mogherini futura schiava MAOMETTO, ebrei, massoni, finanzieri, neoliberisti, satanisti, evoluzionisti, lgbt

tecnocrazia lgbtq diritti Satana UE anticristo commercianti degli schiavi: dalit dhimmi(sharjah) e goyim(Spa$Co), Jabull-On e alto tradimento Costituzionale il signoraggio bancario sono alleati tra di loro! CSPBCSSMLNDSMDVRSNSMVSMQLIVB drink your poison made by yourself, BURN SATANA ROCKEFELLER ALLAH IN JESUS’S NAME
LA
REVOCA DELLE SANZIONI è INUTILE, PERCHé TU NON PUOI PIù METTERE IN
GABBIA L’UCCELLO CHE TU HAI FATTO FUGGIRE! I NOSTRI POLITICI MASSONI,
HANNO FATTO GLI INTERESSI DEI SATANISTI E NON DEI LORO POPOLI!
CE:
la revoca delle sanzioni dell’UE contro Russia è possibile nel 2015. La
Commissione europea prevede la revoca delle sanzioni dell’UE contro la
Russia nel 2015, si dice nelle previsioni economiche autunnali della CE.
Le sanzioni economiche dell’Unione Europea sono state introdotte per un anno a causa della situazione in Ucraina.
La
loro revoca avverrà automaticamente se, prima di quel momento, tutti i
28 Paesi dell’UE non raggiungeranno una decisione unanime sulla loro
proroga.
http://italian.ruvr.ru/news/2014_11_04/CE-la-revoca-delle-sanzioni-dellUE-contro-Russia-e-possibile-nel-2015-1456/
    PorteAperte.it     04 novembre 2014, foglio Da donna a donna
La
rivista, di cui vedi l’immagine più sopra, è totalmente gratuita.
Migliaia di persone in Italia la ricevono e seguono le storie, le
testimonianze e i resoconti riguardo la persecuzione dei cristiani nel
mondo.
    5x1000Puoi destinare il 5 x 1000 delle imposte a Porte
Aperte: è un gesto semplice, che non ti costa nulla, ma può fare la
differenza per molti cristiani nel mondo.
Le OFFERTE che avete
fatto sono DEDUCIBILI nel vostro 730 o modello unico nei limiti
prescritti dalla legge, un comodo supporto per coloro che ogni anno
fanno la dichiarazione dei redditi, i quali potranno dunque detrarre
dalle imposte parte delle erogazioni fatte a Porte Aperte. Ecco il
nostro codice da apporre nella dichiarazione redditi: 90002330125.   
Nigeria: per ora nessun rilascio delle donne di Chibok
Sintesi:
in un video Boko Haram nega ogni cessate il fuoco e rilancia lo
straziante monito contro i cristiani. Il destino delle ragazze di Chibok
è ancora nelle mani di questi terroristi. Il governo nigeriano,
supportato da altri, sembra continuare i negoziati, resi difficili dalle
fazioni interne e dal contesto sociale e geografico.
“Le abbiamo
fatte sposare e sono tutte nelle case dei loro mariti… Le oltre 200
ragazze rapite a Chibok (nella foto 3 padri di alcune di loro) si sono
convertite all’islam, che confessano essere la migliore religione. I
loro genitori o lo accettano e si convertono o possono morire”, sono le
parole di un uomo che afferma di essere il leader di Boko Haram,
Abubakar Shekau, in un video distribuito ai media alcuni giorni fa.
Secondo un rapporto della Reuters il video è stato girato in stile
classico Boko Haram, ma chi parlava era troppo distante per distinguerne
la faccia. Il portavoce ha inoltre negato l’esistenza di un accordo sul
cessate il fuoco con il governo. “Chi dice che dialoghiamo o discutiamo
con qualcuno? State parlando con voi stessi?”, afferma l’uomo nel
video. Non c’è stata risposta immediata da parte del governo nigeriano
che, la settimana scorsa, aveva continuato a nutrire la speranza che
l’accordo di pace annunciato il 17 ottobre avrebbe retto.
L’insicurezza
nel nord-est della Nigeria continua con ulteriori rapimenti di donne e
saccheggi, così come pare continuino i negoziati con alcuni esponenti
dei Boko Haram. Alcuni giorni fa è stata attaccata la città di Mubi
(stato Adamawa), sono state uccise decine di persone mentre a migliaia
sono state costrette a fuggire; i miliziani hanno rapinato banche,
bruciato il mercato principale e issato la loro bandiera nera su un
palazzo dell’amministrazione locale. Alcune migliaia di cristiani in
fuga dagli attacchi di Boko Haram nello stato di Borno meridionale,
avevano trovato rifugio proprio a Mubi. “Il figlio del capo distretto,
che è nello staff della magistratura locale, è stato decapitato davanti a
suo padre”, ha riferito Isaac, un collaboratore di Porte Aperte. “Oltre
6.000 persone sono state segnalate in fuga da Mubi. Anche le persone
che erano negli ospedali hanno dovuto correre per salvarsi la vita! Il
nostro personale ha sentito che gli insorti stanno progettando pubbliche
amputazioni delle mani. Anche se non siamo stati in grado di confermare
questi rapporti, indicano le condizioni che dovranno affrontare quelli
intrappolati a Mubi. Molti degli sfollati sono fuggiti in Camerun o si
sono diretti verso il campo profughi a Yola, la capitale dello stato di
Adamawa. Ma non si sentono al sicuro, perché i Boko Haram si sono
vantati di voler attaccare presto anche Yola. Ci sono state minacce di
attentati persino al campo profughi, spingendo molti a partire per
Numan, una città a circa 48 km da Yola”, spiega ancora il nostro Isaac.
“Abbiamo ricevuto diverse chiamate dal campo profughi di Yola che
chiedono preghiere affinché Dio intervenga nella loro situazione. Siamo a
conoscenza di almeno 16 bambini che hanno perso entrambi i genitori
negli attacchi ai villaggi”, ha concluso Isaac.
I negoziati devono
fare i conti con le fazioni interne ai Boko Haram, e col fatto che ad
approfittare delle scorrerie dei miliziani sono in molti, specie bande
criminali o cittadini consenzienti. Sono iniziate le Giornate Int.li di
Preghiera per la Chiesa perseguitata
Quest’anno il periodo di riferimento per questo evento mondiale è 2-9 novembre 2014.
idop2014
Ogni
anno Porte Aperte si impegna in questo periodo a mandare i propri
collaboratori ovunque vengano richiesti, portando informazioni,
testimonianze, immagini direttamente dalla Chiesa perseguitata, affinché
sempre più persone possano unirsi in preghiera per sostenere i
cristiani laddove non vi è una reale libertà religiosa. Un evento
speciale si terrà a Catania l’8 novembre 2014 presso il centro congressi
“Le Ciminiere” (per maggiori info su questo evento). Ma moltissime
chiese aderiscono a questo evento promosso dall’Alleanza Evangelica. Noi
abbiamo preparato un pacchetto risorse con soggetti di preghiera,
locandina e video.
Da donna a donna
Il foglio informativo è
una risorsa essenziale per entrare in contatto con le sorelle della
Chiesa perseguitata. Attraverso di esso potrete conoscere le loro
storie, per entrare in connessione con la parte del corpo di Cristo che
soffre. E’ totalmente gratuitoDiventa ambasciatore!
L’Ambasciatore
della Chiesa perseguitata è una persona che nella propria chiesa funge
da riferimento per quanto concerne la Chiesa perseguitata e Porte
Aperte, una sorta di ponte tra la missione e la chiesa di cui fa parte.
Diventa ambasciatore!
Al servizio dei cristiani perseguitati.
www.porteaperteitalia.org | Porte Aperte Italia – Casella postale 45 – 37063 Isola della Scala (VR)
Se non vuoi più ricevere questa newsletter scrivi a:
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Change.org [ petizione Teatro PETRUZZELLI ]avviso di garanzia, istruttoria, registro degli indagati,
Ciao lorenzo, C’è una petizione che potrebbe interessarti: Un incontro pubblico per fare chiarezza sul Teatro Petruzzelli
Andrea Costantino, Bari, Puglia   
Firma
la petizione. Michele Costantino, mio padre, ha scritto alla procura di
Roma nell’ottobre 2012 per essere ascoltato e, nel silenzio, è morto il
4 agosto 2013. Io e la mia famiglia, con lui, abbiamo vissuto questa
terribile vicenda che lo ha fatto ammalare.
Mio padre ha
assistito la famiglia prorietaria del Teatro Petruzzelli per 20 anni a
partire dalla data del terribile incendio doloso. Senza percepire un
soldo e anticipando le spese legali. Fino al 2006 per il teatro
faticosamente si era trovata una strada per tutelare l’interesse privato
e sopratutto quello pubblico attraverso il coinvolgimento degli enti
locali: Regione, Provincia e Comune. Poi un esproprio illegittimo e una
gestione vergognosa e spendacciona hanno cambiato il corso degli eventi.

Mio padre ha denunciato con 6 esposti depositati in procura a
Bari tutto quello che è accaduto, ma non ha ricevuto nessuna risposta.
Mi piacerebbe conoscere su questo punto cosa ne pensa Michele Emiliano.
Per questo chiedo pubblicamente di incontrarlo. Firma la petizione.
 https://www.change.org/p/un-incontro-pubblico-per-fare-chiarezza-sul-teatro-petruzzelli?utm_source=action_alert&utm_medium=email&utm_campaign=171024&alert_id=camiTAhJrq_iTWOTWkU%2FJOGyazOAo%2Ff0gKoBRqLSrb8vpi1YVHLddU%3D
Change.org? ? 548 Market St #29993, San Francisco, CA 94104-5401, SUA
a: Michele Emiliano, Sindaco di Bari
Questo è un estratto del testo della lettera che il prof. Michele Costantino, mio padre, ha inviato al procuratore:
“Ill.mo sig. dott Giuseppe Pignatone,
Ho
vissuto dal 14 novembre 1991 (due settimane dopo l’incendio doloso del
teatro Petruzzelli) la vicenda di questo teatro. Credo che a molti miei
concittadini questa vicenda possa essere utile per conoscere la funzione
delle regole che chiamiamo “diritto”; per capire le condotte di coloro
che rivestono ruoli pubblici, magistrati compresi; per cambiare certi
modi di “fare politica”.
Perciò, Le chiedo di essere sentito come persona informata dei fatti.
Potrei
essere utile per fornire e mettere in ordine la documentazione
“ufficiale” che è stata formata in questi anni e confrontarla con i
messaggi divulgati nella comunicazione di massa: nell’uno e nell’altro
caso, a volte si tratta di contenuti illusori e assolutamente falsi e
non è difficile valutare le condotte da ruffiani, da servi e da
burattini dei loro autori e responsabili.
Nel 2006 è stato concepito un disegno criminoso.
Il
sottoscritto, nella qualità, chiede di essere ascoltato come persona
informata dei fatti che ha partecipato all’evolversi della vicenda, al
fine di cooperare a individuare i responsabili politici, le autorità
giudiziarie penali, civili e amministrative, nonché i funzionari dello
Stato, e le poche persone interessate che hanno concepito tale disegno e
lo hanno attuato con coloro che hanno gratificato, come risulta dalla
scheda allegata Confido che Lei vorrà accettare i miei saluti più
cordiali, credendo sia alla funzione della vita (Seneca, De brevitate
vitae), sia alla fede di agire “secondo ragione” (Ratzinger, Fede
ragione università).”
Cordiali saluti, [Il tuo nome]
============
Sostenitori: Max Laif ITALY
 firmo
perché Bari è nella merda tra clandestini, negri, criminalità,
strafottenza, sporcizia e la colpa è solo di chi diceva
vigliaccamente… “Bari è una delle città più sicure d’Italia”!!!
 Christian Pompilio ITALY Firmo perché ritengo che questo signore abbia fatto più male che bene alla ns. città
 Firmo perché chi non ha nulla da nascondere non dovrebbe temere nessun confronto!!
 Giulio Costantino NAPOLI, ITALY
 perchè persone come il Prof. Michele Costantino meritano il massimo rispetto e considerazione
 antonio romano ITALY
 per la sicurezza.
 Sergio Sabatti ITALY
 Firmo
perchè, in democrazia, la chiarezza dovrebbe essere alla base di ogni
azione da parte degli amministratori pubblici, soprattutto se si tratta
di… ex uomini di Legge!
 patrizia colonna ITALY
 Sto firmando perché é una battaglia importante
 Nicola Bartolomeo ITALY
 Perché sarebbe utile per evitare che anche la Regione finisca nella mani di chi ha distrutto Bari
 licia d’addario ITALY
 perchè sia fatta finalmente luce su questa vergognosa vicenda
 Maurizio Colamonico ITALY
 Verità
 Mario marinoni ITALY
 firmo perché voglio bene alla città di Bari
=================
Stop al vitalizio agli ex parlamentari condannati per mafia e corruzione
Destinatario: Camera dei Deputati, Giunta per il Regolamento e Senato della Repubblica, Giunta per il Regolamento
Sponsorizzata da: Libera e Gruppo Abele
Basta
una semplice modifica dei Regolamenti del Senato e della Camera per
cancellare una vergogna: il pagamento dei vitalizi a senatori e deputati
condannati in via definitiva per gravi reati, come mafia, corruzione,
truffe con fondi pubblici e frodi fiscali.
Riparte il futuro e
più di mezzo milione di cittadini chiedono da tempo a gran voce che
tutti i dipendenti pubblici e i rappresentanti politici siano chiamati a
rispettare codici etici più efficaci e concretamente applicati.
Deputati
e senatori sono chiamati a dare l’esempio, stabilendo la cessazione
immediata di qualsiasi erogazione di denaro pubblico nei confronti di
chi si è reso responsabile di questa vera e propria violazione
dell’articolo 54 della Costituzione, secondo il quale il mandato
istituzionale va assolto “con disciplina e onore”.
Firma ora per chiedere la sospensione di qualsiasi vitalizio ai politici condannati.
Riparte il futuro è una campagna promossa da Libera e Gruppo Abele.
www.riparteilfuturo.it
============
Dire
che uno Stato non può perseguire i suoi scopi per mancanza di denaro è
come dire che un ingegnere non può costruire strade per mancanza di
chilometri – Ezra Pound
==================
I BANCHIERI E L’OTTAVO EDIFICIO. Basta complottismi e dietrologie, atteniamoci ai fatti ed organizziamoci.
http://www.giacintoauriti.eu/
1)
Il fallimento di Lehman Brothers era l'”ottavo edificio”, la cui
demolizione è stata pianificata a seguito di un braccio di ferro
intervenuto tra BANCHIERI CENTRALI e BANCHIERI D’AFFARI, i primi
assimilabili ai bombardieri aria-terra, i secondi alla fanteria sul
campo che avanza dopo il bombardamento ….Il risultato della crisi del
2007-2008 è stato infatti solo uno: che I BANCHIERI D’AFFARI SI SONO
INCUNEATI TRA LE BANCHE CENTRALI ED I GOVERNI.
2) Per conseguire
questo occorreva un EVENTO SCATENANTE, il 9/11 DELLA FINANZA, ovvero il
fallimento di un pilastro bancario che resisteva da 100 anni, la Lehman
Brothers appunto….. Il risultato del fallimento di Lehman è stato che
tra FED e BCE sono stati iniettati $3-4 trilioni di dollari, non nel
“sistema” come genericamente si dice, ma DIRETTAMENTE NEI CONTI CORRENTI
DELLE BANCHE D’AFFARI ACCESI PRESSO LE BANCHE CENTRALI, affinché le
banche d’affari li prestassero ai Governi lucrando senza rischio sul
differenziale di tassi.
3) Ben equipaggiata, la fanteria ha quindi
avuto l’ordine di entrare nel territorio bombardato, iniziando ad
acquistare a mani basse titoli del debito pubblico dei singoli Paesi, da
USA a Europa…… Prova ne è che tra USA e Eurozona il Debito/PIL è
salito mediamente dal 70% al 100% in soli 6 anni (2008-2013), evento
senza precedenti.
PERCHE’ I BANCHIERI D’AFFARI HANNO ASPETTATO FINO AL 2008?
Perché
negli anni ’90 erano impegnati con le PRIVATIZZAZIONI mentre negli anni
2000 hanno inventato la BOLLA IMMOBILIARE…..e siccome “the show must go
on”, occorreva dare continuità all’azione…..occorreva un nuovo
“business driver” come lo chiamano nella City, un nuovo strumento per
attaccare la ricchezza privata….il DEBITO PUBBLICO dei Paesi, appunto,
sul quale, però, erano già accovacciati i banchieri centrali…. (da qui
il braccio di ferro).
Ma come in un effetto domino, questa crisi
creata artificialmente genererà una nuova ondata di privatizzazioni e
svendite di beni privati perchè i Governi e le famiglie non hanno moneta
per pagare, così i banchieri d’affari avranno il lavoro assicurato per
un altro decennio. E’ chiaro?
Signor Draghi, una volta nella vita,
come atto di responsabilità, come sussulto di umanità verso popolazioni
stuprate dalla vostra ingordigia, perché non dite la verità? Perché non
spiegate che da 7 anni non fate altro che rimpinguare i banchieri
d’affari, imponendo alle famiglie una austerità artificiale che serve
soltanto a rafforzare la VOSTRA moneta?
Comunque, Draghi, io non
confido nella sua comprensione, ma nel coraggio di donne e uomini liberi
che non dispongono della sua capacità finanziaria, ma hanno una cosa
che non si compra e che lei non conosce: la DIGNITA’ e l’AMORE per la
propria terra.
Da queste donne e da questi uomini, glielo giuro, non avrete mai tregua. Alberto Micalizzi
========
riceviamo e pubblichiamo la lettera di Alberto Micalizzi
SCHIENE DRITTE
Cari amici
Chi
tra voi mi conosce meglio sa che queste poche righe sono scritte con il
cuore. Sono reduce da una custodia cautelare seguita a fatti rispetto
ai quali alcune vittime, in primis il sottoscritto soprattutto in quanto
“docente di una prestigiosa università”, sono state scambiate per
potenziali carnefici, e fatte oggetto di una campagna mediatica e
denigratoria di inaudita violenza.
Ho 46 anni e qualcuno mi ha
fatto osservare che oltre ad aver dedicato una vita allo studio
dell’economia e della finanza, in fondo non ho mai aderito a logge
massoniche né a “club” esclusivi, non ho mai avuto tessere di partito,
non ho mai aderito a congregazioni religiose, ad associazioni sindacali,
industriali o di “ex-studenti”, e non mi sono mai genuflesso verso
baroni universitari o magnati dei media …..forse ho esagerato per un
Paese dove si diventa primi ministri per designazione di Goldman Sachs.
PERO’ IN COMPENSO HO FATTO ALTRO…
ho
ritenuto serio auto-sospendermi dal ruolo di ricercatore universitario
all’avvio delle indagini, ho denunciato pubblicamente l’operato di
soggetti quali NOMURA, MORGAN STANLEY, LEHMAN BROTHERS,
STANDARD&POOR’S, MOODY’S e FITCH, tutti soggetti già inquisiti
per reati quali manipolazione di mercato e truffa aggravata presso
procure italiane ed estere, ho pubblicato articoli contro Blackrock, la
Troika, il governatore della BCE, il MES, gli ultimi Ministri
dell’economia ed altri comprimari nella corsa allo smembramento del
Paese e dell’Europa.
Poi, essendo per carattere e per formazione
abbastanza preciso nell’analisi quantitativa (lascito di anni di
dottorato di ricerca), ammetto di aver posto una cura particolare alla
predisposizione dei dati e delle evidenze documentali. Questo lo dico
soprattutto a “beneficio” dei miei DETRATTORI, che hanno causato molto
dolore alle persone a me care, ma non a me. Per curiosità informo questi
signori che dopo due settimane di detenzione mi sono offerto volontario
per tenere allegri corsi su finanza e mondialismo ai detenuti. Son
fatto così…
Agli stessi detrattori dico che io sono in ottima
forma, fisica e mentale, e che su di essi ho predisposto una quantità
massiccia di dati, precisi e ben organizzati, che li inchiodano. Sono
tre anni che tramano nell’ombra, ma adesso è il tempo della resa dei
conti e conosceranno la mia determinazione. Millantatori, calunniatori,
estorsori, giornalisti corrotti e furbetti di quartiere: per una volta
applicherò quel principio di “égalité” che non ho mai sentito mio.
Infine,
ho cattive notizie anche per i BANCHIERI e i loro MAGGIORDOMI che ho
denunciato in passato e che stanno sfinendo questo Paese: ho ripreso la
mia attività di monitoraggio e denuncia e farò fronte comune con i
ricercatori, gli attivisti e gli economisti seri che sono disponibili ad
organizzare un progetto di controffensiva, ma non più soltanto a colpi
di Facebook….
Coraggio! C’è un Paese per cui lottare.… con la schiena sempre dritta, senza fretta ma senza tregua!
Un abbraccio a tutti
Alberto
======================
di Alberto Micalizzi
Nessuno
di noi può percepire la dimensione reale del pianeta terra, banalmente
perché ci siamo sopra! Allo stesso modo, non possiamo renderci conto
della dimensione della BOMBA FINANZIARIA prossima ad esplodere, perché
ci siamo sopra….anzi peggio…ci siamo dentro!
Memorizzate soltanto DUE NUMERI: 20 e 0,15
IL
PRIMO NUMERO: “20”, sono i trilioni di dollari di esposizione su
contratti (o “derivati”) su tassi di interesse nei bilanci delle grandi
banche d’affari (le famose “troppo grandi per fallire”). Stiamo parlando
di un valore pari a circa 1/4 del PIL mondo (o se preferite 10 volte il
PIL italiano).
In base a questi contratti le banche d’affari
hanno assicurato altri (banche commerciali, aziende, famiglie) contro il
rialzo dei tassi. Chi di voi ha un mutuo a tasso fisso? Bene, quel
tasso fisso nasce dalla somma di due componenti: un tasso variabile +
una polizza assicurativa. Come funziona la polizza? Finché i tassi
scendono tutto va bene ma se i tassi salgono è come se si verificasse un
sinistro, quindi la compagnia di assicurazione (in questo caso la
grande banca) ripaga il danno, ed il danno è pari alla differenza tra il
nuovo tasso (cresciuto) ed il vecchio tasso fisso.
IL SECONDO
NUMERO: “0,15%”, è il tasso medio che le grandi banche pagano alle
banche centrali (FED e BCE) per rifornirsi di denaro. Per gli amanti
della statistica, questo tasso era di circa il 4,5% nell’Ottobre 2008,
quindi è crollato al minimo storico di sempre.
LA NOTIZIA E’ CHE LA FED E’ COSTRETTA A LASCIARE CHE I TASSI TORNINO A SALIRE… (E LA BCE DOVRA’ SEGUIRE)
(non può più pompare liquidità e serpeggia ormai la consapevolezza che il dollaro sia carta straccia)
Questi due numeri spiegano tre cose in particolare:
a)
Perché la FED ha ossessivamente iniettato oltre 3 trilioni di dollari
nel mercato dal 2008 ad oggi per togliere dal mercato titoli spazzatura
(altro evento senza precedenti)
b) Perché banche come Barclays e
RBS hanno commesso reati di manipolazione dei tassi di mercato dal 2008
in avanti (ufficializzando dolosamente tassi più bassi di quelli reali)
c) Perché sono in atto guerre trasversali (valutarie, commerciali, militari) tra USA e resto del mondo.
Si potevano utilizzare parole più edulcorate per esprimersi, ma io preferisco badare alla sostanza.
=================
IL REFERENDUM? UNA ZAPPA SUI PIEDI! ( di Alberto Micalizzi )
Il referendum sull’Euro non è inutile come molti pensano, è DANNOSO.
Se
vincessero gli anti-euro, cosa molto improbabile dato l’effetto
narcotico che il pifferaio fiorentino eserciterà ancora per un po’ sulla
popolazione italiana, sarebbe liquidato come un segnale di
“comprensibile malumore” ma non avrebbe alcun effetto concreto.
Se
invece, come è probabile, vincessero i pro-euro, allora possiamo
mettere per sempre una pietra sopra a qualsiasi ritorno alla sovranità
monetaria. Perché darsi la zappa sui piedi in questo modo?
Mentre
parliamo, lo Stato sta sottraendo liquidità al sistema in quanto preleva
più di quanto spende e lo fa per pagare interessi passivi su una moneta
che ha preso a prestito.
Dato che non ha più i mezzi per ripagare
gli interessi deve utilizzare beni reali, svendendoli a prezzi ormai
svalutati, in quanto la recessione ha indotto deflazione.
E la
stessa cosa stanno facendo i propri cittadini, che perdono il lavoro ed
il potere d’acquisto dei salari, a tutto vantaggio di un’austerità che
serve soltanto a garantire ai banchieri che hanno prestato il denaro che
quella maledetta moneta mantenga inalterata la propria funzione di
dissanguamento della popolazione.
No, non è il referendum che
serve, ma un PROGETTO ECONOMICO E POLITICO chiaro sul quale far
convergere tutte le forze anti-Troika (perché l’Euro-moneta,
ricordiamolo, è solo un pezzetto del problema….).
A) L’introduzione di biglietti di Stato e di strumenti consortili di pagamento NON-A-DEBITO;
B) L’impiego della CASSA DEPOSITI E PRESTITI per finanziare il rilancio delle piccole e medie imprese;
C) La denuncia alla MAGISTRATURA dei reati di attentato alla Costituzione da parte delle lobby bancarie;
D)
La restaurazione di una governance pubblica delle aziende di
telecomunicazione, di trasporto e dell’INDUSTRIA STRATEGICA in generale
sono i primi tasselli del progetto. E poi si va a rinegoziare i TRATTATI….
Cosi si esprime chi vuole cambiare le cose….se si vuole fare sul serio l’uscita c’è, ma finiamola con le scemenze….
Alberto Micalizzi
=====================
“LE TASSE SONO UN FURTO” – dott. Varone e prof. Padovani
Scritto da Redazione.
Un
grande successo per la numerosa partecipazione all’incontro/dibattito
dal titolo ” Euro contro Costituzione” che si è svolto domenica 12
ottobre a Pescara ed al quale abbiamo presenziato. Oltre 150 persone
presenti fisicamente e 1528 utenti collegati via internet, stando ai
dati di www.abruzzolive.tv che ha curato la diretta streaming.
In
“cattedra” c’erano il dott. Gennaro Varone, magistrato della Procura di
Pescara, ed il prof. Cesare Padovani, docente dell’Università de
L’Aquila (nonché membro del Comitato Scientifico della nostra Scuola di
Studi Giuridici e Monetari ).
 L’impegno del dott. Varone nel
diffondere la conoscenza sulla truffa ed incostituzionalità
dell’Eurosistema è davvero encomiabile e a tale impegno si è aggiunto il
supporto del prof. Cesare Padovani che ha dimostrato come sia
matematicamente impossibile ripagare gli interessi sull’Euro che ci
viene prestato e di conseguenza, come le tasse vanno a “succhiare”
sangue dall’economia reale per ripagare Debito Pubblico alle banche
detentrici dei titoli di Stato. Un prelievo fiscale “usurante” dovuto a
leggi ratificate per accontentare i voleri dei soci della BCE, come ha
dimostrato il dott. Varone che su questo aspetto si è molto soffermato
evidenziando l’impossibilità di poter rispettare il pareggio di bilancio
dello Stato con l’Euro.
L’impossibilità di consentire ad una
comunità sociale chiamata RES PUBBLICA di essere “sovrana” a tutti gli
effetti e soddisfare i fabbisogni della propria economiasenza una
politica monetaria che impedisce di svolgere funzioni primarie sociali,
di sicurezza, sanitarie, educative e di servizi.
” Uno Stato non
può definirsi tale se non ha la proprietà della sua moneta per svolgere
le sue funzioni” Sono state le parole del dott. Varone, che ci hanno
ricordato quelle di Ezra Pound.
Il prof. Padovani ha illustrato
come la massa monetaria in circolazione sia tutta di tipo “creditizio” e
quindi a debito per gli Stati. L’ammontare della massa monetaria degli
interessi esponenziali NON ESISTE FISICAMENTE IN CIRCOLAZIONE e quindi
NON POTRA’ MAI ESSERE RESTITUITA se non con l’espropriazione dei beni
che garantiscono i Titoli di stato, ossia, con il nostro valore
produttivo ed umano e con i nostri beni immobili Ma saremmo comunque
ancora in debito. Proprio sul valore dell’uomo e del suo lavoro, il
dott. Varone ha lanciato pesanti accuse alla classe politica che vuol
continuare a restare in un sistema squilibrato dove, in nome della
competitività, si ledono quei DIRITTI conquistati che altri Paesi hanno
precedentemente abrogato, soprattutto nel mondo del lavoro.
” Una
vera Unione si occuperebbe di collaborazione e cooperazione tra i vari
Paesi e non di competitività tra gli stessi perché non si può competere
con chi non ha le nostre stesse regole e con una moneta di cui non la
proprietà e la gestione per poter compensare questi squilibri Una moneta
che prendiamo in prestito dal sistema bancario che LA CREA DAL NULLA,
in cambio della garanzia dei nostri valori prodotti. Se i valori li
produciamo noi perché lo Stato si fa prestare soldi per farli
circolare?”
Appare fin troppo ovvia la truffa.
“Con il
prelievo fiscale il sistema bancario si riappropria dei soldi prestati
allo Stato, e se aggiungiamo anche che con il Pareggio di Bilancio lo
Stato deve recuperare fiscalmente questi soldi per pagare il debito
Pubblico alle banche, appare ovvio che lo Stato ed i cittadini non
avranno più soldi per far circolare l’economia. I cittadini saranno
costretti a chiedere prestiti per pagare tasse e non per fare
investimenti; così il Debito Pubblico si trasferisce al settore privato.
Come si può crescere e competere se si fanno debiti per pagare altri
debiti? Appare dunque chiaro che in questo sistema monetario, LE TASSE
SONO UN FURTO perché non vanno allo Stato per svolgere le sue funzioni”
ha concluso il dott. Varone.
Il tutto è stato illustrato matematicamente e graficamente dal prof. Cesare Padovani.
varone-1.
I due relatori hanno concluso l’incontro invitando la gente a
comprendere le problematiche facendo “formazione e informazione”. Ed è
proprio questo lo scopo della nostra Scuola con i corsi che saranno
svolti anche via web, telematicamente. Senza la formazione non vi è
consapevolezza ed informazione.
In caso di diffusione su altri siti e blog si invita a citare la fonte
=================
Il fallimento della Moneta Sovrana giapponese. Scritto da Redazione.
abenomics. Riportiamo un articolo scritto su http://phastidio.net/2014/10/06/recessioni-fatte-in-casa-o-della-tafazzinomics/
in quanto è ben documentato con le fonti che dimostrano il fallimento
della politica monetaria giapponese e le sue ripercussioni sulla vita
dei nipponici. I dati riportati nei link confermano ancora una volta le
ragioni della Scuola Auritiana nel diffidare di applicazioni di teorie
economiche che non conoscono il concetto giuridico di moneta, il suo
VALORE CONVENZIONALE, in quanto l’Economia conosce solo il CONCETTO
CREDITIZIO di Moneta, quello dell’emissione in PRESTITO. Anche il
neolinguismo porta a confondere le persone tra concetto di Sovranità
Monetaria dello Stato e “Stato a Moneta Sovrana”. In questa confusione
ci sono caduti anche molti di coloro che si ritengono “auritiani” e che
hanno confuso l’oggetto con il soggetto, colui che beneficia della
“sovranità” con l’oggetto al quale si vuol attribuire questo DIRITTO.
Può mai esistere un oggetto che goda del Diritto di essere Sovrano?
Quindi come può esistere una Moneta Sovrana? Semmai, è il cittadino ad
essere “sovrano” della sua moneta, del suo strumento convenzionale di
misura e scambio dei valori. La moneta non può rappresentare sè stessa.
Sono molti coloro che cadono in questa contraddizione in termini dovuta
al loro analfabetismo funzionale e si fanno abbindolare da falsi profeti
maestri di Programmazione Neuro Linguisticacome i vari seguaci della
MMT/MeMMT oppure di Neo-Post-Keynesiani che sono grandi estimatori
dell’ABEnomics Insomma, anche gli “auritiani” cadono spesso nel tranello
di coloro che parlano di MONETA SOVRANA facendo credere che si tratti
di SOVRANITA’ MONETARIA. Ci scusino tali auritiani se li accusiamo di
analfabetismo funzionale ed auspichiamo che tornino sulla retta via che
ha tracciato Giacinto Auriti. Le prove del fallimento della Moneta
Sovrana sono evidentissime e documentate in questo articolo.
Il
Financial Times segnala che le piccole e medie imprese giapponesi si
troverebbero in condizioni congiunturali piuttosto problematiche, e
questo avrebbe spinto il governo di Shinzo Abe a prendere posizione, con
atti amministrativi e l’abituale moral suasion nei confronti delle
grandi conglomerate, affinché “diano una mano”. Sono gli effetti
collaterali della struttura produttiva di un paese la cui leadership
politica era convinta di aver reinventato la ruota.
In pratica,
accade questo: l’aumento dell’imposta sulle vendite, dal 5% all’8%,
entrato in vigore il primo aprile ad inizio anno fiscale, ha indotto una
corsa agli acquisti (soprattutto di beni durevoli) nel primo trimestre
solare dell’anno, con relativo mini boom che sta ora venendo
puntualmente restituito, con interessi, alla realtà. Dopo un dato di Pil
giapponese del trimestre aprile-giugno fortemente negativo (meno 7,1%
annualizzato), l’andamento della produzione industriale resta debole,
come testimonia anche il calo a sorpresa del dato di agosto.
La
struttura dell’economia giapponese vede una miriade di imprese piccole e
medie che sono fornitrici (e spesso sono banali terzisti) dei grandi
complessi multinazionali. Questo determina una struttura fortemente
duale del mercato del lavoro e dei prodotti. In pratica, l’occupazione
garantita e le strutture retributive con bonus si concentrano nei grandi
gruppi, mentre la flessibilità si scarica sulle piccole e medie
imprese, che hanno occupazione in via di ulteriore precarizzazione ed i
cui dipendenti difficilmente riescono a vedere qualcosa che ecceda la
paga base.
Fatale, date queste premesse, che il potere
contrattuale di questi terzisti verso i grandi gruppi tenda ad essere
piuttosto limitato. Questo, tra le altre cose, si traduce nella
difficoltà a traslare sui committenti i maggiori costi indotti dalla
forte svalutazione dello yen, e di conseguenza in una forte compressione
dei margini. Ecco quindi che il governo di Tokyo è costretto a correre
in soccorso delle piccole e medie imprese che, secondo molti
osservatori, starebbero ormai vivendo in condizioni di recessione
conclamata. E come si fa a soccorrere le pmi, in Giappone? Sinora, in
due modi. Da un lato, le agenzie governative potranno acquistare anche
da imprese che non siano state costituite da almeno dieci anni (norma
invero piuttosto bizzarra); dall’altro, il governo “invita” le
organizzazioni industriali ed i loro associati a consentire ai propri
fornitori di traslare i maggiori costi derivanti dal deprezzamento dello
yen, che da luglio ha ceduto circa il 7% nominale contro dollaro.
In
altri termini, si chiede ai committenti di cedere parte dei propri
margini alle piccole e medie imprese boccheggianti, cioè di rinunciare
al proprio potere di mercato. Idea certamente molto nobile ed
illuminata, nel quadro di “fare sistema” che caratterizza il Giappone,
almeno così ci viene detto da sempre. Solo che in tal modo il problema
si sposta ancora più a valle, a livello di consumatore finale. Che già
di suo è depresso perché al forte aumento dei prezzi al consumo non ha
corrisposto l’aumento delle retribuzioni medie (soprattutto nella parte
tabellare di base) e men che mai delle pensioni, visto che parliamo di
uno dei paesi più anziani del mondo (ricorda qualcuno?). Da qui un
circolo vizioso in cui il deprezzamento dello yen causa deterioramento
del sentiment dei consumatori e progressivamente anche delle imprese.
Eppure
sembrava un’idea così geniale, quella di causare un’inflazione da costi
(via deprezzamento del cambio) che doveva trasformarsi in inflazione da
domanda e vissero tutti felici e contenti. >>
-redazione- info@giacintoauriti.eu
http://www.giacintoauriti.eu/notizie/76-fallimento-dell-abenomics-e-della-moneta-sovrana-nipponica.html
======================
http://www.youtube.com/watch?v=5B4rJUBnr0s&feature=player_embedded
Intervento di Cesare Padovani, docente di Scienze matematiche Fisiche e Naturali dell’Università de L’Aquila.
Una lezione sulla truffa del debito pubblico che è fisicamente inestinguibile.
(Pescara 25 APRILE 2014 “PER” la Liberazione)
http://www.youtube.com/watch?v=5B4rJUBnr0s&feature=player_embedded
Copyright
http://www.giacintoauriti.eu/notizie/63-cesare-padovani-truffa-del-debito-fisicamente-inestinguibile.html
Scritto da domenico lupinetti.
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PorteAperte.it Martedì 28 ottobre 2014.bimba indiana    Sostienici!
5x1000Puoi destinare il 5 x 1000 delle imposte a Porte Aperte: è un
gesto semplice, che non ti costa nulla, ma può fare la differenza per
molti cristiani nel mondo. Le OFFERTE che avete fatto sono DEDUCIBILI
nel vostro 730 o modello unico nei limiti prescritti dalla legge, un
comodo supporto per coloro che ogni anno fanno la dichiarazione dei
redditi, i quali potranno dunque detrarre dalle imposte parte delle
erogazioni fatte a Porte Aperte. Ecco il nostro codice da apporre nella
dichiarazione redditi: 90002330125.    
India: macroscopiche discriminazioni
Sintesi:
il Ministro della Giustizia Sociale in India intende mantenere la forte
discriminazione in atto nei confronti dei cristiani più poveri. I
cristiani risultano dunque “più intoccabili degli intoccabili”.
L’India
non dovrebbe estendere gli aiuti per lavoro ed educazione ai cristiani
più poveri, ha affermato il Ministro della Giustizia Sociale indiano
Thavar Chand Gehlot. L’India si dimena ancora tra le pulsioni radicali
di parte dell’elettorato e la necessità di un ulteriore progresso anche
nel campo dei diritti umani. Le parole del Ministro di Giustizia Sociale
Gehlot al giornale Times of India stroncano le speranze di un
miglioramento della condizione dei cristiani che fanno parte della
classe sociale dei cosiddetti dalit (o intoccabili), i più poveri e
vulnerabili del sistema di caste indiano. La richiesta di estendere ai
cristiani più poveri gli aiuti in termini di accesso al lavoro e
all’educazione che normalmente sono destinati agli indiani indù, sikh e
buddisti, trova il muro di questo ministro, ovviamente non solo in
questa battaglia, ma supportato dall’ala più intransigente del paese.
Vi
è una causa in atto per questa forte discriminazione religiosa contro i
cristiani (e i musulmani) più poveri, che giace nei cassetti della
Corte Suprema Indiana. “La Costituzione indiana afferma chiaramente che i
cittadini non saranno discriminati per la loro religione”, afferma
Sunil Raj Philip, segretario esecutivo della Commissione sui Dalit del
Consiglio Nazionale delle Chiese in India e pastore della Chiesa del Sud
India. “Nessuno può scappare dal sistema di caste indiano convertendosi
a un’altra religione”, continua Sunil Raj.
Si stima che vi siano
milioni di cristiani dalit che tengono nascosta alla società la loro
fede per paura di perdere l’accesso ai benefici statali per lavoro ed
educazione e rimanere senza nulla, reietti e addirittura intoccabili per
il resto della società. La condizione di dalit decreta l’impossibilità
per queste persone di avere o aspirare a un futuro (stiamo parlando dei
due terzi dei cristiani indiani, ossia decine di milioni di credenti).
Sebbene l’India non abbia una religione di stato, di fatto l’induismo
nacque qui e circa l’80% della popolazione lo pratica. I nazionalisti
indù hanno profonda influenza politica e gli attivisti per i diritti
delle minoranze, in testa quelli cristiani (di cui noi ci occupiamo),
non si aspettano miglioramenti nel breve periodo. I cristiani risultano
dunque più intoccabili degli intoccabili.
    Giornate Int.li di Preghiera per la Chiesa perseguitata
Quest’anno il periodo di riferimento per questo evento mondiale è 2-9 novembre 2014.
Ogni
anno Porte Aperte si impegna in questo periodo a mandare i propri
collaboratori ovunque vengano richiesti, portando informazioni,
testimonianze, immagini direttamente dalla Chiesa perseguitata, affinché
sempre più persone possano unirsi in preghiera per sostenere i
cristiani laddove non vi è una reale libertà religiosa. Un evento
speciale si terrà a Catania l’8 novembre 2014 presso il centro congressi
“Le Ciminiere” (per maggiori info su questo evento). Ma moltissime
chiese aderiscono a questo evento promosso dall’Alleanza Evangelica. Noi
abbiamo preparato un pacchetto risorse con soggetti di preghiera,
locandina e video.   
Da donna a donna
Il foglio
informativo è una risorsa essenziale per entrare in contatto con le
sorelle della Chiesa perseguitata. Attraverso di esso potrete conoscere
le loro storie, per entrare in connessione con la parte del corpo di
Cristo che soffre.E’ totalmente gratuito. Diventa ambasciatore!
L’Ambasciatore
della Chiesa perseguitata è una persona che nella propria chiesa funge
da riferimento per quanto concerne la Chiesa perseguitata e Porte
Aperte, una sorta di ponte tra la missione e la chiesa di cui fa parte.
Diventa ambasciatore!
Al servizio dei cristiani perseguitati.
www.porteaperteitalia.org | Porte Aperte Italia – Casella postale 45 – 37063 Isola della Scala (VR)
info@porteaperteitalia.org
===============
[Esplora
il significato del termine: IL RAPPORTO DI HUMAN RIGHTS WATCH Isis, i
sopravvissuti: «Ci volevano tagliare la testa ma eravamo troppi» Human
Rights Watch ricostruisce l’assalto dei jihadisti a una prigione in nord
Iraq dove sono morti in 600. Alcuni salvi facendosi scudo con il corpo
dei compagni morti di Marta Serafini shadow Si sono salvati grazie ai
corpi degli altri uomini. Oppure fingendosi morti. E sono riusciti a
sfuggire a Isis. Humans Rights Watch pubblica un lungo e dettagliato
rapporto (disponibile qui), con la storia dei sopravvissuti alle milizie
jihadiste di Al Baghdadi. Si tratta di alcuni ex prigionieri di un
carcere nel nord Iraq assaltato dallo Stato islamico nel giugno scorso,
quando vennero massacrati 600 detenuti della prigione di Badoush, in
Iraq. Gli sciiti da una parte, i sunniti dall’altra Uno dei
sopravvissuti Uno dei sopravvissuti Incrociando le testimonianze,
racconti e prove, Hrw è riuscita a ricostruire quanto avvenuto nel
deserto tra Iraq e Siria il 10 giugno scorso, quando centinaia di
detenuti, per lo più sciiti, sono stati fatti allineare sul bordo di un
burrone e sono stati uccisi uno dopo l’altro con raffiche di mitra.
Secondo il racconto dei testimoni – di cui non viene diffuso il nome per
motivi di sicurezza – i prigionieri sono stati prima divisi in base
all’appartenenza confessionale: sciiti da una parte, sunniti e cristiani
dall’altra. I detenuti di queste ultime due categorie sono stati
risparmiati dal massacro e molti di loro sono stati liberati ore o
giorni dopo la retata nel carcere di Badoush, a sud-est di Mosul. «A
guidare la selezione c’era un miliziano che sembrava afgano da come
parlava e da come era vestito», racconta a Hrw uno dei sopravvissuti.
«Se trovo uno sciita tra i sunniti, gli taglio la gola con questa
lama!», diceva l’afgano secondo il racconto. «Discutevano se ucciderci
tagliandoci la gola. ] IL RAPPORTO DI HUMAN RIGHTS WATCH. Isis, i
sopravvissuti: «Ci volevano tagliare la testa ma eravamo troppi»
Human
Rights Watch ricostruisce l’assalto dei jihadisti a una prigione in
nord Iraq dove sono morti in 600. Alcuni salvi facendosi scudo con il
corpo dei compagni morti
di Marta Serafini
 =========
Si
sono salvati grazie ai corpi degli altri uomini. Oppure fingendosi
morti. E sono riusciti a sfuggire a Isis. Humans Rights Watch pubblica
un lungo e dettagliato rapporto (disponibile qui), con la storia dei
sopravvissuti alle milizie jihadiste di Al Baghdadi. Si tratta di alcuni
ex prigionieri di un carcere nel nord Iraq assaltato dallo Stato
islamico nel giugno scorso, quando vennero massacrati 600 detenuti della
prigione di Badoush, in Iraq.

Gli sciiti da una parte, i sunniti dall’altra
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Tanzania:
cresce l’intolleranza in alcune aree. 21-10-2014. Tanzania. Gli eventi
internazionali sembrano alimentare l’intolleranza nei confronti dei
cristiani ben oltre ai territori scenario delle guerre e degli attentati
terroristici. Un gruppo di aggressori non identificati ha ucciso un
cristiano e ne ha ferito un altro mentre stavano pregando nella chiesa
delle Assemblee di Dio in Bukoba (Tanzania). I cristiani della città
ricevono minacce da musulmani che vogliono diminuire la presenza
cristiana nell’area. L’estremismo islamico sta penetrando in aree sempre
più ampie in Africa, facendo proseliti negli strati sociali più
disperati. Mentre erutta la violenza nella Nigeria del Nord, riceviamo
notizie preoccupanti da vari paesi prima poco presenti nelle nostre
informative. Il 9 ottobre scorso un gruppo di aggressori non
identificati ha ucciso un cristiano e ne ha ferito un altro mentre
questi stavano pregando nella chiesa delle Assemblee di Dio in Bukoba
(Tanzania, nord-est).
Dioniz Ng’wandu (31 anni), insegnante di
scuola media, si era unito al pastore Faustine Joseph, a un fratello di
nome Temistores (25 anni) e a un altro credente (di cui non conosciamo
il nome), per un turno (dalle 3 alle 6 del mattino) di una veglia di
preghiera organizzata dalla loro comunità. Finito il turno di preghiera,
il pastore Faustine e l’altro credente si sono allontanati dalla
chiesa, mentre Dioniz e Temistores sono rimasti a pregare qualche minuto
in più. Circa 30 minuti dopo, il pastore Faustine è stato informato che
un gruppo di aggressori non identificati avevano fatto irruzione nella
chiesa, uccidendo Dioniz con un oggetto contundente e ferendo gravemente
Temistores, subito ricoverato all’Ospedale Regionale di Kagera. Quando
ha ripreso conoscenza Temistores ha raccontato di ricordarsi solo dei
volti mascherati degli aggressori che gli intimavano di non muoversi.
Nulla è stato rubato o distrutto dalla chiesa.
Il pastore Faustine
ha detto che vari membri di chiesa stanno da tempo ricevendo minacce da
musulmani non locali che ora risiedono a Bukoba, i quali hanno giurato
che faranno di tutto per diminuire il numero di cristiani presenti
nell’area. Bukoba è una città di 100.000 abitanti a predominanza
musulmana situata sulle rive del Lago Vittoria, non molto distante da
Kigoma che è considerata un centro per i musulmani più estremisti.
Dioniz,
vittima di questa crescente intolleranza, lascia una moglie, Faith, e
due bambini, Michael (4 anni) e John (2 anni). Le autorità locali stanno
investigando, ma nella comunità cristiana locale serpeggia la paura.
Gli eventi internazionali di questi mesi legati ai movimenti estremisti
islamici sembrano alimentare con forza l’intolleranza nei confronti dei
cristiani ben oltre ai territori scenario delle guerre e degli attentati
terroristici.
==========================
Nigeria: le
ragazze di Chibok. 14-10-2014 Nigeria (Nord). Ormai 6 mesi fa i Boko
Haram rapivano le ragazze di Chibok. Ricordiamole e preghiamo per loro e
le loro famiglie, consapevoli che purtroppo non sono le uniche!
Oggi
sono esattamente 6 mesi che le ragazze di Chibok sono state rapite dai
Boko Haram. Durante la notte del 14 aprile 2014, infatti, militanti del
movimento terroristico islamico Boko Haram hanno attaccato la scuola
secondaria statale di Chibok, Borno (Nigeria) e sequestrato più di 250
ragazze. Alcune sono scappate, alcune sono morte, ma 230 sono
semplicemente sparite nelle mani di questi estremisti. Porte Aperte non
ha dimenticato queste ragazze e continua a lottare in preghiera per loro
e i loro genitori.
“Ci sono molte ragazze rapite oltre a quelle
della scuola Chibok.. Inizialmente i Boko Haram rapivano le ragazze
perché i combattenti non potevano tornare a casa dalle loro mogli. Le
ragazze raccontano come sono state violentate ogni giorno, settimana
dopo settimana. Alcune non sono sopravvissute alla prova. Le ragazze
fuggite raccontano storie strazianti di stupri e abusi. Sono
traumatizzate e richiedono cure mediche e consulenza. Queste ragazze
sono la testimonianza terribile della verità sui rapimenti “, conferma
il dott. Stephen Davis, un religioso australiano che ha trascorso mesi
in Nigeria cercando di negoziare il rilascio delle ragazze. Tramite i
nostri collaboratori, Porte Aperte vuole stare al fianco di queste
vittime della follia estremista e ai loro familiari.
Ci sono stati
segnalati avvistamenti e il governo continua a rinnovare le promesse di
liberare le ragazze presto, ma appare chiaro che non sia cosa semplice.
A parte il fatto che un tentativo di salvataggio potrebbe essere troppo
rischioso, i negoziati si sono dimostrati altrettanto complessi. Il
gruppo Boko Haram non è compatto, trattare con un loro negoziatore non
necessariamente porta a qualcosa di concreto.
Da anni ormai Porte
Aperte parla dei rapimenti di giovani donne in Nigeria come parte di una
precisa strategia di islamizzazione forzata. Al principio, anni fa, le
storie erano quasi troppo crudeli da comprendere e ogni nostra fibra
desiderava che i rapporti giunti dal campo non fossero veri. Purtroppo
erano e sono veri. Vi chiediamo di pregare per queste ragazze che
rimangono nelle mani dei Boko Haram e per le loro famiglie. https://www.porteaperteitalia.org/persecuzione/notizie/2918723/ottobre2014/3425765/
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Uno dei sopravvissuti Uno dei sopravvissuti
Incrociando
le testimonianze, racconti e prove, Hrw è riuscita a ricostruire quanto
avvenuto nel deserto tra Iraq e Siria il 10 giugno scorso, quando
centinaia di detenuti, per lo più sciiti, sono stati fatti allineare sul
bordo di un burrone e sono stati uccisi uno dopo l’altro con raffiche
di mitra. Secondo il racconto dei testimoni – di cui non viene diffuso
il nome per motivi di sicurezza – i prigionieri sono stati prima divisi
in base all’appartenenza confessionale: sciiti da una parte, sunniti e
cristiani dall’altra. I detenuti di queste ultime due categorie sono
stati risparmiati dal massacro e molti di loro sono stati liberati ore o
giorni dopo la retata nel carcere di Badoush, a sud-est di Mosul. «A
guidare la selezione c’era un miliziano che sembrava afgano da come
parlava e da come era vestito», racconta a Hrw uno dei sopravvissuti.
«Se trovo uno sciita tra i sunniti, gli taglio la gola con questa
lama!», diceva l’afgano secondo il racconto. «Discutevano se ucciderci
tagliandoci la gola. “No, sono troppi e noi non siamo in
tanti…uccidiamoli con le pallottole”», racconta un altro dei
sopravvissuti.
Numeri fino a 750
I testimoni hanno tutti
affermato di aver dovuto pronunciare ad alta voce il numero progressivo
della loro rispettiva posizione nella fila. Alcuni hanno sentito numeri
fino a 750, si legge nel rapporto di Hrw. Poi i jihadisti hanno iniziato
a falciare gli uomini a colpi di raffiche di mitra. I corpi sono caduti
gli uni sugli altri. Alcuni si sono salvati proteggendosi con il corpo
di chi era già caduto. A una seconda ispezione dei miliziani dell’Isis
per vedere se qualcuno fosse sopravvissuto, un uomo è riuscito a
ingannare il suo boia incidendosi con un coltellino trafugato per far
uscire del sangue. Un altro è riuscito a non muovere il corpo nemmeno
quando un jihadista ha avvicinato alla gamba un tizzone ardente. Dopo il
massacro, Isis ha dato fuoco ai corpi. Ma alcuni erano riusciti a
scappare dietro una vicina collina. «Molti sono morti dissanguati mentre
fuggivano. Altri per il caldo e la sete. Io mi sono salvato perché
abbiamo bevuto le nostre urine», racconta un altro testimone riuscito a
scappare come la maggior parte dei sopravvissuti, in nord-Iraq. Qui
molti sono stati nuovamente arrestati dalle autorità curde.
martaserafini
30 ottobre 2014. © RIPRODUZIONE RISERVATA http://www.corriere.it/esteri/14_ottobre_30/isis-sopravvissuti-ci-volevano-tagliare-testa-ma-eravamo-troppi-72cb75b2-6067-11e4-b0a9-d9a5bfba99fb.shtml
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Pakistan: anche i bambini affrontano la persecuzione
07-10-2014Pakistan
La
Bibbia ci dice che tutti coloro che seguono Gesù Cristo saranno
perseguitati, ma è difficile realizzare che anche i bambini possano
essere perseguitati… La storia di Mikal ci mostra questa amara realtà.
Mikal
(nome cambiato per ragioni di sicurezza) è un bambino di sette anni che
vive in Pakistan. Anche se la scuola che frequentava è pubblica, l’80%
del suo tempo era impegnato negli studi islamici e solo il 20% della sua
giornata era occupato da materie come matematica, storia o scienze.
Inoltre anche nei libri di testo di queste materie era promosso l’islam
e, in alcuni casi, si attaccavano i cristiani e le altre minoranze
religiose, affermando che di loro “non ci si può fidare”.
Oltre
che dallo studio del Corano, la vita scolastica di Mikal era
caratterizzata dal bullismo dei suoi compagni di classe, a causa della
sua fede cristiana. Gli altri studenti lo isolavano e non aveva neanche
un amico. Quasi ogni giorno durante la ricreazione, i suoi compagni lo
circondavano e lo chiamavano “infedele” o “impuro”. Gli dicevano anche
che tutti i cristiani sono maiali o scimmie. Così Mikal ha cominciato a
credere che ci fosse qualcosa di sbagliato in lui e nella sua fede ed ha
iniziato ad essere depresso.
Il bullismo si è esteso ai genitori
dei suoi compagni, che hanno iniziato ad infastidire la famiglia di
Mikal. Anche i talebani, numerosi nella sua città, sono venuti a sapere
dell’esistenza di questa famiglia cristiana e hanno iniziato a
minacciarla con il messaggio: “Se non vi convertirete, faremo rapire i
vostri due figli”. Successivamente sono arrivate le minacce di morte per
tutta la famiglia.
Il padre di Mikal è stato sul punto di
reagire: “Volevo comprare una pistola per difendere la mia famiglia, ma
ero combattuto perché Gesù ci dice di porgere l’altra guancia”. L’unica
cosa che poteva fare era chiedere saggezza a Dio.
Il Signore ha
ascoltato il suo grido. I talebani non hanno attaccato la famiglia, ma
il padre di Mikal ha capito che dovevano spostarsi da quella regione.
Hanno preso alcune delle loro cose e se ne sono andati per sempre.
Per
favore, prega per Mikal e per la sua famiglia. Anche se ha solo sette
anni, questo bimbo ha visto la persecuzione più di quanto molti di noi
possano immaginare. Pregate che Dio doni a suo padre la saggezza nel
decidere cosa fare per il futuro.
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Nigeria: anche Boko Haram crea un califfato
Boko
Haram annuncia in un video la creazione di un califfato islamico in
Gwoza in perfetto stile ISIS, il governo nigeriano sembra incapace di
arginare la sua azione. Il gruppo terroristico attacca la..
26-08-2014 Iraq
Iraq: Attenzione! Falsa richiesta di preghiera
Via
sms, whatsapp, Facebook e altri mezzi gira una richiesta di preghiera
per l’Iraq firmata Porte Aperte che in realtà non è stata inviata da
noi.
26-08-2014 Iran
Iran: aggiornamenti sui cristiani in carcere
Ci
giungono dall’Iran molti aggiornamenti sulla situazione dei cristiani
detenuti a causa della fede in Gesù. La Chiesa iraniana ci chiede di
pregare con lei per la situazione di coloro che sono in..
19-08-2014 Iraq
Iraq: una voce dall’interno
Porte
Aperte risponde alla grave emergenza in Iraq in vari modi, grazie al
vostro contributo. La nostra inviata Lydia, ci racconterà cosa accade,
tramite post che pubblicheremo su Facebook. Ricordiamo..
Iraq: La persecuzione non va in vacanza… nemmeno la preghiera!
Porte
Aperte e l’Alleanza Evangelica Italiana stanno organizzando per sabato
23 agosto delle iniziative di preghiera e solidarietà in favore dei
cristiani vittime di persecuzione, a cominciare dai..
12-08-2014 Iraq
Iraq: la preghiera è la reazione della Chiesa
In
risposta al bombardamento di notizie inquietanti che ci giungono ormai
quotidianamente dall’Iraq, la Chiesa, in tutto il mondo, reagisce
stringendosi in preghiera attorno ai cristiani che sono..
05-08-2014
Camerun: i pericoli arrivano dalle zone di confine
Almeno
25 persone sono state uccise, tra cui un Pastore, da una serie di
attacchi nel nord del Camerun alla fine di luglio. Gli attacchi, insieme
ad un alto numero di rapimenti, hanno fatto crescere..
29-07-2014Repubblica Centrafricana
Rep. Centrafricana: non ci avete abbandonati
Il
direttore di Porte Aperte per l’Africa centrale e occidentale è stato a
Bangui, capitale della Repubblica Centrafricana per incoraggiare i
cristiani perseguitati, valutare i loro bisogni e..
22-07-2014Iraq
Iraq: Marchiati, scacciati o obbligati a convertirsi
I
militanti islamici che controllano la città irachena di Mosul hanno
ordinato a tutti i cristiani rimasti di lasciare la città
immediatamente, hanno marchiato le loro case e li hanno minacciati di..
15-07-2014Kenya
Kenya: l’avanzata dell’islam radicale
Diffusione
di un islam radicale, crescita dell’influenza sociale di un islamismo
spregiudicato e le decine di vittime degli attacchi di al-Shabaab
delineano un grave peggioramento della situazione dei..
08-07-2014 Repubblica Centrafricana
Rep. Centrafricana: l’oblio della violenza
Un
bambino al giorno ucciso o mutilato dalla guerra civile in atto.
Rifugiati in fuga. Un paese e una comunità cristiana violentati.
Continua la spirale di violenza tra ex-Seleka e anti-Balaka, mentre..
01-07-2014 Nigeria (Nord)
Nigeria: un paese in fiamme
Escalation
di terrore dei Boko Haram, attacchi multipli a vari villaggi, chiese
colpite di domenica, cristiani trucidati per la strada, oltre che altri
rapimenti sistematici: la Nigeria è in fiamme.
24-06-2014 Sudan
Sudan: arrestata nuovamente Meriam!
Notizia dell’ultima ora! Meriam dopo il rilascio è stata arrestata nuovamente all’aeroporto di Khartoum.
23-06-2014 Sudan
Sudan: Meriam è libera
La
Corte d’appello del Sudan ha ordinato il rilascio di Meriam, grazie
anche alle pressioni internazionali e all’eco mediatica attribuita al
suo caso. Rinunciando alla propria fede e tornando..
17-06-2014 Iraq
Iraq: esodo di famiglie cristiane da Mosul
Parte
dell’Iraq in mano ai terroristi. I cristiani in fuga da Mosul e da
ampie aree a Ninive. L’attacco massiccio degli jihadisti mette in
pericolo l’esistenza della Chiesa in Iraq, oltre che in..
10-06-2014 Nigeria (Nord)
Nigeria: altre ragazze rapite
Altre
20 ragazze rapite. L’avanzata del fondamentalismo islamico in Nigeria
del nord è implacabile. Centinaia di vittime nelle ultime settimane.
Porte Aperte promuove progetti di cura dei traumi


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Autore: uniusrei x brotherhood universal

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