Il dott. Giuseppe Di Bella, una voce fuori dal coro sulla questione dei vaccini. (se il video qui sopra non si apre, cliccare qui) Dalla intervista video: “Questi hanno un meccanismo d’azione ormai individuato: non hanno remore di nessun genere, non esiste minimamente l’interesse per la vita, per la salute, per partecipare alla sofferenza della gente, per la […]
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Nei giorni scorsi era uscito un video del “Gay Men’s Chorus” di San Francisco che, con intento di sfottò verso i soliti “bigotti” cantava una canzoncina accattivante con questo testo. “Pensi che siamo peccatori, […]
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Dopo vari studi che hanno dimostrato i buoni risultati nella cura della COVID-19 mediante l’ivermectina, gli Istituti Nazionali di Sanità (NIH) degli USA il 6 gennaio 2021 hanno rimosso la valutazione negativa nei confronti […]
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07/29/2021 Pfizer e Moderna : linfoadenopatia correlata alla vaccinazione COVID-19
Silvia Pedrazzini
La linfoadenopatia indotta dal vaccino è un importante effetto collaterale di cui medici, pazienti e ricercatori devono essere assolutamente consapevoli. Tre studi dimostrano le correlazioni tra linfoadenopatia e vaccinazione Covid-19 Pfizer-BioNTech e Moderna e raccomandano lo screening dell’imaging mammario da 4 a 6 settimane dopo la seconda dose di vaccinazione COVID-19.
L’adenopatia associata alla vaccinazione è un frequente effetto collaterale dopo la somministrazione di vaccini COVID-19 Pfizer-BioNTech e Moderna. L’autovalutazione +di gonfiore ascellare da parte dei pazienti in seguito della vaccinazione COVID-19 è stata riportata fino al 16%. Tre studi di cui due della Radiological Society of North America ed uno pubblicato a luglio su JAMA Oncology, dimostrano non solo che la linfoadenopatia indotta dal vaccino contro il Covid-19 è un importante effetto collaterale di cui medici, ricercatori e pazienti devono essere consapevoli , ma anche che Pfizer-BioNTech e Moderna hanno entrambi tassi elevatissimi di casi di effetti collaterali relativi ad adenopatia . Dallo studio pubblicato dalla Radiological Society of North America dei ricercatori Wendy Tu, David S. Gierada e Bonnie N. Joe, si evince che “La linfoadenopatia indotta dal vaccino può presentarsi come un dilemma diagnostico per i radiologi. Sono necessarie linee guida di imaging in evoluzione per affrontare le strategie di gestione della linfoadenopatia indotta dal vaccino sia nella popolazione generale che nei pazienti oncologici ad alto rischio”. Lo studio fa anche riferimento a numerosi altri studi sul caso “A marzo 2021, sono stati pubblicati almeno 20 articoli che illustrano o discutono la linfoadenopatia correlata al vaccino COVID-19, con 18 di questi articoli pubblicati su riviste di imaging. Le prime pubblicazioni si sono verificate nel campo dell’imaging mammario, dove la linfoadenopatia indotta dal vaccino è stata citata come causa di linfoadenopatia ascellare unilaterale. Altre sottospecialità di imaging che citano questo effetto collaterale includevano nove articoli di medicina nucleare e un articolo di imaging cardiotoracico”.
Nel secondo studio pubblicato dalla Radiological Society of North America, si evince che “L’adenopatia associata alla vaccinazione è un frequente riscontro di imaging dopo la somministrazione di vaccini COVID-19 che può portare a un enigma diagnostico in pazienti con cancro manifesto o sospetto, nei quali può essere indistinguibile dal coinvolgimento linfonodale maligno…… Secondo queste raccomandazioni, alcuni esami di imaging di routine, come quelli per lo screening, deve essere programmato 6 settimane dopo la dose vaccinale finale per consentire la risoluzione di qualsiasi adenopatia reattiva”.
Lo studio prosegue con altre raccomandazioni importanti “le informazioni sulla vaccinazione – data/e di somministrazione, sito/i di iniezione, lateralità e tipo di vaccino – dovrebbero essere incluse in ogni questionario di pre-imaging per il paziente, e queste informazioni dovrebbero essere rese prontamente disponibili ai radiologi interpreti.
Una comunicazione chiara ed efficace tra pazienti, radiologi, team di medici di riferimento e il pubblico in generale dovrebbe essere considerata della massima priorità nella gestione dell’adenopatia nel contesto della vaccinazione COVID-19″. Lo studio più recente, pubblicato su JAMA Oncology raccomanda “ Il National Comprehensive Cancer Network and Society of Breast Imaging ha raccomandato di prendere in considerazione la pianificazione dello screening dell’imaging mammario da 4 a 6 settimane dopo la seconda dose di vaccinazione COVID-19″.
-Eriprando Della Torre -Gabriele Bartoletti Friuli-Venezia Giulia
-Antonio Iracà Veneto
-Giancarlo Marcotti Piemonte
-Luciano Bosco Emilia-Romagna
-Mia Gandini Liguria
-Fabio Montorro Toscana
-Loredano Ghirardini Marche
-Massimo Gianangeli Umbria
-Simone Boemio Lazio
-Attilio Arnese
Abruzzo
-Augusto Di Berardino Molise
-Giovanni Integlia Tombino
Puglia
-Mario Conca
Campania
-Armando Romano Basilicata
-Roberto Robilotta Calabria
-Massimo Cristiano Sicilia
-Luigi Savoca Sardegna
-Marcello Argiolas
No Europa per l’Italia – Italexit con Paragone è il partito di chi vuole liberare il nostro Paese dalla gabbia dell’Unione europea e della moneta unica.
Gli italiani si meritano un’Italia forte, libera e indipendente, che recuperi la propria sovranità e sia di nuovo capace di autodeterminarsi. Di fronte al fallimento del neoliberismo e della globalizzazione sfrenata, ora più che mai è necessario un radicale cambio di paradigma. C’è da cancellare gli effetti nefasti degli ultimi trent’anni di politiche antipopolari e ricostruire una società all’insegna dei diritti e dei valori della nostra Costituzione. Queste sono le nostre parole d’ordine per un’Italia che si desti dal torpore e sappia affrontare le sfide dei tempi a venire. Sarà una strada dura, ma con l’aiuto di tutti ce la faremo. Riprendiamoci l’Italia!
RECUPERARE LA SOVRANITÀ MONETARIA
La sovranità monetaria è la base dell’indipendenza di una nazione: un Paese che sceglie di rinunciarvi sceglie di mettere il proprio futuro nelle mani dei “mercati”, cioè dei grandi potentati finanziari. Come dimostra la crisi profondissima in cui versa il Paese da anni, senza sovranità monetaria l’Italia non sarà mai in grado di rimettersi in piedi. Al recupero della sovranità monetaria si deve aggiungere una rivoluzione copernicana nel concepire la finanza pubblica. Questa non può più essere asservita a vincoli arbitrari stabiliti da entità sovranazionali prive di legittimità democratica, bensì deve porsi una serie di obiettivi concreti da raggiungere. Solo con una politica monetaria e fiscale al servizio delle esigenze della società italiana, la spesa e gli investimenti pubblici diventano funzionali a una prospettiva di crescita e sviluppo. Nella consapevolezza che un Paese in possesso della sovranità monetaria non deve preoccuparsi della carenza di denaro ma soltanto di impiegare al meglio tutti i fattori produttivi, è essenziale, perché lo Stato possa farsi realmente strumento per la realizzazione dei bisogni e delle ambizioni del nostro popolo, sia lasciarsi alle spalle una fiscalità opprimente e invasiva, sia perseguire con nettezza le forme peggiori di evasione e ricostruire la progressività dell’imposizione fiscale.
RESTITUIRE AGLI ITALIANI CIÒ CHE È LORO
A fare la fortuna dell’Italia nel secondo dopoguerra fu il connubio della piccola e media impresa con le banche pubbliche, la grande industria di Stato e la pubblica amministrazione (istruzione, trasporti, sanità ecc.). Negli ultimi decenni tutte queste realtà faticosamente costruite con soldi pubblici – cioè con la ricchezza di tutti – sono state progressivamente privatizzate. Persino dei monopoli naturali come la rete autostradale e le reti energetiche sono stati smembrati e consegnati nelle mani di spregiudicati “prenditori”, che ne hanno ricavato rendite e profitti a scapito della qualità e dei costi dei servizi, dunque a scapito di tutta la collettività. È ora di restituire al popolo ciò che è suo, riportando questi settori sotto il controllo pubblico.
UN PIANO DI RINASCITA INDUSTRIALE
Il nostro Paese deve tornare a essere un’orgogliosa potenza industriale, che scommetta su qualità e innovazione per competere efficacemente sul piano internazionale. Allo Stato spetta un ruolo da protagonista in questo processo, non soltanto attraverso partecipazioni dirette al nuovo tessuto produttivo ma anche sostenendo adeguatamente il sistema della ricerca che traina l’innovazione tecnologica. È importante chiarire che l’espansione dell’industria pubblica è anche il presupposto di un settore privato dinamico e competitivo: non è un caso che storicamente sia stata la politica industriale a determinare un significativo indotto “a cascata” sulle piccole e medie imprese, facendo da volano anche agli investimenti privati. A questo scopo è inoltre necessario snellire gli oneri burocratici a carico delle aziende e dei professionisti, mettendo a disposizione delle imprese un sistema efficace che si lasci alle spalle inefficienze e cavillosità amministrative. Più in generale, bisogna ripartire dalla consapevolezza per cui il tessuto produttivo di un Paese può fiorire solo laddove lo Stato intervenga per creare un circolo economico virtuoso, anche attraverso la promozione della piena e buona occupazione e il sostegno alla domanda interna.
PER LA SOVRANITÀ ALIMENTARE
Proporre un modello alternativo alla globalizzazione sfrenata significa innanzitutto contrastare la logica mercantilista che distrugge la domanda interna e impone alle nostre aziende di rivolgersi al mercato estero. Questo fenomeno è particolarmente evidente nel settore primario: le eccellenze enogastronomiche che il mondo ci invidia sono diventate negli anni sempre meno ordinarie sulle tavole degli italiani. Sono state rimpiazzate da prodotti di bassa qualità e materie prime importate che, non dovendo sottostare a regolamenti e controlli, strozzano gli agricoltori e gli allevatori nostrani e li costringono a una competizione al ribasso che non si può e non si deve sostenere. Un’Italia che voglia davvero dirsi sovrana deve essere in grado di garantirsi la sovranità alimentare. Cosa che naturalmente non significa rifugiarsi in un’anacronistica autarchia, bensì sostenere le imprese del settore e far sì che gli italiani siano i primi a poter beneficiare dei frutti della propria terra.
LAVORO PER TUTTI
Impossibile? Solo se si crede che il lavoro sia solo quello creato dal settore privato. Ovviamente quest’ultimo ha un ruolo cruciale da giocare in un’economia dinamica, ma i processi di automazione e di robotizzazione implicano che saranno sempre meno i lavori che il settore privato sarà in grado di offrire. Dobbiamo dunque rassegnarci alla disoccupazione o al massimo a ricevere un reddito di sussistenza dallo Stato? Assolutamente no. Infatti non solo siamo drammaticamente a corto di organico nei tradizionali settori pubblici, in particolare sanità e istruzione, ma esistono un’infinità di lavori potenziali – e assolutamente necessari – da creare nei campi della riconversione ecologica, dell’urbanistica, delle infrastrutture, dell’assistenza sociale oltre che nei nuovi distretti industriali da lanciare. Va da sé che molti di questi lavori, poiché richiedono cospicui investimenti che non garantiscono utili monetari nell’immediato ma offrono grandi “utili sociali”, può crearli solo lo Stato. Una buona e piena occupazione è possibile ed è necessaria allo scopo di rilanciare la domanda interna, ripristinando il circolo virtuoso fra pubblico e privato che è stato distrutto dall’ideologia neoliberista.
I CONFINI NAZIONALI, BALUARDO DELL’AUTODETERMINAZIONE
I confini nazionali sono qualcosa di imprescindibile per la definizione stessa di Stato: averne un controllo capillare non può che essere una priorità per una politica degna di questo nome. La regolazione dei flussi migratori è necessaria innanzitutto per tutelare la coesione sociale di un Paese. Se è vero che nei momenti di crescita un’immigrazione – ben modulata – costituisce una risorsa preziosa, non c’è dubbio che durante le contrazioni del ciclo economico questa possa innescare drammatiche conseguenze sociali. Vale poi la pena soffermarsi su una riflessione: sebbene uno Stato d’arrivo che disponga della sovranità monetaria abbia tutti gli strumenti per garantire la piena occupazione e possa trarre il massimo profitto dal processo migratorio, gli Stati di partenza rimangono comunque piagati dal dramma dell’emigrazione di massa. Questi Paesi, perlopiù vittime del giogo neocoloniale, vengono in questo modo depauperati dell’unica ricchezza rimasta a loro disposizione: i giovani. Oggi la lotta per l’autodeterminazione dei popoli passa proprio attraverso il controllo dei confini, esercitato nei confronti di merci, persone e capitali. Gestirli accuratamente non significa solo salvaguardare le identità e le culture nazionali, ma vuol dire soprattutto difendere l’insindacabile diritto di tutti gli uomini di poter vivere nel proprio Paese. Al controllo dei confini deve accompagnarsi l’impegno per la massima integrazione possibile degli stranieri che lavorano nel nostro Paese, a tutela sia degli immigrati che della costruzione di un mercato del lavoro trasparente e non duale, coerente con l’obiettivo della piena occupazione.
SULLA SALUTE NON SI LUCRA
È prioritario invertire la rotta del processo ventennale di smantellamento del Servizio sanitario nazionale (SSN). Bisogna dire basta a esternalizzazioni, privatizzazioni e sovvenzioni alla sanità privata per rilanciare con vigore quella pubblica. Va ripristinato il diritto a cure gratuite di alta qualità per tutti i cittadini su tutto il territorio nazionale, non solo come sacrosanto principio etico e costituzionale ma anche come necessità di sicurezza nazionale. È proprio di fronte alle emergenze infatti che si manifesta tutta l’importanza di un sistema di salute pubblica, vera spina dorsale su cui si regge l’intera società. A tutto questo si deve affiancare una riflessione più ampia circa gli innumerevoli impatti sulla salute di un sistema che ha messo per troppi anni il profitto davanti a ogni altro valore. Fra le tante scelte figlie di questa logica che rischiano di rivelarsi nocive per l’interesse comune, ne è emersa soprattutto una negli ultimi anni: l’adozione acritica da parte del nostro Paese delle infrastrutture telecomunicative 5G. Una scelta sconsiderata e imprudente che fa scempio di qualsivoglia principio precauzionale sia in termini di salute pubblica che di collocazione geostrategica. Altra questione cruciale e volutamente esclusa dal dibattito politico è quella dell’obbligatorietà vaccinale: temi di questo calibro non possono essere risolti solo attraverso le imposizioni di uno scientismo ideologico e totalitario, dietro al quale spesso e volentieri si nascondono grandi interessi economici. Su questo così come su altri temi delicati bisogna rilanciare una sana dialettica che sappia coinvolgere l’opinione pubblica in una riflessione aperta sugli aspetti scientifici, giuridici ed etici di queste tematiche.
UN APPROCCIO RADICALE ALLA CRISI AMBIENTALE
La crisi ambientale che stiamo affrontando a livello planetario è una delle conseguenze più disastrose della globalizzazione sfrenata. Per uscirne occorre adottare nuovi paradigmi che scalzino il dogma economicista e riportino al centro il benessere collettivo, prestando particolare attenzione alla salvaguardia di tutto il patrimonio naturale, da quello paesaggistico a quello boschivo, in modo da poterlo tramandare alle future generazioni. Coniugare le esigenze ecologiste a tutela dell’ambiente con quelle sociali a tutela del lavoro è una sfida complessa che può essere affrontata soltanto da uno Stato che disponga della sovranità monetaria. Serve quindi sviluppare una visione strategica lungimirante e pianificare una politica industriale che porti alla costruzione di un innovativo tessuto produttivo che sia realmente ecosostenibile. Mentre oggi il costo dell’improrogabile transizione ecologica viene regolarmente scaricato sulle spalle delle fasce più fragili della popolazione, occorre acquisire la consapevolezza che questo rinnovamento in chiave verde può rappresentare, anche attraverso un vero e proprio piano del lavoro ambientale, il volano per rilanciare uno sviluppo finalmente sostenibile che traini la crescita e migliori davvero le condizioni di vita di tutti i cittadini.
OLTRE LA UE, PER UNA REALE COLLABORAZIONE EUROPEA
È ormai sotto gli occhi di tutti come il processo di integrazione economica europea, lungi dal promuovere «un’unione sempre più stretta tra i popoli dell’Europa», abbia enormemente acuito le divergenze intraeuropee, causando una diffusa devastazione sociale e fomentando sentimenti di rivalità tra Stati che non si vedevano dai tempi della seconda guerra mondiale. Questo rappresenta un ostacolo alla cooperazione multilaterale tra Paesi europei su temi cruciali quali la geopolitica, la gestione dei fenomeni migratori e la questione climatica. Abbandonare la moneta unica non comprometterebbe questo tipo di cooperazione; al contrario, mettere i singoli Stati nelle condizioni di poter tornare a operare nell’interesse dei cittadini rappresenta la conditio sine qua non per il rinnovamento del progetto europeo su basi radicalmente diverse, cioè sulla libera cooperazione tra i popoli d’Europa fondata sul rispetto delle prerogative sovrane e democratiche di ciascun Paese. Solo in quest’ottica è possibile reimmaginare l’Europa come uno spazio di pace, di cooperazione e di democrazia, ma anche di rispetto della pluralità e della diversità delle varie comunità nazionali e dei vari sistemi economici e produttivi. Le nostre parole d’ordine: usciamo dalla gabbia della UE e dall’euro!
Pagati poco, pochissimo, sfruttati e costretti a convivere con situazioni di precarietà pressoché infinita. Senza tutele e senza poter contare sugli ammortizzatori sociali, ai quali non hanno accesso. C’è un esercito intero, nell’Italia del 2020, che si muove nell’ombra, costretto a fare i conti con uno stipendio da fame: 4 euro l’ora, quelli che finiscono […]
di Thomas Fazi. In un recente articolo l’economista capo del Fondo monetario internazionale (FMI), Gita Gopinath, illustra i risultati di un paio dei loro recenti studi che cercano di determinare quale sia il mix ottimale di politiche macroeconomiche per far fronte ad una crisi. Il primo studio conclude che: (i) la flessibilità del tasso di cambio rimane […]
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RESTITUIRE AGLI ITALIANI CIÒ CHE È LORO A fare la fortuna dell’Italia nel secondo dopoguerra fu il connubio della piccola e media impresa con le banche pubbliche, la grande industria di Stato e la pubblica amministrazione. LEGGI TUTTO
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SULLA SALUTE NON SI LUCRA È prioritario invertire la rotta del processo ventennale di smantellamento del Servizio sanitario nazionale (SSN). Bisogna dire basta a esternalizzazioni, privatizzazioni e sovvenzioni alla sanità privata per rilanciare con vigore quella pubblica. Va ripristinato il diritto a cure gratuite di alta qualità per tutti i cittadini su tutto il territorio nazionale. LEGGI TUTTO
UN APPROCCIO RADICALE ALLA CRISI AMBIENTALE La crisi ambientale che stiamo affrontando a livello planetario è una delle conseguenze più disastrose della globalizzazione sfrenata. Per uscirne occorre adottare nuovi paradigmi che scalzino il dogma economicista e riportino al centro il benessere collettivo. LEGGI TUTTO
OLTRE LA UE, PER UNA REALE COLLABORAZIONE EUROPEA È ormai sotto gli occhi di tutti come il processo di integrazione economica europea, lungi dal promuovere «un’unione sempre più stretta tra i popoli dell’Europa», abbia enormemente acuito le divergenze intraeuropee. Abbandonare la moneta unica non comprometterebbe questo tipo di cooperazione; al contrario, ne è la condizione essenziale. LEGGI TUTTO
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GREEN-PASS: violazione lampante: 1. della dichiarazione universale dei diritti dell’uomo; 2. della convenzione europea dei diritti dell’uomo; 3. della Carta dei diritti fondamentali della UE, 4. della Costituzione; GREEN-PASS: il nuovo DL su Scuola, Università e Trasporti https://youtu.be/6djetaLVBv8 Il decreto di luglio aveva portato l’apartheid in Italia, con il nuovo decreto, il numero 111, si tocca uno dei punti più bassi della nostra storia nazionale, con il governo che cerca di creare un obbligo … , senza neanche assumersene la responsabilità! Se desiderate partecipare al ricorso collettivo contro il Green-Pass: https://www.difendersiora.it/gp
universal Kingdom brotherhood Fedele0 secondi fa GREEN-PASS: il nuovo DL su Scuola, Università e Trasporti https://youtu.be/6djetaLVBv8 Il decreto di luglio aveva portato l’apartheid in Italia, con il nuovo decreto, il numero 111, si tocca uno dei punti più bassi della nostra storia nazionale, con il governo che cerca di creare un obbligo … , senza neanche assumersene la responsabilità! Se desiderate partecipare al ricorso collettivo contro il Green-Pass: https://www.difendersiora.it/gphttps://rumble.com/c/LuxAlibi L’avvocato Alessandro Fusillo fa parte dell’associazione Movimento Libertario https://www.movimentolibertario.com/ =============== Come presentare la denuncia DOCX Allegati 1234 Documenti consultabili a questo link (non è necessario scaricarli)
Il Movimento Libertario sta assistendo gratuitamente esercenti e avventori che partecipano all’iniziativa #IOAPRO. Cosa fa il Movimento Libertario? Predisponiamo le osservazioni al Prefetto. Vanno depositate entro 30 giorni dal momento in cui la multa è stata consegnata. Chi vuole avvalersi del nostro aiuto è pregato di inviare la multa scansionata come pdf agli indirizzi e-mail sotto riportati. Predisponiamo il ricorso al Giudice di Pace con le istruzioni per presentarlo. Il ricorso al Giudice di Pace deve essere depositato entro 30 giorni dalla notifica dell’ordinanza del Prefetto. Questa viene notificata all’indirizzo di chi ha avuto la multa. Anche in questo caso va scansionata in pdf e mandata agli indirizzi mail che trovate sotto.
Cosa non è compreso nella nostra assistenza gratuita? Il contributo unificato da pagare al momento dell’iscrizione del ricorso al Giudice di Pace pari a 43,00 Euro. L’eventuale assistenza di un legale davanti al Giudice di Pace. Ricordiamo che per i procedimenti fino a 1000,00 Euro non c’è bisogno di assistenza legale e ci si può difendere anche da soli. Chi volesse essere assistito da un avvocato dovrà prendere accordi di volta in volta. Molto dipende anche dal luogo in cui si trova l’ufficio del Giudice di Pace competente per territorio. L’assistenza eventuale nei gradi successivi al Giudice di Pace (eventuale appello in Tribunale e ricorso in Cassazione). Ovviamente in caso di esito negativo dell’impugnazione, cercheremo di mettere a disposizione i nostri legali al minimo costo possibile per chi volesse andare avanti oltre la sentenza del Giudice di Pace.
“Quando la legge diventa ingiustizia, la resistenza diventa un dovere.” Thomas Jefferson
La Costituzione Italiana è un’arma eccezionale per difendere la nostra libertà, ma qualunque arma è inutile se chi la impugna non sa usarla. Impariamo a difenderci e riprendiamoci la nostra vita!
Con l’avvocato Alessandro Fusillo cerchiamo di capire quali sono le azioni giudiziarie da intraprendere per contrastarlo e come possono difendersi da eventuali sanzioni i cittadini che ne sono privi.
Cosa significa “manifestazione non autorizzata”? Si rischiano multe o altro? Le manifestazioni possono davvero essere senza colori politici? Oggi rispondiamo a tutte le domande su questo argomento!
Come deve comportarsi un esercente o un gestore che non vuole discriminare le persone, ma vuole ridurre al minimo il rischio di multe? Cosa può fare il cliente per agevolarlo? Come gestire i fanatici del pass che i controlli li vogliono vedere?
Enrico Dell’olio dialoga con l’avvocato Alessandro Fusillo e l’ex giornalista e scrittore di successo Leonardo Facco della situazione venutasi a creare con il GREEN PASS.
Risposte pratiche, molte dedicate al mondo del lavoro, alle domande poste dagli iscritti al Canale Telegram dopo il primo video “Green-Pass: come disobbedire”.
Breve dialogo con Rosanna, della Torteria di Chivasso. Nonostante il giudice di pace abbia annullato alla radice i motivi del sequestro, il tribunale tarda a discutere la sua causa…
In questo video spieghiamo come far valere i nostri diritti e come disobbedire al Green Pass nelle azioni di tutti i giorni e come possono farlo gli esercenti ed i gestori di ristoranti, palestre ecc.
Con il Marchio Verde la nuova dittatura getta la maschera: se alla nostra libertà ci teniamo almeno un po’, è il momento di scendere in piazza a manifestare, in tutte le piazze d’Italia, come cittadini liberi, senza cappelli e bandiere di questo o quel gruppo politico, movimento ecc.
In tanti sul Canale Telegram avete chiesto di trattare brevemente il tema di studenti, insegnanti e vaccinazioni, viste le dichiarazioni minacciose di questi ultimi tempi.
Cosa fare quando si subiscono pressioni sul luogo di lavoro? – Come comportarsi quando a farle è il datore di lavoro. – Come impugnare l’eventuale provvedimento del medico competente
demaitaLettera ai Sacerdoti perseguitati, di mons C.M. Viganò
Dubuque, Iowa, 22 settembre 2021 Alla Coalizione dei Sacerdoti perseguitati
Cari fratelli sacerdoti, Cari fratelli e sorelle: Non vi dico nulla che non sappiate già, quando dico che la Chiesa di Cristo sta attraversando una crisi molto grave e che la Gerarchia cattolica ha mancato ai gravi obblighi della sua missione apostolica ed è in gran parte corrotta. Le origini di questa crisi e di questa apostasia sono ormai evidenti anche ai più moderati. Hanno voluto allineare la Chiesa alla mentalità del mondo, il cui principe, non dimentichiamolo, è Satana: princeps mundi hujus (Gv 12,31). Come cattolici, sappiamo e crediamo che la Santa Chiesa è indefettibile; cioè non può essere sconfitta dalle porte dell’Inferno, per la promessa di Nostro Signore: portæ inferi non prævalebunt (Mt 16,18). Ma ciò che vediamo accadere ci mostra la realtà di una situazione terribile, in cui una parte corrotta della Gerarchia – che chiamo “chiesa profonda” per brevità – si è completamente arresa allo “stato profondo (corrotto)”. È un tradimento che pone i pastori e le più alte cariche della Chiesa di fronte a una gravissima responsabilità morale e richiede da parte di sacerdoti e laici decisioni coraggiose che in altre situazioni sarebbero difficili da adottare e giustificare. Siamo di fronte a una guerra, uno scontro storico, in cui i nostri generali non solo non stanno guidando l’esercito per affrontare il nemico, ma stanno addirittura ordinando di gettare le armi e arrendersi incondizionatamente, allontanando i soldati più coraggiosi e castigando gli ufficiali più fedeli. Tutto lo Stato Maggiore della Chiesa cattolica si è rivelato alleato del nemico ed è esso stesso nemico di coloro che dovrebbe difendere: nemico di Cristo e di coloro che si gloriano di servire sotto la sua bandiera. Come comprendere, alla luce della Rivelazione, questa situazione tremenda e unica in tutta la storia della Chiesa? Bisogna prima di tutto avere uno sguardo soprannaturale, con cui capire che i fatti attuali sono permessi da Dio, e che comunque non riusciranno mai a vincere la Chiesa. La grande apostasia è stata predetta nelle Sacre Scritture e non dovrebbe coglierci alla sprovvista. Illuminati dalle parole dell’Apocalisse di san Giovanni e da approvate rivelazioni private, possiamo comprendere che gli ultimi tempi sono necessari per separare finalmente il grano dalla zizzania, permettendoci di riconoscere chi è con Cristo e chi è contro di Lui. Come pure capire che le tribolazioni in cui ci troviamo sono la giusta punizione per i decenni – oserei dire i secoli – di infedeltà dei cattolici e di parte della Gerarchia: infedeltà private e pubbliche, radicate nel rispetto umano, nella paura, nelle deviazioni morali e dottrinali, e nel compromesso con la mentalità del mondo e con i nemici di Nostro Signore. Se consideriamo che la Rivoluzione francese è stata il castigo di Dio per il rifiuto da parte di Luigi XIV di consacrargli le insegne del Regno, comprendiamo bene le conseguenze della disobbedienza del re di Francia per il futuro dell’Europa. Ricordiamo il messaggio che Nostro Signore affidò a Santa Margherita Maria Alacoque nel 1689, con il compito di trasmetterlo al re di Francia Luigi XIV: “Fate sapere al figlio maggiore del Mio Sacro Cuore che, come la sua nascita temporanea è stata ottenuta grazie alla devozione ai meriti della Mia Santa Infanzia, così la sua nascita alla grazia e alla gloria eterna si otterrà mediante la consacrazione che farà di sé al Mio adorabile Cuore, che vuole trionfare sul suo cuore e, per questo, sui cuori dei grandi della terra. Il Sacro Cuore vuole regnare nel suo palazzo (di Luigi XIV), essere rappresentato sui suoi stendardi e inciso sulle sue braccia, per renderlo vittorioso su tutti i suoi nemici, mettendo ai suoi piedi i suoi nemici orgogliosi e superbi, affinché trionfi su tutti i nemici della Chiesa. Il Sacro Cuore desidera entrare con sfarzo e magnificenza nei palazzi dei principi e dei re, per esserne onorato oggi quanto fu svilito, umiliato e disprezzato durante la sua Passione. Desidera vedere i grandi della terra abbassati e umiliati ai suoi piedi, così come Egli è stato annientato”. Ma se più di tre secoli fa la disobbedienza di coloro che governavano la cosa pubblica meritava il severo castigo del Re dei re, immaginate quali calamità possano aver causato la disobbedienza di coloro che governano la Chiesa. Così, se con la Rivoluzione francese la società civile ha espulso il Re Universale dalla Sua Divina Signoria per usurparlo e diffondere gli errori del liberalismo e del socialismo, con la rivoluzione conciliare i Papi e i Vescovi hanno tolto la triplice corona del Capo del Corpo Mistico e del suo Vicario, facendo della Chiesa di Cristo una sorta di repubblica parlamentare in nome della collegialità e della sinodalità. Prendiamo nota di questo: Nostro Signore Gesù Cristo non solo non è più riconosciuto come Sovrano delle nazioni. Ora non è nemmeno più riconosciuto come Sovrano della sua Chiesa, in cui la meta della gloria di Dio e della salvezza delle anime è stata sostituita con la gloria dell’uomo e la conseguente condanna delle anime. Quello che ieri era un vizio, oggi è una virtù; quello che ieri era una virtù è oggi un vizio: tutta l’azione attuale della setta modernista che infesta il Vaticano, le Diocesi e gli Ordini religiosi è caratterizzata dal capovolgimento di quanto ci è stato insegnato e trasmesso. In questo contesto di ribellione e infedeltà, coloro che rimangono fedeli e si sforzano di continuare a fare ciò che hanno sempre fatto, sono soggetti a una vera e propria persecuzione. Cominciò con ridicolizzare i tradizionalisti, designandoli come lefebvriani o preconciliari. Poi, secondo la pratica che abbiamo visto impiegare nei regimi totalitari, i buoni cattolici sono stati definiti pazzi o malati, ciò che i sociologi chiamano la patologizzazione del dissenso. Non pensate che io stia usando espressioni esagerate: solo pochi giorni fa un sacerdote in Costa Rica è stato sospeso dal ministero e costretto a sottoporsi a cure psichiatriche semplicemente per aver celebrato la Messa di Paolo VI in latino, nonostante il divieto del suo Vescovo, mons. Bartolomé Buigues. Oggi assistiamo alla criminalizzazione dei dissidenti, e se ancora non vediamo la loro eliminazione fisica, sappiamo quanti di loro sono sospesi a divinis, privati dei propri mezzi di sostentamento ed espulsi dalla vita ecclesiale. E questo accade mentre nello stesso tempo, gli scandalosi e fornicatori di ogni genere non solo non vengono puniti ed espulsi dal Ministero, ma vengono addirittura promossi e immortalati in foto in piedi accanto a Bergoglio, che li ha vicini perché sa di poterli usare nel modo che più gli conviene. Comprendiamo allora perché la corruzione dei prelati è strumentale al progetto della setta conciliare: le loro colpe sono un ottimo mezzo per ottenere la loro obbedienza e complicità nel compiere le peggiori atrocità contro la Chiesa e i fedeli. L’iniziativa della “Coalizione dei sacerdoti perseguitati” è certamente una risposta a quanto sta accadendo, perché questo progetto ha lo scopo di fornire assistenza ai sacerdoti vittime di persecuzioni e abusi canonici da parte di vescovi infedeli e rinnegati. La loro autorità, usurpata per fare il male invece di governare con sapienza e carità il gregge loro affidato, svanisce nel momento in cui viene usata contro lo scopo per cui è stata costituita. È vero che hanno il potere: ma questo potere è un abuso tirannico sul quale non si può e non si deve tacere. È nostro dovere alzare la voce per condannare con forza gli atti illegittimi di pastori che si sono dimostrati mercenari, se non lupi famelici. Ed è anche nostro diritto non solo disobbedire a ordini illegittimi, invalidi e nulli, ma anche compiere atti di obiezione di coscienza e formare iniziative volte a tutelare le vittime di questi lupi travestiti da pecore. Permettetemi anche di suggerire, insieme a questa lodevole iniziativa, la costituzione di una Fondazione internazionale che raccolga offerte e donazioni dai fedeli, distogliendoli dalle parrocchie e dalle diocesi conniventi con l’attuale regime bergogliano. Quando i vescovi vedranno i loro conti bancari subire un duro colpo, saranno probabilmente persuasi a moderare il loro approccio di ostracismo nei confronti dei buoni sacerdoti. Quando i tribunali, civili o ecclesiastici, si alleano con coloro che sono perseguitati, i loro persecutori saranno probabilmente più attenti nell’abusare del loro potere. Nel frattempo, iniziative come la “Coalizione per i Sacerdoti perseguitati”e altri progetti simili offriranno l’opportunità di praticare opere di misericordia e guadagnare merito davanti a Dio. Ciascuno di noi, secondo le proprie possibilità, può dare un contributo concreto, non necessariamente solo finanziario, anche semplicemente assegnando le proprie offerte a chi le merita e non a chi le utilizza per opprimere il buon clero. Non dimentichiamo, però, che oltre all’assistenza materiale, tutti siamo chiamati a riscoprire il senso di comunità, di cui la Gerarchia conciliare ama tanto parlare senza mai metterla in pratica in senso cattolico. Se siamo veramente fratelli in Cristo, allora come fratelli dobbiamo aiutarci gli uni gli altri anche accogliendo i nostri sacerdoti, offrendo loro un posto dove stare, preparando in casa un altare attorno al quale possiamo radunare i nostri amici. Dobbiamo mettere al loro servizio le nostre capacità, anche le più umili, come saper cucinare, come costruire un muro o riparare un tetto – per coloro che oggi vengono espulsi dalla loro canonica e si ritrovano per strada. Dobbiamo pensare ai giovani che hanno risposto con generosità alla vocazione sacerdotale o religiosa nel cuore della Tradizione e che oggi vedono in pericolo la loro ordinazione o professione religiosa se non accettano le deviazioni dottrinali e morali che la setta conciliare ora loro impone. Dobbiamo far capire ai pochi vescovi e cardinali che restano fedeli al Magistero che non può esserci possibilità di dialogo con coloro che hanno ampiamente dimostrato di essere allineati con il nemico. E dobbiamo pregare la Divina Maestà, per intercessione della Regina del Cielo e della Madre del Sacerdozio, chiedendole di degnarsi di accettare le nostre sofferenze e le sofferenze di questi buoni sacerdoti per la conversione della Gerarchia che oggi è stata corrotta dall’alto al basso. A questi tanti, troppi, sacerdoti, religiosi e consacrati – tra i quali non dimentichiamo ci sono anche tante religiose, monache e suore – rivolgo il mio affettuoso ricordo, condividendo le loro sofferenze, esortandoli tutti ad offrirsi come vittime in espiazione per i peccati dei ministri della chiesa. Unitevi nel Santo Sacrificio della Messa all’offerta della Vittima divina, pura, santa e immacolata: la vostra vita sia un sacrificio gradito a Dio, in vero spirito sacerdotale. E tutti ripetano, fino della fine dei loro giorni, le parole del Cantico di Simeone: quia viderunt oculi mei salutare tuum (Lc 2,30). Ho precedentemente ricordato la causa dei mali presenti: la ribellione contro la Regalità Universale di Nostro Signore Gesù Cristo. La consacrazione di ciascuno di noi, delle famiglie, delle comunità, delle nazioni e della Santa Chiesa al Sacratissimo Cuore di Gesù e al Cuore Immacolato di Maria è capace di commuovere la Santissima Trinità e di porre fine a questo terribile flagello, o almeno accorciarlo e accelerare il trionfo del Re delle nazioni sul nemico dell’uomo. Questo è il mio sincero desiderio; questa è la nobile intenzione che dovrebbe animare ogni nostra azione; questo è il fondamento per la tremenda e inesorabile fine dei piani di Satana. Christus vincit, Christus regnat, Christus imperat!
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Ricognizioni è nato dalla consapevolezza che ci troviamo ormai oltre la linea, e proprio qui dobbiamo continuare a pensare e agire in obbedienza alla Legge di Dio, elaborando, secondo l’insegnamento di Solženicyn, idee per vivere senza menzogna.
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Santa sede complice del crimine vaccinale – Dietro il Sipario – Talk Show https://youtu.be/GbaEKFNQGEg Mons. Viganò tuona contro i vertici delle istituzioni ecclesiastiche che fiancheggiano il crimine vaccinale che prepara il “grande reset”. Fino a che punto le coscienze dei cattolici accetteranno il totale appiattimento del Vaticano nei confronti del potere mondano? Ne parliamo a “Dietro il Sipario” in compagnia di Paolo Gulisano, Antonietta Gatti e Gianluca Marletta
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arrestatela con tutti i suoi complici: ARRESTATELA. G20, stessa interprete, espressioni diverse a confronto: sorridente con Biden, incredula con Trump http://a.msn.com/01/it-it/AAQ6Ish?ocid=st G20, stessa interprete, espressioni diverse a confronto: sorridente con Biden, incredula con Trump Elisabetta Savigni Ullmann fu al centro di un video virale nel 2019 =================
Mons. Carlo Maria Viganò: discorso del 26 settembre 2021 (2. parte) https://youtu.be/0bkubHARAPI Bel discorso tosto e cattolico, che scuote il torpore, rinfranca lo spirito e rinnova la speranza!
Stragi di mafia e misteri del Britannia – Dietro il sipario – Talk show https://youtu.be/9f85IhI6unc La procura di Firenze continua ad indagare sui mandanti occulti delle stragi del ’92-’93 che hanno modificato in profondità il quadro politico italiano. Il boss Giuseppe Graviano tira in ballo Berlusconi e rimane uomo di interesse investigativo. A cavallo fra le stragi di Capaci e quella di via D’Amelio arrivò in Italia il famoso panfilo Britannia. E’ ancora possibile ricostruire la verità su quella stagione? Ne parliamo a “Dietro il Sipario” in compagnia di Gian Marco Landi, Carlo Palermo e Aaron Pettinari
23/05/2021 · Monsignor Carlo Maria Viganò all’attacco su pandemia Covid: “Questa farsa crollerà. È un piano del diavolo per distruggerci”. Video censurato da YouTube
05/12/2019 · Leggi anche: Viganò rivela la corruzione della Chiesa e sono tre i nomi sotto accusa Ma i retroscena non finiscono qua. Era stato lo stesso vescovo a …
27/08/2018 · Monsignor Viganò scrive di aver parlato con Francesco il 23 giugno 2013 dicendogli “Santo Padre, non so se lei conosce il card. McCarrick, ma se chiede alla Congregazione per i Vescovi c’è un …
31/10/2020 · Viganò spiega come questa teologia perversa si sia potuta affermare grazie a un senso di inferiorità e inadeguatezza instillato nelle gerarchie ecclesiastiche da un mondo laico-massonico, che …
Tempo di lettura stimato: 8 min
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