perché la LEGA ARABA può esser distrutta soltanto con n attacco nucleare?
Alla fine del 2001, in seguito allinstaurazione del nuovo governo, vi sono stati significativi miglioramenti in merito alla situazione dei diritti umani. è continuata la restaurazione di istituzioni responsabili dell\rquote attuazione dello stato di diritto, ma altre istituzioni essenziali, inclusa la polizia, sia penitenziaria sia giudiziaria, sono state indebolite dalla mancanza di risorse e da un fragile regime di sicurezza. è proseguito il conflitto armato e permangono gravi violazioni dei diritti umani. Centinaia di persone arrestate in modo arbitrari sono state detenute in condizioni carenti. l’impunità rimane consolidata e i responsabili di violazioni dei diritti umani sono rimasti spesso impuniti. Sono continuate le violenze tra le diverse fazioni con il coinvolgimento dei comandanti regionali e delle milizie armate. Sono state scoperte fosse comuni. Nonostante labolizione di alcune restrizioni sulla loro libertà di movimento, le donne hanno continuato a temere per la propria sicurezza e sono state oggetto di atti di violenza, stupri, aggressioni pubbliche ed intimidazioni. Sono aumentati i decessi di civili, a causa dei continui bombardamenti aerei e delle operazioni di terra guidati dalle truppe statunitensi. La violenza etnica e le rappresaglie hanno determinato un gran numero di sfollati. Circa 1 milione e 900 mila rifugiati sono ritornati dagli Stati vicini, alcuni a causa delle pressioni dei Paesi ospitanti, per vivere in una situazione post-bellica insostenibile e instabile. La pena di morte è stata comminata al termine di processi che non hanno rispettato gli standard internazionali per un equo processo. Il governo provvisorio dellAfghanistan, durato sei mesi e inaugurato nel dicembre 2001, è rimasto al potere fino alla convocazione, a giugno, di una grande assemblea tradizionale di emergenza. La loya jirga , istituita originariamente allo scopo di conferire legittimità nazionale al processo di pace, non è riuscita a dare spazio a un dibattito democratico e ha consolidato al potere molti presunti responsabili di gravissime violazioni dei diritti umani. La loya jirga è stata spesso collegata a episodi di intimidazione politica, violenza ed insicurezza. Il monarca afghano, Mohammed Zahir Shah, ha ritirato la propria candidatura poco prima della loya jirga per sostenere Hamid Karzai, che è stato eletto Presidente. Il nuovo governo di transizione non si è discostato di molto rispetto allamministrazione in quanto ha mantenuto diversi importanti ministeri nelle mani del Fronte Unito, a controllo. A febbraio il ministro dellAviazione civile, Abdul Rahman, è stato ucciso all’aeroporto di Kabul e a luglio il vicepresidente Abdul Qadir è stato colpito a morte a Kabul. A settembre il presidente Karzai è sfuggito ad un attentato a Kandahar. In seguito alla caduta dei Talebani, il governo centrale non ha avuto alcun reale controllo al di fuori di Kabul. Questo fatto ha determinato un aumento dellillegalità, delle lotte tra fazioni, della repressione e delle violazioni dei diritti umani. Nonostante le numerose richieste di un allargamento delle operazioni di pace delle Nazioni Unite, a Kabul sono state presenti unicamente le forze dell International Security Assistance Force (Isaf), Forza internazionale di assistenza alla sicurezza. Allamministrazione è stato affidato il mandato di formare una Costituzione, un esercito e un sistema legale prima delle elezioni del nuovo governo attraverso la loya girga costituente, entro il dicembre 2003. Tuttavia, gli sforzi per ricostruire infrastrutture, istituzioni e società civile in un Afghanistan devastato sono stati ostacolati da una precaria situazione di sicurezza. Da più parti nel Paese è stato chiesto un aumento degli aiuti e un rapido mantenimento delle promesse di assistenza da parte dei donatori. Impunità e amministrazione della giustizia0 l’impunità rimane consolidata. Sono giunte continue notizie di violenza, tortura, compreso lo stupro, e maltrattamenti da parte delle milizie armate, dei comandanti regionali e della polizia. Le forze di coalizione guidate dagli Stati Uniti avrebbero sovvenzionato e riarmato le milizie e i comandanti regionali ritenuti fondamentali nella guerra al terrore, nonostante le preoccupazioni circa gli abusi commessi da questi gruppi. AI ha ricevuto notizie di prigioni informali o private, controllate da comandanti non autorizzati a svolgere tali attività, il che ha sollevato timori circa la natura arbitraria della detenzione da parte di sistemi paralleli di tutela della legge, sistemi spesso gestiti da milizie armate, al di fuori dello stato di diritto. Polizia, carceri ed altre istituzioni essenziali per l\rquote attuazione dello stato di diritto, sono rimaste bloccate per la mancanza di fondi, di addestramento per il personale, di comando e controllo di quelle strutture ritenute essenziali ad assicurarne laffidabilità. In molte parti del Paese sono stati riferiti episodi di estorsione e detenzione arbitraria da parte della polizia, fenomeni alimentati dalla mancanza di paghe. Negli interrogatori condotti dalla polizia è stata abitualmente applicata la tortura. Diverse persone sono state detenute per lunghi periodi senza comparire in tribunale. Le condizioni di vita dei detenuti sono state carenti, come pure le condizioni di lavoro delle guardie carcerarie. Un progetto tedesco per il sostegno della polizia in Afghanistan ha fornito assistenza e coordinamento alladdestramento di un nuovo corpo di polizia. Tuttavia, alla fine dell’anno, nessun donatore si era ancora proposto per fornire laiuto necessario alla ricostruzione del sistema carcerario. *A novembre la polizia afghana è ricorsa ad un uso eccessivo della forza e ha sparato contro una folla di studenti disarmati, che dimostravano per un miglioramento delle condizioni di vita nellUniversità di Kabul. Secondo quanto riferito, almeno due studenti sono stati uccisi e più di venti sono rimasti feriti. *Un ventenne, detto Nasir, è stato arrestato ad aprile e detenuto nella Prigione centrale di Kabul. Durante linterrogatorio è stato picchiato e ha ricevuto scosse elettriche alle dita dei piedi. è rimasto in detenzione per sette mesi, senza esser mai condotto davanti ad un tribunale. A novembre è stata istituita una commissione giudiziaria con il compito di sovrintendere la ricostruzione sistema giudiziario in sfacelo, ma alla fine dell’anno i progressi fatti erano ancora scarsi. AI ha accolto con favore, a giugno, listituzione della Commissione indipendente per i diritti umani afghana, sebbene la mancanza di sostegno politico da parte di alcuni settori del governo centrale ed alcune difficoltà di tipo amministrativo e organizzativo abbiano determinato scarsi progressi in questo campo. Il mandato della Commissione comprendeva la supervisione di un processo di consultazione nazionale sulla giustizia nella fase di transizione, listituzione di un programma di educazione ai diritti umani e il monitoraggio e l’indagine sugli abusi dei diritti umani. La missione di assistenza delle Nazioni Unite in Afghanistan, con il compito di monitorare e indagare sugli abusi dei diritti umani, è rimasta spesso in silenzio o è apparsa inattiva su questi temi. è stato fatto ben poco per portare in giudizio i responsabili delle violazioni dei diritti umani commesse durante gli ultimi 23 anni o per individuare una strategia giudiziaria sui crimini di guerra. Comandanti militari, sospettati di passate gravi violazioni dei diritti umani, sono entrati a far parte del governo di transizione. Il primo e unico tentativo di assicurare alla giustizia un ex comandante mujahideen , accusato di gravi violazioni dei diritti umani, ha avuto come risultato un processo ben lontano dagli standard internazionali di equità processuale, evidenziando lincapacità dellattuale sistema giudiziario di far fronte a casi di questo tipo. Abdullah Shah, un comandante di Paghman, è stato processato a settembre e convocato nuovamente in giudizio ad ottobre senza la presenza di alcun avvocato difensore. Il nucleo dellaccusa era costituito da ventitr\’e9 denunce scritte, ma non vi è stata alcuna possibilità di contraddittorio. Al termine del nuovo processo, Abdullah Shah è stato condannato a morte. Alla fine dell’anno, il presidente Karzai non si era ancora pronunciato sulla decisione finale relativa alla sentenza. Nel dibattito riguardante le fosse comuni in Afghanistan, sono state sollevate importanti questioni circa la necessità di efficaci programmi di protezione dei testimoni e sugli aspetti prioritari delle indagini. La fossa comune a Dasht-e-Leili, vicino al deserto di Shibarghan, conteneva i resti di centinaia di prigionieri talebani. Secondo quanto riferito, questi erano rimasti soffocati durante il loro trasferimento in container sigillati da Kunduz alla prigione di Shibarghan, vicino a Mazar-e-Sharif, nel 2001. A maggio, le Nazioni Unite hanno condotto un’indagine preliminare sul luogo, con l’assistenza dell’organizzazione non governativa Physicians for Human Rights, Medici per i diritti umani. Dalla fossa sono stati esumati tre corpi il cui esame autoptico ha evidenziato segni corrispondenti alla morte per asfissia. Alcuni testimoni hanno indicato quale responsabile dei decessi, il Fronte Unito, comandato dal generale Abdul Rashid Dostum. Secondo quanto riferito, alcuni dei testimoni stessi sono stati in seguito aggrediti e sottoposti a torture, detenzioni arbitrarie ed esecuzioni extragiudiziali. Sul sito è stata richiesta la protezione delle Nazioni Unite, fino al completamento dellindagine, poich\’e9 secondo alcune accuse le prove sarebbero state alterate. Pena di morte0 Almeno cinque persone sono state condannate a morte con laccusa di omicidio, da tribunali le cui procedure non hanno rispettato gli standard internazionali per un equo processo. Non si è a conoscenza di alcuna esecuzione effettuata. Diritti delle donne0 I decreti dei Talebani che limitavano alle donne la libertà di movimento in ambiente domestico sono stati aboliti con linaugurazione del governo di transizione. Tuttavia, la violenza sessuale da parte di fazioni armate e laggressione pubblica legata alla tradizione culturale hanno continuato a limitare la libertà di movimento, di espressione e di abbigliamento delle donne. Il timore per la propria sicurezza personale ha impedito alle donne di far pienamente parte della società civile e ha negato loro lopportunità di esercitare i propri diritti fondamentali. Questa situazione ha raggiunto livelli estremi nelle zone al di fuori di Kabul, dove la sicurezza era amministrata da comandanti locali e rivali. A Mazar-e-Sharif sono stati riferiti episodi di stupro ed altri abusi di tipo sessuale e di violenza contro donne pashtun , in seguito alla caduta dei Talebani. A Herat, nella zona governata da Ismail Khan, sono stati proclamati decreti che limitano la libertà di movimento delle donne e la loro partecipazione alla società civile, mentre le organizzazioni non governative per i diritti delle donne hanno subito discriminazioni ed intimidazioni sempre maggiori. Da più parti è stato riferito come lintimidazione politica sia stata impiegata quale forma di discriminazione contro le donne. Sette donne insegnanti di Pul-e-Chumri sono state licenziate a causa della loro attività politica durante la loya jirga. Lex ministra per la Condizione femminile, Sima Samar, ha ricevuto intimidazioni per la franchezza dimostrata durante la loya jirga. è stata convocata in un tribunale di Kabul a giugno, con laccusa di blasfemia, in realtà un pretesto di natura politica, accusa poi archiviata. è continuata la violenza contro le donne sia da parte di attori statali che non statali. La violenza è stata inflitta sotto forma di stupri, matrimoni forzati, rapimenti e pratiche tradizionali discriminatorie nei confronti delle donne nel corso di dispute tribali. Alle donne non è stato permesso di chiedere risarcimenti legali attraverso il sistema giudiziario, rimasto inadeguato e profondamente discriminatorio. La jirga o shura tradizionale, un sistema giudiziario informale, ha continuato a funzionare, determinando spesso sentenze discriminatorie. La maggioranza delle donne in prigione sono state detenute per aver violato codici sociali, comportamentali e religiosi. Uccisioni di civili e denunce di violazioni del diritto umanitario internazionale0 Durante tutto l’anno è continuata l\rquote azione militare guidata dagli Stati Uniti in Afghanistan, contro i Talebani e al-Qaida. Secondo quanto riferito, un numero imprecisato di civili, sono rimasti uccisi durante la campagna di bombardamenti guidata dagli Stati Uniti iniziata nell’ottobre 2001. Lesatto numero di morti non è stato verificato da fonti autonome, a causa della mancanza di indagini indipendenti e di informazione pubblica. Ne è risultata una continua mancanza di affidabilità delle notizie sul numero reale di civili morti in seguito alle operazioni militari guidate dagli statunitensi. *Secondo alcune stime, il 1\’b0 luglio sono morti 48 civili e più di 100 sono rimasti feriti, nel corso di un bombardamento aereo americano su una festa di matrimonio nel villaggio di Kalarak, nel distretto di Dehrawad, nella provincia di Uruzgan. Il dipartimento della Difesa americano ha inizialmente attribuito la morte dei civili a una bomba vagante. In seguito, alcuni ufficiali statunitensi hanno dichiarato che gli aerei avevano risposto ad un attacco; testimoni locali hanno affermato che si era trattato di spari in segno di festa, una tradizione dei matrimoni afghani. Le autorità degli Stati Uniti hanno ammesso che erano stati uccisi dei civili e hanno inviato una squadra con il compito di indagare, ma i risultati non sono mai stati resi pubblici. Sono state riferite uccisioni di civili anche da parte di gruppi armati afghani, impegnati in dispute per il controllo del territorio nellest e nel nord dellAfghanistan. Le forze di terra guidate dagli Stati Uniti hanno continuato a fare incursioni nei villaggi e, secondo quanto riferito, hanno detenuto civili, scambiandoli per membri di al-Qaida o soldati talebani senza fornire informazioni complete sulle circostanze del loro arresto. *Il 17 marzo, almeno 31 uomini sono stati arrestati arbitrariamente e detenuti, durante unincursione di soldati statunitensi in un campo vicino Kandahar. Gli uomini sono stati in seguito rilasciati, dopo che era stato stabilito che si trattava di civili. I detenuti hanno denunciato di esser stati maltrattati dai soldati statunitensi, dichiarando che erano stati colpiti a pugni e calci, tenuti con le mani legate dietro la schiena e incappucciati e che i soldati avevano camminato sulle loro schiene mentre stavano sdraiati in posizione prona. Sempre secondo le loro accuse, i detenuti hanno riferito di aver subito una depil\rquote azione del corpo da parte dei soldati statunitensi. Per alcuni giorni, da 10 a 18 detenuti sono stati tenuti in gabbie di 5 metri per 10, con dei secchi come servizi igienici. Alcuni tra le centinaia di afghani e uomini di altra nazionalità tratti in arresto sono stati trasferiti nella base statunitense di Guant\’e1namo Bay, a Cuba, dove sono stati trattenuti in una sorta di limbo virtuale, n\’e9 come prigionieri di guerra, e senza la protezione resa ai sospetti criminali secondo gli standard internazionali per i diritti umani (si veda anche Stati Uniti ). Prigionieri associati al conflitto0 In tutto il Paese centinaia di presunti Talebani e membri di al-Qaida sono stati arbitrariamente detenuti da parte delle autorità afghane, rimanendo in prigione senza accusa n\’e9 processo. Sono state espresse forti preoccupazioni per le notizie che riferivano maltrattamenti dei prigionieri, condizioni di sovraffollamento, trattamento medico inadeguato e carenza di cibo, rafforzando i timori per le già carenti condizioni di detenzione. Ad aprile, è iniziata una serie di rilasci di questi detenuti, il che ha contribuito ad alleggerire il sovraffollamento. Violenza di matrice etnica e sfollati0 I timori per la violenza etnica e le rappresaglie hanno trattenuto migliaia di rifugiati dal ritornare alle loro case. Molti sono fuggiti dalle loro case nel nord dellAfghanistan, dove la violenza e le lotte tra fazioni avevano afflitto la regione, dopo la caduta dei Talebani. Gli appartenenti alletnia pashtun hanno subito diversi abusi, comprese uccisioni, violenze sessuali, estorsioni, saccheggi ed incendi dolosi. I tre maggiori gruppi armati nel nord e le loro milizie sono risultati implicati nelle violenze. Sono stati riferiti decine di episodi di questo tipo a Balkh, Samangan e Sar-e-Pul, tra gennaio e febbraio. Secondo quanto riferito, i pashtun sono stati attaccati a Badghis e a Kunduz e nella provincia di Herat. Diversi tentativi da parte delle autorità e delle Nazioni Unite per portare pace e sicurezza nel nord del Paese sono stati ostacolati e le comunità pashtun e le famiglie di sfollati sono rimaste vittime di persecuzioni. Le famiglie in fuga da violazioni dei diritti umani e dalla violenza fanno parte dei circa 700.000 sfollati allinterno dellAfghanistan. Rifugiati e richiedenti asilo0 Circa un milione e 900 mila rifugiati sono tornati in Afghanistan dopo la caduta del governo talebano, nonostante il conflitto in corso e lo stato di insicurezza del Paese. La situazione in Afghanistan non è stata favorevole alla promozione del rimpatrio volontario. Più di un milione e 600 mila afghani sono tornati dal Pakistan e oltre 350.000 sono tornati dallIran, molti secondo il programma di rimpatrio dellAlto commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati (Acnur). La riduzione degli standard di protezione in Iran e in Pakistan e una considerevole pressione sulla popolazione dei rifugiati per far loro lasciare il Paese, hanno minato la spontaneità del ritorno. Gli Stati non confinanti ne hanno approfittato per respingere i richiedenti asilo afghani. LAustralia ha firmato un accordo bilaterale con il governo di transizione afghano mentre il Regno Unito e la Francia hanno firmato un accordo trilaterale con lamministrazione provvisoria e lAcnur, offrendo incentivi in denaro per il rimpatrio volontario dei rifugiati afghani e dei richiedenti asilo. La mancanza di infrastrutture, di un sistema sanitario e di scuole funzionanti, le continue violazioni dei diritti umani, la situazione di insicurezza e la siccità hanno costituito il problema maggiore, impedendo il reintegro del gran numero di persone ritornate. A giugno lAcnur ha riferito una mancanza di fondi per loperazione di rientro. Ciò ha sollevato preoccupazioni circa la sostenibilità dei rientri e ha messo in discussione l’applicazione del principio del non-refoulement (non respingimento). Rapporti di e missioni di AI0 Afghanistan: Open letter to participants in the International Conference on Reconstruction Assistance to Afghanistan (AI Index: ASA 11/002/2002) Afghanistan: Continuing need for protection and standards for return of Afghan refugees (AI Index: ASA 11/014/2002) Afghanistan: Open letter to President Karzai regarding Amnesty Internationals recommendations for the rebuilding of the criminal justice system (AI Index: ASA 11/011/2002) Afghanistan: Human rights concerns – a message from NGOs to donors (AI Index: ASA 11/016/2002) AI ha stabilito una presenza su campo a Kabul e delegati di AI hanno visitato lAfghanistan per tutto l’anno.
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