Rapporto Annuale 2003
Map of Palestinian Authorigy
Palestinian Authority
Autorità Palestinese
Presidente: Yasser Arafat
Pena di morte: mantenitore
Decine di persone sono state arrestate per motivi politici. Tra queste, presunti membri di gruppi armati e persone sospettate di collaborazionismo con i servizi segreti israeliani. Almeno tredici persone sono state condannate a morte, tre di queste sono state “giustiziate”. La maggior parte delle persone condannate a morte erano accusate di collaborazionismo con i servizi segreti israeliani. Decine di sospetti collaborazionisti sono stati uccisi illegalmente da gruppi o individui armati.
Contesto
La al-Aqsa intifada (sollevazione), iniziata il 29 settembre 2000, è continuata. Più di 1.000 palestinesi sono stati uccisi dalle forze di sicurezza israeliane, la maggior parte in modo illegale.
Membri palestinesi di gruppi armati hanno attaccato soldati e civili israeliani. Essi hanno ucciso più di 415 israeliani, compresi circa 180 civili israeliani allinterno di Israele e più di 80 civili israeliani nei Territori Occupati, ferendo migliaia di altre persone. Il bersaglio deliberato di civili costituisce un crimine contro lumanità (si veda anche Israele e Territori Occupati).
I principali gruppi armati coinvolti negli attacchi sono stati: Le Brigate dei Martiri di al-Aqsa (una frangia di Fatah), le Brigate Izz al-Din al-Qassam (Hamas), la Jihad islamica e il Fronte popolare per la liberazione della Palestina (Pflp).
Amministrazione della giustizia
Il presidente Yasser Arafat e altri esponenti dellAutorità Palestinese (AP) hanno regolarmente condannato gli attentati suicidi ed altri attacchi ed uccisioni contro israeliani, chiedendo ai gruppi armati palestinesi di porvi termine. Tuttavia, nella stragrande maggioranza dei casi, coloro che avevano ordinato o progettato tali attacchi non sono starti portati in giudizio e non risultano indagini in questo senso. Rimane da chiarire fino a che punto lAP potesse effettivamente esercitare il controllo sui gruppi armati coinvolti in attacchi contro israeliani. I bombardamenti e i raid sistematici di quasi tutte le infrastrutture dellAP da parte dell’esercito israeliano, incluse prigioni e installazioni di sicurezza, hanno ridotto la capacità e la volontà dellAP di esercitare il controllo sui gruppi armati e di far fronte alla grave emergenza riguardante i diritti umani.
Quale risultato della distruzione e del bersaglio di prigioni e di centri di detenzione dellAP da parte delle Israeli Defence Forces (Idf), Forze di difesa israeliane, molti prigionieri sono stati trasferiti in centri di detenzione temporanei in località ignote (le cosiddette case sicure) per evitare bombardamenti, incursioni ed assassinii di prigionieri da parte delle Idf. In diverse occasioni, lAP ha rilasciato i prigionieri, o questi sono fuggiti, mentre le prigioni o le case sicure venivano attaccate dalle forze aeree israeliane. In altre occasioni, i prigionieri sono stati rilasciati mentre le case sicure o le prigioni venivano assaltate da gruppi di palestinesi. In almeno unoccasione, forze israeliane hanno fatto irruzione in una prigione palestinese e hanno rilasciato sospetti collaborazionisti. Durante le incursioni delle Idf sono stati inoltre distrutti o presi da installazioni di sicurezza e edifici amministrativi dellAP fascicoli relativi a detenuti e possibili imputati. Chiusure o coprifuoco prolungati hanno impedito o diminuito il funzionamento dei tribunali dellAP poiché giudici, avvocati e testimoni non potevano muoversi liberamente allinterno dei Territori Occupati.
Legisl’azione
A maggio il presidente Arafat ha ratificato la Basic Law (Legge fondamentale), che era stata approvata dal Consiglio legislativo palestinese nel 1996. La Basic Law afferma lindipendenza della magistratura e riconosce i diritti di tutte le persone che risiedono sotto la giurisdizione dellAP secondo le disposizioni contenute nei trattati internazionali sui diritti umani compreso il Patto internazionale sui diritti civili e politici e il Patto internazionale sui diritti economici sociali e culturali. La legge è entrata in vigore a luglio.
Detenzione arbitraria e processi iniqui
LAP ha arrestato decine di presunti membri di Hamas, della Jihad islamica e di altri gruppi armati oltre a persone sospettate di essere collaborazionisti dei servizi segreti israeliani. Alcuni di sono rimasti in detenzione senza accusa né processo in prigioni, centri di detenzione o case sicure dellAP. Ci sono state testimonianze di torture e maltrattamenti di detenuti da parte di varie forze di sicurezza palestinesi.
*Sei uomini sono stati tenuti in custodia dallAP in una prigione di Gerico, sotto il monitoraggio di osservatori britannici e statunitensi. Cinque di loro erano stati fermati in connessione con l’uccisione del ministro israeliano del Turismo, Rehavam Zeevi, avvenuta il 17 ottobre 2001, rivendicata dal Fplp. Ahmed Saadat, segretario generale del Fplp, è stato arrestato il 15 gennaio dai servizi segreti generali palestinesi. Il 3 giugno lAlta Corte di giustizia palestinese di Gaza ha ordinato il suo rilascio immediato dal momento che non era mai stato incriminato né portato davanti ad un giudice. Tuttavia, il giorno seguente, il gabinetto palestinese, mentre esprimeva rispetto per la decisione della corte, ha deciso che Ahmed Saadat non doveva essere rilasciato a causa delle minacce israeliane di assassinarlo. Gli altri quattro, Hamdi Qaran, Basel al-Asmar, Majdi al-Rimawi e Ahed Abu Ghalma, sono stati processati davanti ad uno speciale tribunale da campo, in procedimenti iniqui, e il 25 aprile sono stati condannati a pene detentive fino a 18 anni. Il sesto uomo, Fuad Shubaki, era detenuto perché sospettato di coinvolgimento in una spedizione di armi dallIran, ma non è mai stato processato. Il 10 dicembre lAlta Corte palestinese di Ramallah ne ha disposto il rilascio ma a fine anno era ancora detenuto.
Pena di morte
I tribunali della sicurezza di Stato palestinesi hanno condannato a morte almeno 13 persone al termine di processi iniqui e sommari. Tre di queste, che erano imputate di reati ordinari, sono state “giustiziate”. Unaltra persona è stata uccisa dalle forze di sicurezza, sembra mentre tentava di fuggire dal carcere. Nove delle persone condannate a morte erano accusate di tradimento e collaborazionismo con i servizi segreti israeliani. Le persone condannate a morte non hanno il diritto di ricorrere in appello e possono essere “giustiziati” quando la condanna viene ratificata dal Presidente dellAP. Nel corso dell’anno, il presidente Arafat non ha ratificato alcuna sentenza di morte nei confronti di presunti collaborazionisti.
*Khaidar Ghanem, un ex operatore trentanovenne dellassociazione per i diritti umani israeliana BTselem, è stato condannato a morte il 28 ottobre dal Tribunale della sicurezza di Stato a Gaza. Era stato accusato di collaborazionismo con i servizi segreti israeliani. Il suo processo sarebbe durato due ore e mezzo ed egli era rappresentato da un avvocato d’ufficio. Secondo le testimonianze, Khaidar Ghanem è stato condannato soprattutto per le sue ammissioni. Durante il processo egli avrebbe detto che non era a conoscenza del fatto che le informazioni che aveva dato agli agenti dei servizi segreti israeliani sarebbero state usate per uccidere delle persone.
*Faisal Ahmed Suleiman Abu Teilakh, di 26 anni e Said al-Barrawi Mohammed al-Najjar, di 29, sono stati fucilati da un plotone di esecuzione a Gaza il 6 giugno, soltanto 24 ore dopo la condanna a morte comminata dal Tribunale della sicurezza di Stato per aver stuprato ed ucciso una bambina di sette anni. Il processo non ha rispettato gli standard internazionali minimi per un equo processo. Il processo, infatti, è durato soltanto tre ore e al tribunale non è stato detto che uno degli imputati era mentalmente ritardato. Il caso era stato istruito presso il Tribunale della sicurezza di Stato sebbene i reati commessi avrebbero dovuto essere giudicati da un tribunale penale ordinario.
Uccisioni illegali
Decine di palestinesi sospettati di collaborazionismo con i servizi segreti israeliani sono stati uccisi illegalmente. La maggior parte di queste uccisioni sembrano essere state compiute da gruppi o individui armati. Alcune sono apparse come esecuzioni extragiudiziali compiute da membri delle forze di sicurezza palestinesi. LAP non ha mai condotto alcuna indagine sulle uccisioni e nessuno dei responsabili è stato assicurato alla giustizia.
*Il 14 marzo, Muhammad Dayfallah al-Khatib, sospettato di collaborazionismo, è stato ucciso da uomini armati palestinesi apparentemente non collegati alle forze di sicurezza palestinesi. Muhammad Dayfallah al-Khatib era stato condannato a morte dalla Corte Suprema della sicurezza di Stato a Betlemme il 13 gennaio 2001 per tradimento e collaborazionismo con Israele, al termine di un processo iniquo durato soltanto cinque ore. Secondo le testimonianze, egli ed altri prigionieri erano stati trasferiti in case sicure da una prigione di Betlemme che è stata in seguito bombardata da raid aerei israeliani.
*Mundher al-Hafnawi e Hussein Abu al-Uyun sono stati uccisi a Nablus il 15 marzo da palestinesi armati apparentemente non collegati con le forze di sicurezza palestinesi. I due erano fuggiti dalla prigione di Nablus il 9 marzo, dopo che i cancelli del complesso carcerario erano stati danneggiati dal fuoco di elicotteri israeliani. Entrambi erano stati condannati a morte nel 2001 al termine di processi iniqui per collaborazionismo con Israele.
*Il 14 luglio Abd al-Hay Diab Sababa, di 42 anni, è stato ucciso da uomini armati durante il processo a suo carico davanti al Tribunale della sicurezza di Stato palestinese a Khan Yunis. Era stato accusato di collaborazionismo con le forze di sicurezza israeliane e di avere fornito informazioni che avevano favorito lassassinio da parte delle Idf di quattro attivisti di Hamas. Più di 50 persone, compresi poliziotti e parenti delle vittime, stavano assistendo al processo. Durante una pausa, limputato era stato scortato in cella. Mentre la gente lasciava il tribunale si è sentita una forte esplosione, provocata da bombardamenti da parte di elicotteri israeliani. Durante la confusione, diversi uomini armati hanno sparato ad Abd al-Hay Diab Sababa nella sua cella, uccidendolo. Nessun provvedimento è stato preso contro i responsabili.
Nazioni Unite
A ottobre il Comitato delle Nazioni Unite sui diritti dellinfanzia ha raccomandato agli attori non statali di stabilire ed applicare rigide regole di reclutamento del personale militare e di altro tipo al fine di rispettare pienamente i diritti dei bambini secondo i principi sanciti dalla Convenzione delle Nazioni Unite sullinfanzia e secondo quanto stabilito dal diritto umanitario internazionale. Ha inoltre raccomandato di impedire limpiego o il bersaglio di bambini nel corso di conflitti armati e di conformarsi pienamente allart.38 della Convenzione e il più possibile al Protocollo opzionale sul coinvolgimento di bambini nei conflitti armati.
Rapporti e missioni di AI
Israel/Occupied Territories/Palestinian Authority: Without distinction attacks on civilians by Palestinian armed groups (AI Index: MDE 02/003/2002)
Israel/Occupied Territories/Palestinian Authority: Killing the future children in the line of fire (AI Index: MDE 02/005/2002)
Delegati di AI hanno visitato aree sotto la giurisdizione dellAutorità Palestinese nei mesi di gennaio, marzo, aprile, maggio, giugno, luglio, agosto e ottobre. La Segretaria Generale di AI ha visitato l’area tra aprile e maggio.
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Rapporto Annuale 2003
Map of Pakistan (the Islamic Republic of)
Pakistan (the Islamic Republic of)
Repubblica islamica del Pakistan
Capo di stato: Pervez Musharraf
Capo del governo: Mir Zafarullah Khan Jamali (ha sostituito Pervez Musharraf a novembre)
Pena di morte: mantenitore
Statuto di Roma della Corte penale internazionale: non firmato
Gli abusi dei diritti umani commessi nel contesto del continuo sostegno del governo alla guerra al terrorismo guidata dagli Stati Uniti comprendono la detenzione arbitraria di centinaia di persone sospettate di essere collegate con le organizzazione terroristiche, e il loro trasferimento sotto la custodia di funzionari degli Stati Uniti. Persistono inoltre sistematiche violazioni dei diritti umani, comprendenti tortura, decessi in custodia ed esecuzioni extragiudiziali. Almeno 140 persone sono state condannate a morte e sono state eseguite otto sentenze.
Contesto
Unordinanza presidenziale ha emendato a gennaio la Legge anti-terrorismo, la quale permette agli ufficiali militari di far parte della giuria in processi per reati terroristici.
Ad aprile un referendum ha esteso per altri cinque anni il periodo di presidenza del presidente Musharraf. Le elezioni sono state caratterizzate da denunce di irregolarità e da una bassa affluenza di elettori alle urne.
Ad agosto il Collegio per il quadro normativo ha ripristinato lart.58(2b) della Costituzione, che permette al Presidente di sciogliere il parlamento e di istituire un Consiglio di Sicurezza nazionale, un organo di consultazione sulla sicurezza nazionale, formato da funzionari militari e civili.
Ad agosto il governo federale ha approvato lOrdinanza per la prevenzione e il controllo del traffico umano. La Commissione nazionale per la condizione femminile ha annunciato la volontà di rivedere le leggi discriminatorie, ma a fine anno non aveva prodotto alcun documento.
I criteri minimi che i potenziali candidati parlamentari devono soddisfare sono cambiati appena prima delle elezioni generali di ottobre, causando così lesclusione di molti ex politici dalla competizione elettorale. Sono stati riservati seggi per le donne a tutti i livelli federali e provinciale. Tuttavia, la partecipazione femminile alle elezioni non è stata assicurata con efficacia. Molti anziani dei villaggi hanno vietato alle donne ad esprimere il voto, e hanno minacciato di multare gli uomini che avevano permesso alle loro donne di votare. In alcune regioni meno del dieci per cento delle donne con diritto di voto, si sono presentate alle urne.
Le elezioni hanno prodotto un parlamento senza maggioranza. Per la prima volta, i partiti islamisti hanno formato unalleanza e sono diventati il terzo grande blocco dellAssemblea Nazionale. A novembre Mir Zafarullah Khan Jamali ha sostituito Pervez Musharraf quale capo del governo.
Detenzioni arbitrarie e trasferimenti di persone alla custodia statunitense
A gennaio quattro gruppi religiosi sono stati messi al bando mentre migliaia di islamisti sono stati arrestati e trattenuti sotto detenzione amministrativa. Sono stati successivamente rilasciati dopo alcuni giorni o settimane.
Più di 400 persone sono state arbitrariamente detenute a causa della guerra al terrorismo guidata dagli Stati Uniti. I detenuti sono stati consegnati ai funzionari statunitensi senza le adeguate misura di tutela dei diritti umani, violando così la legge locale relativa allestradizione e violando il principio internazionale del non-refoulement (non respingimento). Tra di loro vi erano pakistani, afghani e persone provenienti dal Medio Oriente.
*Moazzem Begg detiene la doppia cittadinanza, sia britannica sia pakistana. Egli aveva diretto una scuola in Afghanistan, ma nell’ottobre 2001 si era recato ad Islamabad con la sua famiglia dopo che ebbero inizio le azioni militari. A febbraio è stato spinto a forza dentro il bagagliaio di un automobile, e portato via da sconosciuti. Ad aprile il padre, residente nel Regno Unito, ha ricevuto una lettera del figlio attraverso il Comitato Internazionale della Croce Rossa (Icrc), in cui diceva che era sotto la custodia delle forze statunitensi in Afghanistan. Secondo le informazioni ricevute, a fine anno era ancora in detenzione, senza accusa né processo, in rigide condizioni di custodia.
Mancanza di protezione alle minoranze
Lo Stato continua a ignorare gli abusi inflitti da singoli individui, o da gruppi, contro appartenenti a minoranze. Almeno 40 membri della comunità sciita, principalmente medici e altri professionisti, e circa 65 tra occidentali e cristiani sono stati vittime di omicidi premeditati. Le misure preventive o di tutela si sono rivelate inesistenti o inadeguate, e le indagini sugli omicidi sono state intraprese solo a seguito di pressioni internazionali.
*A ottobre due uomini sono entrati nell’ufficio dell’organizzazione cristiana Commissione per la giustizia e la pace di Karachi. Gli uomini hanno legato ed imbavagliato tutti i membri del personale, dopodiché li hanno uccisi con un colpo di arma da fuoco alla testa. A fine anno, non vi era stato alcun arresto in relazione a questa aggressione.
Abusi dettati dalla legge sulla blasfemia
Diversi uomini sono stati condannati a morte per blasfemia. Altri accusati per il medesimo motivo sono stati uccisi, alcuni in circostanze che suggeriscono una complicità o una accondiscendenza ufficiale nelle uccisioni.
*Anwar Kenneth, un cattolico che si proclamava profeta, è stato condannato a morte a luglio. Lo stato della sua salute mentale non è stato tenuto in considerazione durante il processo.
*A giugno un detenuto del carcere di Kot Lakpat, Yousuf Ali, è stato ucciso con un colpo di arma da fuoco da un compagno di cella. Quando è stato ucciso il suo appello contro la condanna per blasfemia e la successiva condanna a morte, comminata due anni prima, era in attesa di giudizio. Il governatore del Punjab, Khalid Maqbool ha ritenuto quale responsabile il personale della prigione e ha ordinato un’inchiesta, ma non sono stati riferiti altri provvedimenti.
*A luglio, Zahid Mahmood Akhtar è stato lapidato a morte dalla folla, dopo che un sacerdote musulmano ne aveva richiesto l’uccisione. Zahid Mahmood si era proclamato profeta dell’Islam, ed era stato accusato per blasfemia, ma era stato successivamente liberato su cauzione nel 1997 da un tribunale, sulla base della sua malattia mentale. Nelle due settimane successive alla lapidazione, la polizia non ha intrapreso alcuna azione, dopodiché ha arrestato diversi sospetti.
Abusi contro minorenni
Il governo non è stato in grado di assicurare che gli operatori del sistema giudiziario penale si adeguassero alle disposizioni dellOrdinanza sul sistema giudiziario minorile del 2000. I bambini continuano ad essere condotti davanti ai tribunali in manette e ad essere processati da giudici non intitolati a condurre casi di minorenni.
I bambini inoltre continuano ad essere condannati a morte, in contrasto con la legge nazionale e internazionale. Nel dicembre 2001 il presidente Musharraf aveva annunciato che per tutti i minorenni condannati a morte prima del luglio 2000, data in cui la pena di morte per i minorenni era stata bandita, sarebbe stata commutata la pena. Ciononostante, l’attuazione di questo decreto presidenziale non è stata perfezionata.
*Ad agosto, due ragazzi di 14 e 15 anni, arrestati in quanto sospettati di furto, sono stati portati in manette di fronte ad un magistrato. Nonostante questi non avesse lautorità necessaria condurre il caso, ne ha confermato la custodia, senza rilevare il fatto erano stati ammanettati.
*Atif Zaman, di 16 anni, è stato condannato a morte a luglio per omicidio, da un Tribunale anti-terrorismo. Mentre era in corso la discussione riguardante la competenza o meno che il Tribunale anti-terrorismo deve avere sui minorenni, discussione presentata allAlta Corte, sul suo caso è stato presentato appello. A fine anno, la questione non era ancora stata risolta, e Atif Zaman è rimasto in carcere.
*Muhammad Ameen era stato condannato a morte nel gennaio 2000 per un omicidio commesso nel 1998, quando aveva 16 anni. Nel settembre 2000 il suo appello era stato respinto dallAlta Corte. A marzo la Corte Suprema ha rifiutato di accogliere il suo appello. A fine anno una petizione inoltrata alla Corte Suprema era ancora pendente, e Muhammad Ameen è rimasto in detenzione nel braccio della morte nel carcere di Adiala, a Rawalpindi.
Diritti delle donne
Donne e ragazze hanno continuato ad essere vittima di abusi nellambito della famiglia, nella comunità e nei luoghi di custodia dello Stato. Per questi abusi, persiste una condizione di impunità. Centinaia di donne sono state uccise in seguito ai cosiddetti delitti donore. Sono state annunciate alcune iniziative private. Ad esempio, a marzo il capo della tribù leghari ha affermato che il delitto d’onore non dovrebbe essere più permesso. Tuttavia lo Stato non ha intrapreso alcuna azione per proibire questo tipo di pratica ed assicurare che i responsabili siano assicurati alla giustizia. Le leggi qisas e diyat relative allomicidio, sono rimaste invariate. Queste leggi permettono di procedere penalmente solo se la famiglia della vittima è accondiscendente. Nel caso del delitto donore, questo spesso non accade, il che favorisce un persistente stato dimpunità. La polizia non è stata in grado di rispondere adeguatamente agli abusi perpetrati ai danni delle donne.
*Razina fu uccisa nel luglio 1999 dal cugino, il quale aveva considerato la sua decisione di sposarsi liberamente una vergogna per la propria famiglia. Il padre di Razima ha acconsentito al procedimento giudiziario, e nel mese di aprile il colpevole è stato consegnato allAlta Corte di Peshawar.
*Secondo quanto riferito, a giugno, un consiglio tribale nel villaggio di Meerwalla, nella provincia di Punjab, ha condannato la trentenne Mukhtaran Bibi a essere stuprata da un gruppo quale punizione per la presunta relazione del fratello minore con una donna appartenente a una tribù considerata di una casta più elevata secondo la scala della gerarchia tribale. Dopo una pubblica protesta, la polizia ha preso nota dellepisodio e ha registrato la denuncia. I presunti stupratori ed i membri del consiglio sono stati processati da un tribunale anti-terrorismo. Durante il processo, si è appreso che il fratello minore della vittima era stato sodomizzato da membri della tribù che avevano inventato la storia della sua relazione illecita. Ad agosto sei uomini, compresi due membri del consiglio, sono stati condannati a morte; altri otto sono stati assolti. I condannati a morte si sono appellati contro la condanna, mentre lo Stato ha presentato un appello contro lassoluzione degli altri. A fine anno entrambi gli appelli erano ancora pendenti.
*A novembre un consiglio di anziani di Manjhan, nella provincia di Sindh, ha ordinato ad un uomo che non era in grado di pagare i suoi debiti di consegnare la figlia di dieci anni come sposa quale pagamento alternativo. La figlia era vissuta con i genitori fino alla pubertà. Secondo quanto riferito, la bambina è stata rapita e successivamente stuprata da suo marito, un uomo di 40 anni. Lo stupro è stato confermato da un medico che ha esaminato la bambina. È stata sporta denuncia alla polizia, ma gli anziani del villaggio hanno negato ogni accusa.
L’applicazione della legge che prevede un risarcimento alle famiglie delle vittime di omicidio al posto del procedimento penale ha condotto ad abusi contro le donne.
*A giugno, qualche giorno prima della prevista esecuzione di quattro uomini per omicidio, un consiglio di anziani ha stabilito un compromesso in base al quale con un risarcimento di otto giovani donne e del denaro alla famiglia delle vittime, avrebbe in cambio fatto cadere le accuse a carico dei quattro colpevoli. In seguito alle proteste pubbliche, laffare è stato respinto. Una direttiva di luglio del ministero della Giustizia del Punjab, secondo la quale la pratica della consegna di donne come risarcimento per le vittime era da considerarsi illecita, non è stata presa in considerazione. Similmente, la direttiva dellAlta Corte di Peshawar del 2000 secondo la quale i tribunali non dovrebbero accettare tali compromessi, è stata ignorata.
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