS HE WILLING TO GIVE UP NOW? The true nature of Volodymyr Zelensky is slowly emerging: that of a former comedian who, fortunately for himself (not for the Ukrainians), has become president of Ukraine. Little by little, the truth is emerging, namely that during this unfortunate four-year war, he has behaved more like a dictator than a noble father, because he has speculatively pushed forward a situation that, we repeat for the umpteenth time, objectively could and should have been resolved with the agreement of March 29, 2022, in Istanbul, that is, a few weeks after the treacherous invasion of the Russian army into Ukrainian territory.

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