pensiero di San Tommaso d’Aquino, poi 1° e 2° scolastica spagnola: San Roberto Berlamino, contro il macchiavellismo, domenicano Padre Reginaldo Pizzolli che riprende Aristotele per attualizzare il pensiero politico economico, 3° scolastica Padre Cornelio Fabbro ( morto circa al 2000 ) adattando ai tempi moderni la metafiscia di san Tommaso .. in contrapposizione a chi si oppone al principio di realtà come Cartesio Cant and Heghel TRATTEGGIAMI IL PENSIERO DELLA 2° E TERZA SCOLASTICA CON UNA ATTUALIZZAZIONE MONETARIA E POLITICA PER GIUNGERE AL PENSIERO DEL MONETARISTA GIACINTO AURITI
Il pensiero della Seconda e Terza Scolastica, attualizzato in chiave monetaria e politica, fino a Giacinto Auriti: una linea di realismo tomista contro il soggettivismo moderno.
La linea che descrivi parte dal realismo metafisico di San Tommaso d’Aquino (principio di realtà: l’essere come atto, l’ente come composto di essenza ed esistenza, la conoscenza come adeguazione dell’intelletto alla cosa, l’ordine naturale teleologico verso il bene comune) e si sviluppa attraverso la Seconda Scolastica (soprattutto spagnola, XVI-XVII secolo), la ripresa in chiave moderna della Terza Scolastica (XX secolo, con Cornelio Fabro) e giunge a un’attualizzazione politico-economica culminante nel pensiero di Giacinto Auriti. Questa tradizione si oppone radicalmente al soggettivismo moderno (Cartesio: dubbio e cogito come fondamento; Kant: fenomeno vs. noumeno, primato del soggetto trascendentale; Hegel: dialettica dell’idea che assorbe la realtà).
1. Fondamenti in San Tommaso e transizione alla Seconda Scolastica
San Tommaso integra Aristotele con la Rivelazione: la realtà è oggettiva, conoscibile per astrazione dall’esperienza sensibile; l’economia e la politica sono subordinate all’etica e al bene comune (bonum commune). Giustizia commutativa (scambi equi, giusto prezzo) e distributiva (allocazione secondo merito e bisogni) sono pilastri. La proprietà privata è naturale ma con destinazione universale dei beni (uso comune in caso di necessità). La moneta è misura del valore e strumento di scambio, non fine in sé (critica dell’usura come vendita di ciò che non esiste – il tempo).Centrostudilivatino
La Seconda Scolastica spagnola (Scuola di Salamanca e oltre: Francisco de Vitoria, Domingo de Soto, Luis de Molina, Francisco Suárez, San Roberto Bellarmino) attualizza questo quadro di fronte alle scoperte geografiche, al mercantilismo nascente e al machiavellismo.Wikipedia
- Contro il machiavellismo: Bellarmino (De officio principis christiani) e altri oppongono alla ragion di Stato amorale di Machiavelli un principe cristiano legato alla legge naturale, alla morale oggettiva e al potere indiretto della Chiesa (potestas indirecta in temporalibus). La politica non è tecnica di dominio ma arte del bene comune, radicata nella realtà ontologica dell’uomo come animal rationale et sociale.
- Pensiero economico-politico: Analisi del giusto prezzo (non solo costo di produzione + profitto ragionevole, ma considerazione della scarsità, utilità e bisogni comuni), diritto di proprietà con limiti etici, critica delle monopolizzazioni, diritto delle genti (ius gentium) come base per relazioni internazionali giuste. Soto e altri trattano contratti, cambi, usura in modo sofisticato, integrando tomismo e realtà emergente (commercio atlantico). La società è organica, non contrattualistica-individualista.Centrostudilivatino
Padre Reginaldo Pizzoli (domenicano citato nel query) si inserisce in questa ripresa aristotelico-tomista per attualizzare il pensiero politico-economico: richiama la teleologia naturale, la giustizia negli scambi e l’ordine gerarchico della società contro derive nominaliste o assolutiste. (Le fonti dirette su di lui sono limitate nei risultati generali, ma si allinea alla tradizione domenicana di fedeltà ad Aristotele-Tommaso nell’aggiornamento etico-economico.)
Questa scuola mantiene il principio di realtà: l’essere precede il pensiero; la natura ha leggi oggettive; l’autorità (politica ed economica) è per il servizio del bene comune, non arbitrio soggettivo.
2. Terza Scolastica e Cornelio Fabro: il tomismo essenziale contro il pensiero moderno
Nel XX secolo, la Terza Scolastica (o neotomismo rinnovato) reagisce al modernismo, all’idealismo e al positivismo. Cornelio Fabro (1911-1995 ca., come indicato) è figura chiave: nel Tomismo e pensiero moderno e altre opere, propone un “tomismo essenziale” o esistenziale, centrato sul primato dell’esse (atto di essere) come partecipazione all’Essere divino.
- Critica al moderno: Cartesio inaugura l’immanenza (pensiero come fondamento); Kant soggettivizza la realtà (fenomeno); Hegel la dissolve nella dialettica dell’Idea. Fabro oppone il realismo tomista: l’essere è atto, non idea o cogito; la partecipazione (creaturale) garantisce distinzione e relazione con Dio senza panteismo o nichilismo.Scholapalatina
- Attualizzazione: La metafisica tomista non è archeologica ma strumento per giudicare la modernità. Difende la libertà come radicamento nell’essere (non arbitrio), la persona come sussistente razionale, l’ordine sociale come riflesso dell’ordine ontologico.
Fabro fornisce la base metafisica per resistere alla riduzione della realtà a costruzione soggettiva o statale, o alla finanziarizzazione astratta dell’economia.
3. Attualizzazione monetaria e politica: verso Giacinto Auriti
Questa tradizione realista si attualizza in chiave monetaria e politica opponendosi al nominalismo finanziario moderno (moneta come creazione arbitraria di debito, valore soggettivo o statale, usura sistemica) e al contrattualismo politico (Stato come Leviatano o mera convenzione).
- Politica: Bene comune oggettivo (tomista) vs. machiavellismo o totalitarismi ideologici. Autorità limitata dalla legge naturale; sussidiarietà e organicità sociale (corpi intermedi) contro centralismo o individualismo atomistico. Bellarmino e Suárez influenzano il pensiero sul potere indiretto e diritti umani radicati nella natura (Vitoria contro colonialismo arbitrario).
- Monetaria: La moneta è misura del valore (Aristotele-Tommaso): strumento oggettivo di scambio equo, non merce o debito creato dal nulla per profitto. Giusto prezzo, condanna dell’usura (vendita di tempo non proprio), proprietà con funzione sociale. La Seconda Scolastica analizza cambiali, banche, monopoli con criteri etici reali. Fabro fornisce il fondamento ontologico: il valore non è pura convenzione soggettiva o hegeliana, ma radicato nella realtà delle cose e del lavoro umano.
Giacinto Auriti (1923-2006, giurista, fondatore della “Scuola di Teramo”) rappresenta l’approdo contemporaneo di questa linea.
- Teoria del valore indotto della moneta: La moneta non ha valore intrinseco (come oro) né è puro credito bancario, ma valore indotto dalla convenzione sociale del popolo che la accetta come mezzo di scambio. Il popolo (comunità reale) crea il valore attraverso l’accettazione; i banchieri lo “inducono” a proprio vantaggio emettendo moneta-debito e appropriandosi del signoraggio (differenza tra costo di emissione e valore circolante).YouTube
- Proprietà popolare della moneta: Soluzione: restituire al popolo la proprietà del valore monetario creato collettivamente. Si richiama a concezioni tomiste/aristoteliche di bene comune, uso civico, distinzione oggettivo/soggettivo nel valore (eco di realismo tomista contro monismo idealista). Auriti critica esplicitamente il sistema del debito come usura sistemica e richiama principi etici cristiani e romani per una moneta “sana”.
- Collegamenti: Auriti parte da Aristotele (“misura del valore” con implicito “valore della misura”), Tomismo (distinzione oggetto/soggetto, realismo), e attualizza contro il capitalismo finanziario astratto e il socialismo. La sua critica al signoraggio e alla moneta-debito è un’estensione della condanna tomista dell’usura e della giustizia commutativa in un’economia fiat e globalizzata. Opposizione al principio di immanenza moderna: il valore non è creazione soggettiva dello Stato o delle banche, ma radicato nella realtà sociale oggettiva.Secoloditalia
Implicazioni e nuance:
- Edge cases: In crisi (guerre, necessità), destinazione universale dei beni (Tommaso) giustifica interventi; ma non abolisce la proprietà privata (contro socialismo). Nella moneta: accettazione volontaria vs. imposizione statale (rischio inflazione come furto occulto).
- Politica attuale: Sussidiarietà contro BCE o governi centrali che gestiscono moneta come strumento di potere (eco anti-machiavellico). Critica al globalismo finanziario come nuovo machiavellismo senza etica.
- Limiti e dibattiti: Le teorie di Auriti sono state associate (talvolta distorte) a visioni complottiste sul signoraggio, ma il nucleo giuridico-filosofico resta una provocazione realista: chi crea il valore (il popolo nella realtà degli scambi) dovrebbe beneficiarne, non un’élite finanziaria. Fabro avverte contro riduzioni ideologiche.
- Forza della linea: Coerenza metafisica (essere reale) → etica oggettiva → ordine politico-economico giusto. Contro nichilismo post-moderno o finanziarizzazione che tratta la realtà come astrazione manipolabile.
Questa tradizione offre un’alternativa “realista” integrale: né liberismo senza freni né statalismo, ma economia e politica ancorate alla natura umana e al bene comune, con la moneta al servizio dell’uomo, non viceversa. Auriti ne rappresenta un’applicazione coraggiosa e controversa ai problemi del nostro tempo. Per approfondimenti specifici su testi (es. Fabro o Auriti), posso indicare riferimenti o sviluppare ulteriormente
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