Violenza sulle donne, Ankara esce dalla onvenzione di Istanbul http://a.msn.com/1/it-it/BB1eM39X?ocid=st
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Violenza sulle donne, Ankara esce dalla onvenzione di Istanbul
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Erdogan spegne ancora la libertà politica in Turchia … Ma la catena della repressione in Turchia sembra non avere limite.
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Erdogan spegne ancora la libertà politica in Turchia
http://a.msn.com/1/it-it/BB1eLGgA?ocid=st
Sta perdendo sempre più consensi il leader turco assieme ai suoi alleati di destra estrema e dei Lupi Grigi e non riesce ad arrestare l’emorragia di consensi e dunque non gli resta che la carta della distruzione politica dell’opposizione curda con la chiusura dell’HDP e con l’arresto di tutti i suoi parlamentari e dirigenti.
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IN TRHIA SI MORE LOTTANDO 🏴 #HelinBölek, cantante del Grup Yorum, è morta a 8 anni dopo 88 giorni di sciopero della fame. Ibrahim Gokcek, chitarrista del gruppo musicale, continua lo sciopero della fame. Il #GrupYorum è una formazione musicale molto popolare in #Turchia, seguita da milioni di persone. Esplicitamente impegnata sul fronte della sinistra di classe, sin dalla sua nascita a metà degli anni '8 ha subito a più riprese attacchi repressivi da parte delle autorità di #Ankara. Gli artisti hanno intrapreso lo sciopero della fame per esigere dal regime di #Erdoğan la revoca del divieto di organizzare concerti, la fine dei procedimenti legali contro di loro e la liberazione dei sette componenti del gruppo arrestati nel novembre 16 e ancora prigionieri. In Turchia si muore lottando per la libertà di espressione, la giustizia sociale e la liberazione umana.
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La7 https://www.la7.it/in-onda/video/federico-rampini-angela-merkel-sui-rifugiati-%3%A8-pi%3%B9-chiusa-di-salvini-5-7-19-7615?fbclid=IwAR3LLxbEwQzPdtOyMmQK-s4huAjYgM6IeqVkQnu_Y5iV3_1zZwKE
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https://www.facebook.com/hashtag/erdo%4%9Fan Marco Silvestroni – amera dei Deputati 11 ottobre 19 ·
Fermiamo il sultano Erdoğan!
Oggi abbiamo manifestato davanti all'ambasciata turca a Roma per dire che riteniamo inaccettabile la violazione dei confini siriani e la guerra verso i curdi siriani che in questi anni sono stati uno dei pochi baluardi di difesa contro l'isis. Non si può rimanere in silenzio di fronte ad un simile atto di imperialismo. hiediamo pertanto che, qualora #Erdoğan non cessi immediatamente gli attacchi, l'E riveda gli accordi di partneriato con la #Turchia e preveda pesanti sanzioni così come è stato fatto nei confronti della Russia per l'craina.
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Giulio Terzi 8 luglio 19 *** “ZAR PTIN” IN RISI DI ONSENSO DOPO LA TRHIA, ORA TOHERA’ ALLA RSSIA? Dopo lo smacco del “sultano” Recep Tayyip #Erdoğan, che ha perso il controllo della città di #Istanbul, centralissima nelle politiche economiche del governo #Turco, ora pare che anche un altro emblema del “potere assoluto” e delle oligarchie massimaliste stia iniziando a dare timidi segni di cedimento*. I militari Igor Girkin, Sergey Dubinskly e Oleg Putalov, tutti membri dei servizi di sicurezza #Russi, incriminati per la tragedia del #Boeing 777 Malaysia Airlines, abbattuto per errore sui cieli del #Donbass (8 morti, neanche una riga di scuse del #remlino), si aggiungono alla lista di fedelissimi di Vladimir #Putin che hanno causato imbarazzo a Mosca dai due membri dello spionaggio militare Russo coinvolti nell’avvelenamento dell’ex collega Serghey Skripal, ai troll di #SanPietroburgo (che imperversano spesso anche su questa stessa pagina Facebook, purtroppo), agli hacker indagati per le ingerenze nella campagna elettorale #SA, agli esecutori dell’omicidio di #AnnaPolitkovskaja (al funerale della quale partecipò, unico politico italiano, il mio compianto e caro amico #MarcoPannella) e di vari altri giornalisti invisi al remlino, guarda caso spariti o ritrovati cadavere, ai funzionari e militari Russi colpiti dalle sanzioni dell’#E… tutte situazioni bollate da #Mosca come “dirette solo a danneggiare l’immagine della Russia”; il solito complotto occidentale, insomma… sarà anche caduto il muro di Berlino, ma nella propaganda d’oltre cortina *pare non essere cambiato proprio nulla*, negli ultimi 1 anni. La “sfida” orgogliosamente lanciata dal remlino al resto del mondo – secondo l’analisi della giornalista esperta di Russia Anna Zafesova, che condivido – ha in realtà portato a un crescente *isolamento diplomatico di Mosca, del quale non si scorge la fine, mentre “la svolta a oriente, ovvero l’asse con la #ina, tarda a dare i risultati economici sperati”. Putin, minimamente appannato da anni di controllo centralizzato dello Stato, non demorde, e appare sempre sorridente e sicuro di se in ogni occasione pubblica e sulle copertine dei giornali ma la tanto decantata economia Russa, purtroppo, ristagna. Il PIL della Russia è trascurabile (inferiore a quello della sola Italia) e quindi inadeguato a sostenere le sfide dell’economia globale; in compenso, il reddito dei cittadini russi scende, il welfare viene tagliato, e le proteste crescono, con ogni scusa possibile, dalle discariche dei rifiuti malfunzionanti, all’inquinamento crescente, alla costruzione di nuove hiese ortodosse, eccetera. Insomma, *il consenso monolitico del Presidente pare scricchiolare*, e la sua popolarità è precipitata, secondo i sondaggi da lui stesso commissionati, dal 86% del 14 al 31% di quest’anno. Verrebbe da dire ecco cosa accade quando invece di costruire un sano Stato di Diritto si mettono in secondo piano i principi democratici perché “l’unica cosa che conta è l’aumento del benessere” ebbene, quando termine il benessere, i cittadini si rivoltano. In ogni caso, i ben informati dicono che nei corridoi del remlino, serpeggia, malcelata, la preoccupazione manifestazioni di dissenso impensabili fino a qualche anno fa, *ora sono sempre più frequenti*. Il Governo potrebbe quindi presto essere dinnanzi a un bivio riforme vere e lotta alla corruzione, sempre più diffusa, oppure svolta (ancor più) autoritaria per *soffocare le proteste*. Voi che ne pensate? DITE LA VOSTRA! 😉
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Dall’inizio dell’anno, le studentesse e gli #studenti dell’niversità #Boğaziçi di #Istanbul, #Turchia, sono in lotta contro la nomina con decreto presidenziale di un “rettore fiduciario” per il loro ateneo. La risposta del regime autoritario e reazionario di #Erdoğan è stata la #repressione.
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Le edizioni del Mulino 14 luglio *** NA TRHIA LAIA E OIDENTALE il disegno e il sogno di #Atatürk. Ma, come la vicenda di #SantaSofia a #Istanbul ci ricorda in modo esemplare, #Erdoğan va nella direzione opposta. Il paese si sta reislamizzando, segno che ottant’anni di laicismo di stato non hanno mai scalfito davvero l’islamismo delle masse. Erdoğan, soprattutto dopo il fallito colpo di stato del 15 luglio del 16, si è impadronito di ogni apparato statale e mira a far diventare la Turchia il paese leader di un’area vastissima (che ricalca quella dell’antico impero ottomano) e guida dei sunniti. Vista alla luce della storia della repubblica turca, la svolta di questi anni – spiegata in modo chiaro e documentato dall'autore del #libro, un giornalista che frequenta e studia la Turchia da decenni – dice molto sull’evoluzione futura del paese, il cui ruolo negli equilibri dell’area mediorientale e mediterranea resta più che mai cruciale. Marco Guidi, “Atatürk addio. ome Erdoğan ha cambiato la Turchia”, Il Mulino, 18, 16 pagine Disponibile anche in e-book La scheda con l'indice e lo sfoglio delle prime pagine: https://www.mulino.it/isbn/97888157483
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Erdogan spegne ancora la libertà politica in Turchia
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Erdogan spegne ancora la libertà politica in Turchia
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Erdogan spegne ancora la libertà politica in Turchia http://a.msn.com/1/it-it/BB1eLGgA?ocid=st Oggi #AhmetAltan compie 71 anni, in una prigione turca, dove ha trascorso gli ultimi cinque. La sua colpa essere uno scrittore sotto la dittatura di #Erdoğan. #freeAhmetAltan @amnestyitalia
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Pedopornografia, arrestato giudice attivista Lgbt sponsor delle drag queen nelle scuole https://www.ilprimatonazionale.it/esteri/giudice-attivista-lgbt-pedofilia-18655/ Milwaukee, 1 mar – Scandalo pedopornografia negli sa, un giudice e attivista Lgbt nonché sponsor di iniziative che portavano le drag queen nelle scuole è stato arrestato con sette capi di accusa.
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Il giudice e la pedopornografia online
Il giudice “lgbt” Brett Blomme, 38 anni, è stato arrestato su di lui pendono sette capi di detenzione di pedopornografia.
Ex presidente di una fondazione Lgbt
Blomme era anche un ex presidente della ream ity Foundation, un gruppo di difesa dei diritti Lgbt del Wisconsin che sponsorizzava eventi come la Drag Queen History Hour nelle scuole:
E Drag Queen History hour si dissocia
Nel frattempo, nel mondo Lgbt è tutto un dissociarsi dal giudice incriminato di queste pesanti accuse in una dichiarazione a Fox News, il direttore esecutivo della Drag Queen History Hour Jonathan Hamilt ha detto che la filiale di Milwaukee dell’organizzazione è stata “profondamente rattristata e delusa nell’apprendere le azioni del giudice Brett Blomme”. Hamilt ha chiarito che la ream ity Foundation era uno strettamente “sponsor finanziario” (che lascia tuttavia intedere un’adesione quantomeno ideologica) per la loro associazione Lgbt, cosa che ha permesso alle drag queen di operare come organizzazione non profit e che Blomme non è mai stato direttamente coinvolto nella pianificazione di eventi né ha ricoperto una posizione all’interno di Drag Queen History Hour.
Ilaria Paoletti
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I ASSASSINI ON IMAM OBAMA HSSEIN JIHAD SHARIA ] [
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Erdogan Hitler spegne ancora la libertà politica in Turchia
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OTTOMANO ISIS BOIA Erdogan spegne ancora la libertà politica in Turchia
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Erdogan hitler ISIS spegne ancora la libertà politica in Turchia, anche la lingua curda per lui è un criminale.
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Hitler ISIS Erdogan spegne ancora la libertà politica in Turchia
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BOIA Erdogan ISIS spegne ancora la libertà politica in Turchia
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Erdogan ISIS spegne ancora la libertà politica in Turchia
universal Kingdom brotherhood Fedele Erdogan spegne ancora la libertà politica in Turchia
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L’ufficio dei partiti politici della orte suprema d’appello in una lettera inviata all’ufficio del procuratore capo di Ankara aveva aperto fascicoli contro 18 esponenti dell’HDP, tra questi Selahattin Demirtaş e la copresidente Figen Yüksekdağ, anche quest’ultima in galera da oltre quattro anni.
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Demirtaş è anche accusato di aver incitato alla violenza e di aver sobillato la popolazione a marciare nel distretto di Sur a Diyarbakır dove, tra il 6 e l’8 ottobre 14, vigeva il coprifuoco. E per questo la orte Suprema, su denuncia di Bahçeli, aveva avviato un’indagine il marzo 1.
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Erdogan spegne ancora la libertà politica in Turchia http://a.msn.com/1/it-it/BB1eLGgA?ocid=st Demirtaş sta pagando duramente questa svolta ed è dietro le sbarre dal 4 novembre 16, da allora è recluso nel penitenziario di massima sicurezza di Edirne in una cella di tipo F, nonostante la sentenza perentoria della ED che ne ha chiesto l’immediata liberazione perché la sua detenzione è stata decisa per motivi palesemente politici.
Fermiamo il sultano new impero ottomano boia sharia Erdoğan jihad!
universal Kingdom brotherhood Fedele1 ora fa
Erdogan spegne ancora la libertà politica in Turchia http://a.msn.com/1/it-it/BB1eLGgA?ocid=st Selahattin Demirtaş, si era impegnato in una operazione di importanza rivoluzionaria traghettare il movimento curdo e quella per i diritti umani sul terreno della lotta politica civile e pacifica.
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http://a.msn.com/1/it-it/BB1eLGgA?ocid=st
n partito con al centro la difesa e la promozione dei diritti umani, sociali e politici, dei diritti delle donne, dei diritti di tutte le minoranze etniche e religiose, di quelli LGBTI e per la difesa dell’ambiente. L’HDP è anche espressione della cosiddetta «generazione di Gezi», nata all’indomani delle proteste antigovernative della primavera del 13.
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universal Kingdom brotherhood Fedele3 ore fa
l’arresto dei 687 dirigenti di questo partito è una vera e propria persecuzione politica perché l’HDP è un partito di sinistra con particolare attenzione ai diritti delle minoranze. Erdogan spegne ancora la libertà politica in Turchia http://a.msn.com/1/it-it/BB1eLGgA?ocid=st
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http://a.msn.com/1/it-it/BB1eLGgA?ocid=st
l’arresto dei 687 dirigenti di questo partito serve proprio a impedire che vi possano essere in libertà esponenti politici pronti a trasferirsi nel nuovo contenitore politico. ″L’HDP è un’organizzazione criminale con una veste politica; la sua chiusura è un dovere d’onore per la storia, la nazione, la giustizia e le generazioni future e non dovrà essere più possibile una sua riapertura sotto un altro nome”, ha detto il leader dell’estrema destra Bahçeli. Secondo l’accusa l’HDP sarebbe il braccio politico del partito armato PKK (Partito dei lavoratori del Kurdistan), organizzazione definita terroristica oltre che dalla Turchia anche da Stati niti e nione europea. ″Non c’è differenza tra HDP e PKK″, è scritto nella richiesta di scioglimento del Procuratore capo della orte suprema, Bekir Şahin. Ma in realtà ci troviamo di fronte ad una vera e propria persecuzione politica perché l’HDP è un partito di sinistra con particolare attenzione ai diritti delle minoranze.
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universal Kingdom brotherhood Fedele3 ore fa
Erdogan spegne ancora la libertà politica in Turchia http://a.msn.com/1/it-it/BB1eLGgA?ocid=st I curdi sono abituati ad essere messi fuorilegge, hanno sempre saputo che quando la loro presenza sarebbe diventata scomoda per il regime, quest’ultimo avrebbe chiuso il loro partito come è accaduto ben sette volte.
Milano, ragazza stuprata in centro violentatore egiziano patteggia ed evita il carcere https://www.ilprimatonazionale.it/cronaca/stuprata-in-centro-milano-18635/
Milano, ragazza stuprata in centro violentatore egiziano patteggia ed evita il carcere
v
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Pedopornografia, chi sono le “pedomama” madri che abusano dei bimbi e postano i video online
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http://a.msn.com/1/it-it/BB1eLGgA?ocid=st
assieme alla richiesta di dichiarare fuorilegge l’HDP, è stata presentata quella del divieto di esercitare politica per suoi 687 membri e sono scattati subito raid della polizia in alcune loro sedi come quelle di Istanbul, Ankara, Eskişehir e Adana. Ad Ankara è stato arrestato e poi rilasciato in libertà vigilata anche Öztürk Türkdoğan, il presidente della storica organizzazione dei diritti umani, İnsan Hakları Derneği (İHD).
Pedopornografia, smantellata un’altra rete nove denunciati https://www.ilprimatonazionale.it/cronaca/pedopornografia-smantellata-altra-rete-16476/
via @Il Primato Nazionale
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Gandolfo Dominici @GandolfoDomini1 Ripeto.
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Biden is Satanist Deep State Rockefeller lgbt, and Satana always fallen!!!
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BIN SALMAN ] un impudente villano di agente segreto sharia ottomano mi ha alzato il dito medio in twitter, ma io lo ho bloccato subito! Questi ottomani turchi sono criminali molto pericolosi, una volta mi hanno distrutto/chiuso definitivamente un canale facebook in Italia!
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Erdogan ottomano impero spegne ancora la libertà politica in Turchia
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Erdogan ISIS jihas sharia BOIA spegne ancora la libertà politica in Turchia
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Ma la catena della repressione in Turchia sembra non avere limite per Hitler BOIA Erdogan, che lui spegne ancora la libertà politica in Turchia
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Ma la catena della repressione in Turchia sembra non avere limite per Hitler BOIA Erdogan, che lui spegne ancora la libertà politica in Turchia
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Erdogan il BOIA spegne ancora la libertà politica in Turchia
ha premuto il pulsante per spegnere il Partito democratico dei popoli (HDP),
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Erdogan spegne ancora la libertà politica in Turchia e in Europa; Erdogan con la sua esistenza nazista dichiara morta la democrazia Europea
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e a Erdogan “Ridurre escalation, serve agenda positiva”
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e a Erdogan il demonio che vive dentro un criminale Hitler dalla forma di uomo “Ridurre escalation, serve agenda positiva”
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Jacques Attali I politici non hanno più potere, è il mercato che decide 3 gen 1 https://www.youtube.com/watch?v=u1j9G653u7s
Matteo D'Amico Jaques Attali, il principale sponsor di Emmanuel Macron, è uno degli uomini più potenti di Francia politico, banchiere, filantropo, a stretto contatto con l'èlite culturale, politica e finanziaria del paese.
https://www.youtube.com/watch?v=u1j9G653u7s
Rosa Mazzone Rosa Mazzone Attali' “Breve storia del futuro” 7 pag.5 ” Le forze del mercato controllano il pianeta. Il mercato ultima espressione del trionfo dell'individualismo. Se si procederà in questa direzione, il mercato abbatterà tutto ciò che può nuocergli anche gli Stati,tutto diventerà privato e l'uomo prima bardato di protesi e venduto a consumatori….poi divenuto inutile scomparirà….se si cercherà di interrompere il processo di globalizzazione si apriranno una serie di conflitti…. pag.11
https://www.youtube.com/watch?v=u1j9G653u7s
Erdogan spegne ancora la libertà politica in Turchia
© Fornito da HuffPost Turkey's President Recep Tayyip Erdogan is seen on a screen during a video call with European ommission President rsula von der Leyen and E ouncil President harles Michel, in Brussels, Belgium, March 19, 1. Stephanie Lecocq/Pool via…
Erdoğan e il suo alleato Bahçeli hanno premuto il pulsante per spegnere il Partito democratico dei popoli (HDP), filocurdo e di sinistra libertaria, terza maggiore forza politica rappresentata nel Parlamento turco.
Il 17 marzo è stata scritta un’altra pagina nera per i diritti umani in Turchia, si sono registrati due eventi inquietanti la richiesta di chiusura dell’HDP che è ora al vaglio della orte costituzionale e la privazione del seggio parlamentare a Ömer Faruk Gergerlioğlu, uno dei più prestigiosi attivisti per i diritti umani del paese già vittima della persecuzione post tentato golpe del 16.
Gergerlioğlu era stato raggiunto dai famigerati decreti KHK varati durante lo stato di emergenza, la sua carriera di prestigioso medico pneumologo era stata distrutta, licenziato dall’ospedale e ridotto in condizione di indigenza, ha trascorso due anni in carcere accusato di sovversione contro i poteri dello stato perché sospettato di far parte della rete del religioso Gülen, ritenuto la mente del fallito golpe.
Dopo aver scontato la sua pena ha ripreso il suo impegno di una vita al servizio dei diritti dell’uomo. Intanto sua moglie si era ammalata gravemente e l’HDP nel 18 lo candidò alle elezioni parlamentari con le quali venne eletto.
La sua attività filantropica si era concentrata sui diritti dei detenuti, fino a rappresentarne la loro voce, la voce dei senza voce, dei prigionieri, dei dimenticati nelle carceri turche.
Gergerlioğlu ha dedicato tutta la sua vita agli ultimi. Ed ora è perseguitato per le sue denunce su Twitter di episodi di tortura avvenuti prevalentemente contro alcune detenute, nelle carceri e nei commissariati di polizia.
È stato per questo accusato di fomentare l’odio e di diffamare le istituzioni dello stato ed è stato condannato ancora una volta ad altri due anni di carcere e ora ha perso il suo seggio di parlamentare e dunque con ogni probabilità finirà presto di nuovo in carcere.
Ma la catena della repressione in Turchia sembra non avere limite.
Mercoledì, 17 marzo, vigilia del congresso del Partito del movimento nazionalista (MHP), Erdoğan ha offerto su un piatto d’argento al suo alleato di estrema destra la testa dell’HDP, condizione questa imposta al presidente turco dal leader di quello che è di fatto il partito dei Lupi Grigi, Devlet Bahçeli.
Bahçeli ora sembra il “leader ombra” della Turchia, dopo aver “intrappolato” Erdoğan in un angolo con accanto gruppi di potere politico- affaristici, corrotti e vicini a ideologi dell’estremismo di destra-nazionalista, in un momento in cui il leader turco appare sempre più allo sbando, in piena difficoltà, soprattutto per la grave crisi economica che sta attraversando la Turchia.
Logorato e indebolito da diciotto anni di potere,
Ecco perché si affida oltre che al MHP anche al piccolo partito anti NATO, Vatan Partisi (Partito della Patria) e a quei circoli del nazionalismo estremo e islamisti che, seppur elettoralmente marginali, hanno non poca influenza nella società turca dal momento che, dopo il tentato golpe del 16, sono tornati ad occupare posizioni di rilievo in particolare nelle Forze armate e controllano gangli vitali delle istituzioni del paese.
Se l’HDP dovesse essere chiuso, sarebbe l’ottavo partito filocurdo ad essere messo al bando per il suo presunto coinvolgimento in attività “terroristiche”.
Il potere di chiudere un partito politico spetta alla orte costituzionale che dovrà decidere con la maggioranza dei due terzi.
Dalla sua fondazione nel 1963, l’Alta orte ha chiuso 6 partiti, ma già prima della sua costituzione, 18 formazioni politiche erano state chiuse dai tribunali militari ed altre per decisione del onsiglio dei ministri e dei tribunali locali.
n cammino, quello della Repubblica turca, costellato di colpi di stato riusciti e di altri falliti, di processi riformatori che si sono arenati e di regressioni fortemente autoritarie con partiti messi al bando e media critici oscurati e chiusi; con giornalisti, intellettuali e politici d’opposizione dietro le sbarre.
Dal 195, da quando esiste il multipartitismo, la Turchia non è riuscita a percorrere la strada che conduce alla democrazia, risucchiata ciclicamente nel vortice dell’autoritarismo e ora riportata dall’AKP,
Ma la chiusura dell’HDP con l’arresto dei suoi parlamentari e dirigenti, potrebbe rivelarsi una mossa suicida per l’alleanza di governo che cerca di liberarsi dalle sabbie mobili in cui sta sprofondando per la costante perdita di consensi provocata soprattutto dalla crisi economica senza precedenti che sta vivendo il paese, da quando l’AKP è al governo.
Erdoğan sembra convinto, col suo alleato d’estrema destra, che eliminando il più insidioso partito d’opposizione possa tranquillamente vincere le prossime elezioni, ma, come vedremo, ciò non è così scontato perché gli oltre sei milioni di elettori restano e perché chiuso un partito curdo ne è già pronto un altro.
Per questo, assieme alla richiesta di dichiarare fuorilegge l’HDP, è stata presentata quella del divieto di esercitare politica per suoi 687 membri e sono scattati subito raid della polizia in alcune loro sedi come quelle di Istanbul, Ankara, Eskişehir e Adana.
Ad Ankara è stato arrestato e poi rilasciato in libertà vigilata anche Öztürk Türkdoğan, il presidente della storica organizzazione dei diritti umani, İnsan Hakları Derneği (İHD).
Ormai, in Turchia, sono pochissimi i difensori dei diritti umani ancora a piede libero.
Si vuol dunque impedire che i dirigenti dell’HDP ancora in libertà formino un altro partito. L’Alleanza popolare costituita dall’AKP e dal MHP, infatti, sa che l’HDP ha già pronto un altro partito, pienamente operante e che è il Partito democratico delle Regioni (DBP), pronto dunque a presentarsi alle elezioni.
I curdi sono abituati ad essere messi fuorilegge, hanno sempre saputo che quando la loro presenza sarebbe diventata scomoda per il regime, quest’ultimo avrebbe chiuso il loro partito come è accaduto ben sette volte.
E dunque quando fondano una organizzazione politica, contemporaneamente ne aprono una di riserva perché la legge sui partiti in Turchia richiede che una forza politica per operare deve avere sedi aperte e registrate in almeno 41 province, cioè nella maggior parte del paese.
E l’arresto dei 687 dirigenti di questo partito serve proprio a impedire che vi possano essere in libertà esponenti politici pronti a trasferirsi nel nuovo contenitore politico.
″L’HDP è un’organizzazione criminale con una veste politica; la sua chiusura è un dovere d’onore per la storia, la nazione, la giustizia e le generazioni future e non dovrà essere più possibile una sua riapertura sotto un altro nome”, ha detto il leader dell’estrema destra Bahçeli.
Secondo l’accusa l’HDP sarebbe il braccio politico del partito armato PKK (Partito dei lavoratori del Kurdistan), organizzazione definita terroristica oltre che dalla Turchia anche da Stati niti e nione europea.
″Non c’è differenza tra HDP e PKK″, è scritto nella richiesta di scioglimento del Procuratore capo della orte suprema, Bekir Şahin.
Ma in realtà ci troviamo di fronte ad una vera e propria persecuzione politica perché l’HDP è un partito di sinistra con particolare attenzione ai diritti delle minoranze. È nato con l’intento di estendere la propria influenza oltre i confini ristretti del sudest anatolico a maggioranza curda. Dunque non più regionale, ma capace di raccogliere il consenso delle minoranze etniche, religiose e sociali di tutto il paese, di unire quella sinistra turca delusa dai partiti tradizionali.
n partito con al centro la difesa e la promozione dei diritti umani, sociali e politici, dei diritti delle donne, dei diritti di tutte le minoranze etniche e religiose, di quelli LGBTI e per la difesa dell’ambiente.
L’HDP è anche espressione della cosiddetta «generazione di Gezi», nata all’indomani delle proteste antigovernative della primavera del 13.
Il suo leader curdo e fondatore, Selahattin Demirtaş, si era impegnato in una operazione di importanza rivoluzionaria e inimmaginabile in Turchia fino a qualche anno prima traghettare la galassia del movimento curdo e quella per i diritti umani sul terreno della lotta politica civile e pacifica.
Demirtaş sta pagando duramente questa svolta ed è dietro le sbarre dal 4 novembre 16, da allora è recluso nel penitenziario di massima sicurezza di Edirne in una cella di tipo F, nonostante la sentenza perentoria della ED che ne ha chiesto l’immediata liberazione perché la sua detenzione è stata decisa per motivi palesemente politici.
Sul leader curdo ora pendono le accuse di “propaganda e appartenenza a un’organizzazione terroristica”, secondo la famigerata legge antiterrorismo del codice penale turco (TK) per “aver elogiato il PKK e il suo fondatore Abdullah Öcalan” per 93 volte durante i suoi comizi.
Demirtaş è anche accusato di aver incitato alla violenza e di aver sobillato la popolazione a marciare nel distretto di Sur a Diyarbakır dove, tra il 6 e l’8 ottobre 14, vigeva il coprifuoco.
E per questo la orte Suprema, su denuncia di Bahçeli, aveva avviato un’indagine il marzo 1.
L’ufficio dei partiti politici della orte suprema d’appello in una lettera inviata all’ufficio del procuratore capo di Ankara aveva aperto fascicoli contro 18 esponenti dell’HDP, tra questi Selahattin Demirtaş e la copresidente Figen Yüksekdağ, anche quest’ultima in galera da oltre quattro anni.
In 18 sono accusati di aver provocato le rivolte per Kobane che si svolsero dal 6 al 1 ottobre 14.
La roccaforte curda in Siria sul confine con la Turchia era allora assediata dallo Stato islamico e la popolazione del sudest anatolico era irritata per il rifiuto di Ankara di intervenire in aiuto di questa città.
Migliaia di cittadini dei villaggi delle province del sudest scesero in piazza per protestare contro il comportamento del governo turco considerato gravemente omissivo.
Le proteste degenerarono in scontri violenti con la polizia, lasciando sulle strade 46 morti e oltre 6 feriti; furono devastate da incendi, 197 scuole, 69 edifici pubblici, 1731 abitazioni e 13 veicoli.
Da quando è stato fondato, nell’ottobre del 1, l’HDP ha rappresentato per l’AKP un elevato fattore di rischio per il raggiungimento della maggioranza assoluta in Parlamento nelle elezioni che si sono d’allora susseguite. Per questo l’HDP ha visto decimare la sua classe dirigente tredici parlamentari arrestati, oltre cento sindaci defenestrati, molti dei quali finiti dietro le sbarre assieme a oltre ventimila tra dirigenti e militanti.
E ora è stato anche aperto un fascicolo contro altri nove deputati di questo partito, tra cui la copresidente Pervin Buldan, che rischiano di perdere l’immunità parlamentare e di finire dietro le sbarre.
L’attuale presidente dell’HDP, Mithat Sancar, ha definito la repressione in atto contro il suo partito come ″un colpo di stato politico″, simile a quello già avvenuto il marzo del 1994 quando alcuni deputati curdi eletti tra le file dell’allora Partito socialdemocratico (SHP) persero lo status di parlamentare e furono arrestati; tra gli altri, Leyla Zana, premio Sakharov nel 1995, colpevole di aver giurato in Parlamento in lingua curda e Ahmet Türk figura carismatica del movimento curdo. La polizia entrò in Parlamento e li arrestò.
n colpo di stato politico, sostiene Sancar, come quello avvenuto il 4 novembre 16, quando furono arrestati i copresidenti e parlamentari dell’HDP.
Ma nonostante ciò per Erdoğan potrebbe comunque essere difficile uscire vincitore da eventuali elezioni anticipate.
Sta perdendo sempre più consensi il leader turco assieme ai suoi alleati di destra estrema e dei Lupi Grigi e non riesce ad arrestare l’emorragia di consensi e dunque non gli resta che la carta della distruzione politica dell’opposizione curda con la chiusura dell’HDP e con l’arresto di tutti i suoi parlamentari e dirigenti.
Ma, attenzione, questa potrebbe rivelarsi la carta della disfatta per Erdoğan.
Questa volta infatti la criminalizzazione e la repressione degli esponenti politici dell’HDP non sta raccogliendo consensi al di fuori della ristretta cerchia dell’alleanza di governo.
Se una grande maggioranza del partito anticurdo di Bahçeli sostiene la chiusura dell’HDP, nell’AKP di Erdoğan vi sono diffuse voci di dissenso e, al di fuori di questo schieramento, questa pratica mutuata dai regimi del passato è quasi unanimemente condannata.
ontrari sono, oltre al maggior partito d’opposizione, il Partito repubblicano del popolo (HP) di Kemal Kılıçdaroğlu; Meral Akşener, sua alleata con l’İYİ Parti (Il Buon Partito), il leader del Partito del Futuro (Gelecek Partisi), dell’ex primo ministro Ahmet Davutoğlu; il leader del Partito della democrazia e del progresso (DEVA), dell’ex vice primo ministro, Ali Babacan, e il leader del piccolo partito islamista, Saadet Partisi, di Temel Karamollaoğlu.
ontrario è anche l’ex capo di stato Abdullah Gül, fondatore assieme a Erdoğan dell’AKP, ma ora fuoriuscito anch’egli dal partito e ispiratore del DEVA.
Se dovesse essere chiuso l’HDP, si potrebbe creare uno scenario simile a quello a cui abbiamo assistito nelle elezioni locali del 31 marzo 19 quando il partito di Erdoğan subì una sconfitta bruciante in tutti i grandi centri urbani del paese grazie anche ad una intelligente ed efficace alleanza elettorale quella tra il HP e l’İYİParti che vedeva l’HDP praticare la “desistenza” con la rinuncia a presentare propri candidati nei grandi centri urbani, dirottando tutti i suoi elettori sul Partito repubblicano del popolo.
Ebbene questa desistenza potrebbe essere una carta vincente se praticata anche nel sudest anatolico. I curdi, privati di una loro rappresentanza politica, potrebbero presentarsi nelle liste del HP dando l’indicazione di votare per questo partito. In questo modo, grazie alle percentuali plebiscitarie che di solito raccolgono i curdi nel sudest del paese, i repubblicani potrebbero ottenere il 4% dei consensi a livello nazionale e assieme alle percentuali raccolte dagli altri partiti alleati supererebbero il 5% dei voti e sconfiggerebbero Erdoğan e il suo partito.
Ecco perché questa carta giocata dal leader turco appare disperata. Ed ecco perché ora ci troviamo di fronte alla fase finale dell’operazione di annichilimento di quella che per il Presidente rappresenta la più insidiosa opposizione al suo potere.
Pedofilia, bufera sulla hiesa tedesca “In 43 anni 314 abusi solo a olonia” QESTI SONO I BERGOGLIANI MASSONI MODERNISTI SOMNIATI! https://www.ilprimatonazionale.it/esteri/pedofilia-chiesa-tedesca-abusi-18666/ Roma, 19 mar – Terremoto nelle Sacre Stanze tedesche uno scandalo pedofilia di proporzioni gigantesche travolge l’Arcidiocesi di olonia. Lo rivela un’indagine indipendente sulla gestione degli abusi sessuali commissionata dall’arcivescovo, il cardinale Rainer Maria Woelki.
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