persecuted Christians of Qaraqosh 3 Mar 2021
https://www.youtube.com/watch?v=U7X9HD8Hx5E
InsideOver] [“Islamic State terrorists beheaded the statue of the Virgin Mary and also cut off her hands. She will be brought before the Pope in the great mass in the Erbil stadium. We are restoring it but we want to keep the signs of the crime against a sacred symbol for Christians ”. Malik Kadifa 49 comes from an Armenian family which suffered the Turkish genocide. In 2014 he fled to Erbil the “capital” of Iraqi Kurdistan when the Islamic State brutally occupied Mosul and the Nineveh plain the hearts of Christians in Iraq.
ANSWER
we do not know if for the Marian dogmas BERGOGLiO is more dangerous than ISIS! cristiani perseguitati di Qaraqosh 3 mar 2021
https://www.youtube.com/watch?v=U7X9HD8Hx5E
InsideOver ] [ “I terroristi dello Stato islamico hanno decapitato la statua della Vergine Maria e le hanno pure mozzato le mani. Verrà portata davanti al Papa nella grande messa nello stadio di Erbil. La stiamo restaurando ma vogliamo mantenere i segni del crimine contro un simbolo sacro per i cristiani”. Malik Kadifa 49 anni viene da una famiglia armena che ha subito il genocidio turco. Nel 2014 è scappato ad Erbil “capitale” del Kurdistan iracheno quando lo Stato islamico ha occupato con brutalità Mosul e la piana di Ninive il cuore dei cristiani in Iraq. Reportage di Fausto Biloslavo Seguici suwww.insideover.com
ANSWER
non sappiamo se per i dogmi mariani sia più pericoloso BERGOGLiO di ISIS!
lorenzojhwh Unius REI kingdom
The attack on the Helios Ray leaves Gulf security hanging in the balance
ANSWER
non esiste vera Parola di Dio al mondo al di fuori della Torà ma non c’é nessuno che possa o che sappia essere VERO servo di Dio e questo è un problema di sopravvivenza per il pianeta!



Modernismo e scisma teologico nella Chiesa di Cristo


P. Pio dice “Quanti disgraziati nostri fratelli non corrispondono all’amore di Gesù col buttarsi a braccia aperte nell’infame setta della massoneria!”
Carissimi amici in tante occasioni Benedetto XVI ci ha chiesto di pregare per lui contro la mafia di San Gallo e contro Bergoglio il vicario di Pachamama affinché svolga al meglio la sua Missione e affinché non fugga davanti ai lupi.
È venuto il momento di stargli vicino con tutto il nostro cuore…
Benedetto XVI hai tutto il nostro amore. I lupi potranno ringhiare ma non appena sorge l’ombra del VINCASTRO del Buon Pastore si daranno alla fuga! FORZA BENEDETTO XVI
Modernismo
Un bambino di 8 anni con in mano il catechismo di S.Pio X può far zittire un teologo o un vescovo modernisti!
Il modernismo è un’eresia una teosofia satanica già condannata e che vede l’applicazione delle mode scientiste criminali come teoria della evoluzione e teoria del GENDER lgbt e dei suoi metodi falsi applicati alla teologia e questo ovviamente porta all’ateismo e allo scetticismo freddezza aridità cinismo indurimento e poi… dannazione.
Questa eresia ha conquistato larghi settori del pensiero teologico contemporaneo e si sta insinuando subdolamente nei più alti livelli della gerarchia cattolica,
tanto che il Santo Padre ha espresso pubblicamente un grido di dolore!
Con la scusa del Concilio Vaticano II (pastorale) si vuol mettere a tacere l’autorità di tutti i concili precedenti (dogmatici).
Ma tutti i concili dogmatici sono per natura intrinseca superiori al concilio pastorale che non ha preteso di prendere in riferimento un approfondimento della dottrina e che mai comunque nessun concilio potrebbe più negare!
Nietzsche fobico di odio verso Cristo è divenuto il criterio di discernimento delle scritture per questi teologi e vescovi ormai segnati dal marchio di satana.
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Young Muslims Murder Three Christians
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PERCHé LE LOBBY GENDER E ASSOCIAZIONI DI OMOSESSUALI NON MI è CAPITATO ANCORA DI SENTIRLE SBRAITARE? COSA è QUESTO DOGMA DELLA SHARIAH CHE DEVE ESSERE TUTELATO PERCHé è LA NUOVA FRONTIERIA DEI DIRITTI UMANI ONU? ] [ Erdogan uomini-donne non su stesso piano
Il presidente considera le femministe contrarie alla maternità
Donne turche a una manifestazione pro-Erdogan. 24 novembre 2014 Il presidente turco Recep Tayyip Erdogan ha dichiarato che considerare le donne sullo stesso piano degli uomini è contro natura. Nel corso di un convegno su donne e giustizia Erdogan ha detto che “uomini e donne sono diversi per indole e costituzione fisica” ribadendo che “non si possono mettere sullo stesso piano una donna che allatta il proprio bambino e un uomo”. Poi parlando delle femministe il presidente ha anche dichiarato che sono “contrarie alla maternità”.
MAIDUGURI (NIGERIA) 25 NOV – Due esplosioni a breve distanza l’una dall’altra hanno scosso un popolare e affollato mercato di Maiduguri nel nord-est della Nigeria. In azione in una delle esplosioni una donna kamizake che aveva nascosto l’ordigno sotto l’hijab. Il bilancio che resta provvisorio indica al momento almeno 45 vittime. http://www.ansa.it/sito/notizie/mondo/africa/2014/11/25/nigeria-donna-kamikaze-almeno-45-morti_8255ff4b-c9e3-4a80-96b6-f90e92fa3ada.html
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Abd Allah dell’Arabia Saudita Āl Saʿūd. King Abdullah se ci ammazziamo tra di noi quale è il vantaggio? Come pensi di vincere i satanisti dei poteri occulti ed esoterici da solo senza di me? e perché è stato mandato un potente virus contro Arabia SAUDITA e contro Russia se i sacerdoti dei sacrifici umani CIA KERRY LaVey sull’altare di satana se loro non avevano paura che io vi possa salvare?
questo è soltanto un atto di intimidazione contro di voi a cui tu non devi abboccare! http://www.ansa.it/sito/notizie/topnews/2014/11/25/papa-a-strasburgo-appello-alleuropa_36a33c2a-543e-4382-b5fc-c5394b71ec22.html IL PAPA HA PARLATO DELLA BUROCRAZIA PERCHé LUI DELLE 600 SCOMUNICHE CHE LA CHIESA CATTOLICA HA FATTO CONTRO ROTHSCHILD E LA MASSONERIA? LUI NON PUò PARLARE! ALLORA IO DICO A LUI PERCHé TU PAPA TU VUOI TOGLIERE A ME L’ACCOLITO PER CHIUDERE ANCHE A ME LA MIA BOCCA E PER DIVENTARE ANCHE TU COME I MASSONI COMPLETAMENTE IL COMPLICE DELLA SINAGOGA DI SATANA BANCA MONDIALE ECC.. NWO FMI? questo mondo 60 anni fa non era così cattivo! allora bisogna dire che la Chiesa in questi anni ha lavorato contro se stessa?
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L’ONU è preoccupata della morte di afro-americani negli USA. L’ONU è preoccupata per il gran numero crescente di morte di giovani afroamericani negli scontri con la polizia negli USA ha detto l’Alto Commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani Zeid Ra’ad Al-Hussein. Nella città statunitense di Ferguson continuano i disordini a causa della decisione di giustificare un agente di polizia che ha sparato un diciottenne di colore. Secondo l’ultimo bilancio la polizia ha arrestato più di 80 manifestanti.
http://italian.ruvr.ru/news/2014_11_25/L-ONU-e-preoccupata-della-morte-di-afro-americani-negli-USA-0565/
Negli USA si è inasprito il problema della discriminazione razziale. I problemi della discriminazione razziale negli Stati Uniti continua ad inasprirsi e tali sfide non si può risolvere con la forza ha detto il Commissario per i diritti umani del Ministero degli Esteri russo Konstantin Dolgov. Come esempio ha citato la situazione a Ferguson e in diverse altre città. “La discriminazione razziale è una delle più potenti sfide alla democrazia americana” ha sottolineato Dolgov.
I disordini sono scoppiati a Ferguson dopo la decisione della giuria di non riconoscere colpevole il poliziotto che ha sparato a un ragazzo afro-americano.
http://italian.ruvr.ru/news/2014_11_25/Negli-USA-si-e-inasprito-il-problema-della-discriminazione-razziale-2457/
[AFTER ALL even only from the demographic point of view? è questo è giusto per Vattimo che lui vuole rinunciare subito ai suoi diritti omosessuali per andare dai palestinesi a sparare gli israeliani! ] Isis 2 gay lapidati in Siria Lo denuncia l’Osservatorio nazionale per i diritti umani
BEIRUT 25 NOVembre. Due giovani di 18 e 20 anni sono stati lapidati martedì in Siria dallo Stato islamico (Isis) perché accusati di avere avuto rapporti omosessuali. Ne dà notizia l’ong Osservatorio nazionale per i diritti umani (Ondus). I nomi delle due vittime non sono stati resi noti.
L’Ondus afferma che si tratta delle prime ‘esecuzioni’ motivate dallo Stato islamico con questa accusa. Lo Stato islamico ha già compiuto diverse lapidazioni di donne accusate di adulterio. https://www.youtube.com/channel/UCpV3jx6T3sB3qsDWN2kU0vg/discussion [ the shariah makes imperative a world war! even before that being an imperialist and extermination crime of pure Nazism? the shariah is a demographic crime! According to you if my Archbishop Francesco blackmailing me Saturday morning and says “you choose or the Ministry of Acolyte or the political Internet Ministry” according to you as is the decision I should take?
Abd Allah dell’Arabia Saudita. Āl Saʿūd. King Abdullah & Mahmūd Abbās. [ DOPOTUTTO anche soltanto dal punto di vista demografico? la shariah rende indispensabile una guerra mondiale! prima ancora che essere un crimine imperialistico e sterminio di puro nazismo? la shariah è un crimine demografico! Secondo voi se il mio Arcivescovo Francesco sabato mattina mi ricatta e dice “tu scegli o il Ministero di Accolito o il ministero politico in Internet” secondo voi che decisione io dovrei prendere? Abdullah of Saudi Arabia. Al Saud. King Abdullah & Mahmūd Abbas.
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OK before you speak to Bishop Titus. What is he saying you [answer] no! He didn’t say anything to me! ] Open letter to my Archbishop Francesco ! I have been with don Vito Bitetto at OASIS San Martino in charge of ministries established,… and I was into his list acolytes at the time of appeal.. but at the end of the meeting when I went to greet him I ripped two details 1. that according to him maybe I don’t go to meetings for the last two years.. and objectively this is a falsehood (of the two annual meetings of course I went every year) 2. and that my acolyte at the suspension is not only a bureaucratic made.. then Saturday morning waiting for me in the Curia the Tribunal of the Inquisition to… https://www.youtube.com/channel/UCpV3jx6T3sB3qsDWN2kU0vg/discussion
but mine is only a political experiment the proposal of a King of Israel lorenzoJHWH (the Jewish Messiah). the proposal policy of Mahdì lorenzoAllah. Therefore the proposal of a Governor on the whole world Unius REI because you must create a larger authority of occult and esoteric masonic and satanic powers of the Nwo which does make the CIA about 200,000 human sacrifices on the altar of Satan each year. then of course everything that I said strange and I admit I have said so many things that everyone may seem strange [but that are truly my underwear my subjective personal experience of faith] does not HAVE a THEOLOGICAL or religious VALUE.. and it could not be otherwise if it comes to me a political experiment! That’s why I don’t have a new religious doctrine to invent.. I expect from all the observance of human rights which is why through universal law (everything is love) and through natural law (1. don’t lie; 2. do not do evil) I developed this secular METAPHYSICS which is also a natural spirituality of the value and virtue I call it the cultural revolution of UNIVERSAL BROTHERHOOD indeed our money 270% coast with three scams legalized Spa IMF and that is what makes inevitable the WWIII as he guessed Ezra Paund and as demonstrated the Catholic Saint and Giacinto Auriti scientist and… [[about all that I have lived alongside CIA Satanists youtube 187AudioHostem IhatenewLayout etc..? I believe that there could no to be a normal human being that could hear certain things that I can say without losing your mental balance!!!
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dalle mie parti c’è un proverbio che dice “les francs-maçons sont les chiffres de merde !” MA IO SAPEVO GIà TUTTO QUESTO! Parigi stop nave a Mosca E’ la nave da guerra Mistral,a causa della situazione in Ucraina. Donetsk richiede la convocazione di una riunione del CS dell’ONU 23:07
Nell’est dell’Ucraina potrebbe essere sospeso il traffico ferroviario passeggeri 22:44
USA proteste in 38 Stati 22:24
L’ONU è preoccupata della morte di afro-americani negli USA 22:16
Negli USA si è inasprito il problema della discriminazione razziale 22:08
Russia e Ucraina hanno concordato le forniture del combustibile russo per le centrali nucleari ucraine 22:07
La Serbia vuole accelerare i lavori sul “South Stream” 21:51
La Lettonia non fornirà armi in Ucraina 21:06
Donetsk nei bancomat finiscono i contanti 20:37
Putin ha annunciato la fase finale dei negoziati sulla zona di libero scambio con il Vietnam 20:10
http://www.ansa.it/sito/notizie/mondo/europa/2014/11/25/parigi-sospende-consegna-nave-a-mosca_4988accc-a1b0-4e98-bfb3-ba73e31394f2.html
il cellulare squilla “pronto sono padre Jorge” il Papa al Telefono
http://www.uaar.it/ateismo/controinformazione/pedofilia-ecclesiastica
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Lahore cristiano torturato a morte dalla polizia 25 novembre 2014 Un cristiano di 35 anni Rakha Shahzad è stato rinvenuto morto dopo essere stato torturato mentre era in custodia della polizia di Lahore. Lo riferisce l’agenzia Fides.
L’uomo era in stato di arresto con l’accusa di “vendita di alcolici e droga”. Come riferisce la sua famiglia “Shahzad è morto a causa delle torture della polizia” mentre gli agenti parlano di un “attacco di cuore” durante l’interrogatorio.
Padre Francis Nadeem provinciale dei Cappuccini in Pakistan riferisce all’Agenzia Fides lo sconcerto della comunità cristiana “per l’ennesimo omicidio extragiudiziale”. I familiari del defunto hanno avviato vibranti proteste a Lahore cercando anche di entrare con la forza nella stazione di polizia. Tre agenti sono stati denunciati e una inchiesta è stata avviata. Il cadavere dell’uomo è stato trasferito in ospedale dove si farà un’autopsia per stabilire le cause del decesso. Il fratello di Shahzad dichiara che l’uomo “era stato arrestato senza motivo” e chiede allo stato di occuparsi della sua famiglia.
L’avvocato cristiano Mushtaq Gill commenta a Fides “Il mondo intero è ancora profondamente scioccato e scandalizzato per il linciaggio della coppia cristiana a Kasur ma le violenze continuano. È urgente abrogare le leggi che sono abitualmente utilizzate per perseguitare i cristiani e garantire giustizia e legalità a partire dall’opera e dal comportamento della polizia e dei funzionari pubblici”.
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il crimine legalizzato shariah LEGA ARABA Sahel il dramma degli sfollati Matteo Fraschini Koffi 23 novembre 2014 Donna nel campo di Dadaab in Kenya(Ap) La lotta contro la fame e la denutrizione viene ostacolata dalla “priorità del mercato” e dalla “preminenza del guadagno” che hanno ridotto gli alimenti a una merce qualsiasi soggetta a speculazione anche finanziaria.
Papa Francesco 20 novembre alla Fao A un problema drammatico l’Onu ha trovato una soluzione altrettanto drammatica. Dalla scorsa settimana infatti ad oltre 500mila rifugiati presenti in Kenya è stata ridotta del 50 per cento la quantità di cibo distribuita dal Programma alimentare mondiale (Pam). I finanziamenti raccolti fino ad ora sono risultati purtroppo insufficienti.
«Tagliare le razioni è l’ultima risorsa » ha dichiarato Paul Turnbull vice- direttore del Pam per il Kenya. «Lo facciamo per gestire al meglio le riserve di cibo che abbiamo per le prossime 10 settimane. Intanto continueremo ad appellarci alla comunità internazionale affinché possa sostenerci con 38 milioni di dollari – ha continuato Turnbull – il Pam ha fatto tutto il possibile per evitare questa mancanza di fondi». I campi di rifugiati di Dadaab e Kakuma nel nord-est e nord-ovest del Paese rispettivamente ospitano soprattutto somali e sudsudanesi. Centinaia di migliaia di civili vittime di conflitti e carestie. Ma non solo. Da quando infatti i riflettori del mondo sono stati puntati sulle guerre in Iraq e Siria dove i militanti islamici dell’Is stanno consolidando il loro Califfato l’attenzione per il Sahel e il Corno d’Africa si è radicalmente ridotta. Anche le misure adottate contro l’epidemia di ebola stanno contribuendo a togliere i mezzi necessari prima destinati a Paesi come Mali Ciad e Somalia tre regioni dove il radicalismo islamico si sta espandendo a macchia d’olio. «Abbiamo fatto appello per 1,9 miliardi di dollari da utilizzare nel Sahel durante il 2014 – recita una nota dell’Onu – ma è stato consegnato solo 1,1 miliardi».
Nella regione sono oltre 6,4 milioni i bambini altamente malnutriti. Una delle situazioni peggiori si trova ora nel poverissimo e pericoloso nord della Nigeria. «Abbiamo ricevuto 12,3 milioni di dollari per la Nigeria – ha precisato recentemente Robert Piper coordinatore delle operazioni Onu nel Sahel – appena il 13% della cifra richiesta». Da quando i qaedisti di Boko Haram hanno lanciato la loro ribellione nel nord-est del territorio nigeriano il livello di sicurezza è precipitato. Secondo le ultime stime circa 1,5 milioni di persone sono state costrette a lasciare le proprie abitazioni. E nelle ultime settimane più di 100mila civili sono scappati negli Stati limitrofi di Camerun e Niger. I jihadisti di al-Shabaab in Somalia utilizzano la crisi per reclutare combattenti tra i 920mila sfollati all’interno del territorio somalo e i 720mila rifugiati.
Una simile tattica è usata da vari gruppi di terroristi islamici anche nel nord del Mali. E se la situazione per i profughi maliani è relativamente migliorata ci sono ancora «65mila sfollati e circa 143mila rifugiati in Niger Burkina Faso e Mauritania» sostengono i dati dell’Alto commissariato Onu per i rifugiati (Acnur).
In Sud Sudan dove la guerra civile è ricominciata lo scorso dicembre sono invece almeno 125mila gli sfollati tra 50 e 100mila i morti e oltre 45 mila i rifugiati. Inoltre nella capitale etiope Addis Abeba i negoziati tra governo e ribelli sono da mesi in completo stallo mentre sul terreno gli scontri continuano. Diverse zone sono infatti inaccessibili agli operatori umanitari. «È incredibile che in una delle missioni di pace Onu più grandi al mondo afferma Casie Copeland ricercatrice dell’International crisis group nel Paese – decine di migliaia di persone possono morire e non si è capaci di verificare tali numeri». In un altro conflitto civile scoppiato recentemente a inizio 2013 in Repubblica Centrafricana si registrano 400mila sfollati e oltre 230mila rifugiati. Pure in questo teatro di guerra il ripristino della sicurezza sembra lontano dall’avverarsi.
Dieci anni di combattimenti in Darfur la regione occidentale del Sudan hanno invece contribuito a gran parte degli 1,2 milioni di sfollati e più di 740 rifugiati sudanesi fuggiti in Sud Sudan Etiopia e Ciad. Mentre gravi problemi sussistono anche poco sotto il Sahel nel nord della Repubblica democratica del Congo. È qui che si trovano 1,95milioni di profughi e circa 286mila rifugiati vittime dei massacri di diversi gruppi ribelli in lotta per gli importanti giacimenti minerari solo ieri almeno 50 persone sarebbero morte in un attacco dei ribelli ugandesi dell’Adf a Beni nella regione orientale del Kivu.
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Maiduguri Nigeria kamikaze al mercato oltre 45 morti. 25 novembre 2014 Due kamikaze-donna si sono fatte esplodere quasi simultaneamente in un mercato a Maiduguri capitale dello stato settentrionale nigeriano del Borno. È stato un bagno di sangue fonti sanitarie locali hanno parlato di almeno 45 morti.
Un testimone ha raccontato che una delle due terroriste si era nascosto l’esplosivo sulla schiena camuffandolo sotto le vesti come se fosse un bambino.
Il Borno è uno degli stati del Paese più colpiti dalle violenze del gruppo terroristico islamista Boko Haram. L’attentato è avvenuto intorno alle 11 di mattina ora locale mentre il governatore Kashim Shettima stava tenendo una riunione sulla sicurezza con i responsabili dello Stato e ha costretto venditori e clienti ad abbandonare i negozi e a cercare scampo.
Questo è il secondo attacco mortale lungo Chalarams Road nella zona chiamata Mercato del Lunedì la prima volta nel 2011 alcuni terroristi attaccarono i venditori e fecero oltre 10 morti provenienti soprattutto dalle regioni del sud-est a maggioranza cristiana.
Non accenna dunque a fermarsi l’offensiva terroristica di Boko Haram che insanguina il nordest della Nigeria. Secondo quanto riferisce il giornale locale Daily Trust il gruppo islamista ha preso il controllo anche della città di Damasak. Ribelli armati pesantemente raccontano fonti della sicurezza ed autorità locali si sono impadroniti della città nello stato di Borno dopo un duro scontro con i soldati lunedì al termine del quale hanno innalzato la loro bandiera sul mercato locale. I ribelli hanno precisato alcuni testimoni hanno anche raso al suolo numerosi edifici tra cui case delle autorità locali e la segreteria del governo locale.
Dall’inizio dell’anno Boko Haram ha preso il controllo delle città di Gwoza Bama Gamboru-Ngala Dikwa Mafa e di alcuni villaggi circostanti tutti nello stato di Borno. La scorsa settimana i miliziani hanno ucciso circa 100 persone in attacchi distinti nelle aree ad amministrazione locale di Kukawa e Mafa.
http://www.avvenire.it/Mondo/Pagine/Nigeria-attentato-in-mercato-oltre-45-i-morti-.aspx
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LA IDEOLOGIA IMPERIALISMO gender è UN PENSIERO MASSIMALISTA CHE SCAVALGA IL DIRITTO COSTITUZIONALE DEI GENITORE DI EDUCARE I FIGLI! E CHE COME SEMPRE PIù VOLTE ANDIAMO ASSISTENDO SOFFOCA LA DEMOCRAZIA IMPOSTANDO UN LINCIGGIO MEDIATICO,.. I RESPONSABILI DI QUESTA CRIANOFOBIA? DEVONO ESSERE PUNITI! La decisione
Moncalieri nessuna omofobia Fabrizio Assandri Viviana Daloiso
25 novembre 2014 Non fu un caso di omofobia. Più precisamente «La docente non ha abusato del suo potere né ha fatto proselitismo ma ha svolto soltanto la sua funzione educativa». Così all’istituto Pininfarina di Moncalieri alle porte di Torino è stata “scagionata” la prof di religione accusata di aver offeso uno studente omosessuale. Un’indagine interna – 24 giorni dopo quelle infamanti accuse – ha portato a confermare la versione più volte spiegata dalla stessa prof sulle pagine di Avvenire era tutta una montatura.
A darne notizia ieri sera il preside della scuola Stefano Fava e l’ufficio scolastico regionale in una nota congiunta. Adele Caramico era finita al centro di una bufera quando un suo studente l’aveva accusata di aver detto che «l’omosessualità è una malattia da cui ci si può curare». O secondo altre versioni cavalcate dai media che lui stesso «doveva curarsi in quanto gay».
Ora si scopre che quelle frasi non solo non sono state fraintese ma addirittura non sono state nemmeno pronunciate. E che quella vita buttata sui giornali messa all’indice su Facebook e persino nei negozi e per le strade della città piemontese può tornare alla normalità.
«Difficile difficilissimo – commenta la prof dopo un sacrosanto sfogo di rabbia per aver appreso la notizia dal sito di un giornale e non direttamente dal “suo” preside –. Ora si suppone che tutto torni come prima ma gli sguardi d’odio nei corridoi e perfino al supermercato non potrò mai dimenticarli». Per il resto «c’è la grande gioia per aver camminato nella verità per essermi affidata». Nell’ultimo mese a Moncalieri c’è stata solo quella la sua parola. Mentre nelle aperture dei giornali e dei tg Adele diventava una integralista una fanatica delle controverse teorie riparative dell’omosessualità un mostro di intransigenza e discriminazione.
Per quell’ora di lezione raccontata a suo modo dal ragazzo omosessuale (che l’ha denunciata prima all’Arcigay di Torino e poi ai media) è stata avviata un’indagine interna la prof rischiava delle procedure disciplinari fino anche alla sospensione. Nello stesso tempo era cresciuta la solidarietà – manifestata più volte anche su questo giornale – da parte di docenti e studenti che hanno persino lanciato una raccolta firme in sua difesa. Ora la nota congiunta dice che «la professoressa ha affrontato in modo appropriato il tema dell’omosessualità».
La “sentenza” arriva dopo la ricostruzione dell’accaduto fatta sentendo tutti gli studenti presenti in classe nel momento del confronto «Il clima era assolutamente sereno la docente non ha detto nulla che potesse offendere i ragazzi» spiega Fava preside dell’istituto tecnico che conta all’incirca 1.500 studenti. Nel comunicato si afferma che «la lezione di religione è iniziata regolarmente con la richiesta agli studenti di scrivere delle riflessioni sulla bioetica». Il dialogo «è proseguito con un gruppo di due o tre ragazzi mentre il resto della classe procedeva con lo svolgimento del compito assegnato. Le diverse posizioni emerse durante la conversazione rispecchiano il dibattito corrente nella società italiana circa il tema in discussione» e «dalle testimonianze dei ragazzi si riscontra che il dialogo si è svolto con serenità con toni e termini propri di un ambiente scolastico e della sensibilità degli studenti». Di più ancora la prof «non ha abusato del suo potere né ha fatto proselitismo ma ha svolto la sua funzione educativa». Insomma tanto rumore per nulla.
Non è d’accordo il ragazzo l’accusatore che ha confermato la sua posizione e proprio in questi giorni ha fatto richiesta di non seguire più l’ora di religione. «Io sono solo dispiaciuta per lui – commenta la Caramico – credo che sia stato strumentalizzato. In ogni caso mi comporterò come sempre ho fatto anche in questi giorni di durissime accuse entrerò a testa alta in classe certa che il mio mestiere quello dell’insegnante deve lasciare qualcosa ai ragazzi». Loro i suoi studenti in queste mattine sono stati la sua forza «Mi hanno aspettato fuori dalle aule mi hanno cercato scritto. Senza questi gesti di solidarietà non avrei sopportato questa gogna».
Quanto al tema dell’omosessualità «è delicato e coinvolge tutta la società. La scuola non può restare fuori dal contesto sociale ma deve essere teatro di democrazia nel quale questi temi devono essere affrontati e dibattuti» conclude la nota di ieri. Per questo verrà organizzato un seminario formativo «per affrontare nel modo più adeguato i temi della diversità». Come d’altronde è già stato fatto.
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Le slot e la lotteria della «giusta» distanza
Da 300 a 500 metri da scuole e chiese. Manca la norma. Enti in ordine sparso. VAI AL DOSSIER
Messico silenzio contro la violenza
?Il Movimento dei Focolari chiede ai messicani di pregare un minuto alle 12 di ogni giorno per fermare la sporca guerra dei narcos. La storia di Josè e della sua famiglia.
Presentato un appello al console messicano a Milano
Neonata nel cassonetto indagata la mamma
L’accusa è d’infanticidio. «Pensavo fosse morta» ha detto la donna che si è presentata in ospedale con un’emorragia. Ha altri tre figli e vive in Friuli.
Carlo Casini persone che sappiano dire parole di vita
Ebola allo Spallanzani il medico contagiato
?Rientrato martedì mattina dalla Sierra Leone l’italiano che lavora per Emergency. Il ministro Lorenzin è in buone condizioni.
LA SCHEDA Alcune cose da sapere sul virus
Il Papa ad al-Sisi dialogo unica opzione
Il Pontefice ha ricevuto in udienza il presidente egiziano che ha poi incontrato anche il segretario di Stato cardinale Pietro Parolin. La necessità di affrontare i problemi del Medio Oriente con l’ascolto reciproco e la diplomazia.
Martedì Francesco parla al cuore politico dell’Europa
Usa si dimette il ministro della Difesa
L’annuncio di Obama. Dietro la decisione probabilmente l’esito del voto di midterm e l’urgenza della guerra all’Isis.
Tunisia vota (senza incidenti) il 64%
??Si profila il ballottaggio tra il presidente uscente Marzouki e il più votato Essebsi. L’incognita del partito islamico.
Sahel il dramma degli sfollati
?Milioni a rischio per fame e guerre. L’Onu taglia le razioni nei campi. I jihadisti sfruttano l’indigenza arruolando i disperati.
INTERVISTA Padre Armanino missionario in Niger «Frontiere violente il deserto inghiotte i migranti»
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La libertà di religione diritto umano inalienabile
Ernesto Preziosi deputato Pd* 22 novembre 2014 Si è concluso nei giorni scorsi ad Oslo l’incontro internazionale su «libertà di religione o di credo» cui ho partecipato con la collega Marina Berlinghieri. L’incontro promosso dalla Commissione degli Stati Uniti sulla libertà religiosa internazionale che tra l’altro pubblica un Rapporto annuale sul tema ha visto riuniti parlamentari provenienti da vari Paesi. Un confronto reso ancora più attuale da quanto va accadendo in numerosi Stati. Si pensi al terribile omicidio consumato in Pakistan e alla persecuzione dei cristiani. I modelli tra Stati e confessioni religiose possono essere diversi libertà uguaglianza separazione tra confessioni religiose e Stati secondo il modello della libertà religiosa americana oppure lo schema basato su intese come in Italia o in Germania. Decisiva in ogni caso è una corretta laicità che dovrebbe essere acquisizione di ogni ordinamento costituzionale.
Così non è. Assistiamo a fenomeni che portano a ignorare e a relativizzare il fattore religioso dei popoli o a piegarlo a una funzione strumentale in una sorta di “religione civile”. In altri casi si assiste al risorgere di forme di intolleranza che distruggono la pacifica convivenza.
Per contribuire a contrastare le violenze legate all’appartenenza religiosa è stata firmata significativamente al Centro Nobel per la Pace di Oslo la “Carta per la libertà di religione o di credo” con l’obiettivo di attuare l’articolo 18 della Dichiarazione universale dei diritti umani in cui si afferma che “ogni individuo ha diritto alla libertà di pensiero di coscienza e di religione” e la libertà di manifestare la propria religione “nell’insegnamento nelle pratiche nel culto e nell’osservanza dei riti”.
Non è l’unica iniziativa altre ne esistono e vanno sostenute. Nel documento si ribadisce come questa libertà sia un diritto umano inalienabile e unico che per essere pienamente goduto richiede che vengano rispettati altri diritti come la libertà di espressione riunione educazione e movimento.
I firmatari si impegnano attraverso l’azione parlamentare a promuovere questa libertà per tutte le persone a incrementare la cooperazione globale condividendo le informazioni e favorendo le risposte. Da parte nostra inoltre intendiamo presentare sul tema una risoluzione in Parlamento.
Insieme alla sottoscrizione della Carta dall’incontro in Norvegia sono partite tre lettere al Primo ministro della Repubblica islamica del Pakistan e al Presidente della Repubblica dell’Unione del Myanmar con la richiesta di impegni concreti per il rispetto della libertà religiosa e di credo nei rispettivi Paesi; la prima firmata anche da una parlamentare del Pakistan pur appartenente al partito al governo. L’altra lettera indirizzata al Santo Padre perché – nello spirito di Assisi – si faccia promotore di un incontro tra i governanti e i leader religiosi per promuovere la pace. La prospettiva è quella di lavorare a tutti i livelli per la conoscenza e l’integrazione.
Da parte sua l’Italia può svolgere un ruolo importante nell’ampliare i contatti del gruppo informale agli Stati arabi del sud del Mediterraneo del Mashrek e fino all’Iran.
In questo quadro va intensificata la sensibilizzazione all’interno del Parlamento italiano e nel contesto europeo anche sulla scorta delle normative comunitarie in particolare l’art. 22 della carta di Nizza e l’art. 17 del Trattato sul funzionamento dell’Unione Europea ( Tfue) che declinano la libertà religiosa sia come diritto individuale e come rispetto del pluralismo in questa materia che come diritto collettivo in riferimento alle differenti confessioni religiose.
L’Europa ha un ruolo culturale e politico da spendere con efficacia maggiore quanto più la sua politica estera sarà comune. È necessario che essa recuperi la sua “vocazione” originaria la sua storia le sue radici culturali nel nuovo ruolo che può svolgere sulla scena planetaria. http://www.avvenire.it/Commenti/Pagine/LA-LIBERT-DI-RELIGIONE-DIRITTO-UMANO-INALIENABILE-.aspx
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CRISTIANI PERSEGUITATI La libertà religiosa in molte parti del mondo è a rischio. In questo dossier nella colonna di sinistra le testimonianze delle persecuzioni contro i cristiani e nella colonna di destra un approfondimento sulla situazione in Iraq e in altri Paesi del Medio Oriente dove il sedicente “Califfato” islamico marchia con una N come Nazareni le case dei cristiani costretti a fuggire in massa. IL marchio della vergogna sulle case dei cristiani a Mosul N come Nazareno cioè appunto cristiano. Un marchio della vergogna non per chi lo subisce ma per gli jihadisti che lo impongono.
La lettera N da marchio d’infamia simbolo di una battaglia di libertà religiosa LEGGI
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Il marchio della vergogna
L’emorragia in Iraq erano 600mila nel 1990
Poi con il lungo conflitto sono rimasti in 250mila
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Cristiani i più perseguitati nel mondo 4 novembre 2014. Il rispetto della libertà religiosa nel mondo continua a diminuire e i cristiani si confermano ancora una volta il gruppo religioso maggiormente perseguitato. È quanto emerge dalla XII edizione del Rapporto sulla Libertà Religiosa nel Mondo della Fondazione pontificia Aiuto alla Chiesa che Soffre che è stato presentato oggi a Roma. Il rapporto fotografa il grado di rispetto della libertà religiosa in 196 Paesi analizzando le violazioni subite dai fedeli di ogni credo e non solo dai cristiani. Nel periodo compreso tra l’ottobre 2012 e il giugno 2014 dei 196 Paesi analizzati in ben 116 si registra un preoccupante disprezzo per la libertà religiosa ovvero quasi il 60%. Nella “mappa” geografica disegnata dall’Acs sono 20 i Paesi identificati come luoghi di “elevato” grado di violazione della libertà religiosa dove cioè la libertà religiosa non esiste. In 14 di questi Paesi la persecuzione è a sfondo religioso ed è legata all’estremismo islamico. Sono Afghanistan Arabia Saudita Egitto Iran Iraq Libia Maldive Nigeria Pakistan Repubblica Centrafricana Siria Somalia Sudan e Yemen. Negli altri 6 Paesi la persecuzione religiosa è perpetrata da regimi autoritari ovvero in Azerbaigian Myanmar Cina Corea del Nord Eritrea e Uzbekistan. Dal Rapporto emerge anche che nella lista degli Stati in cui si registrano gravi violazioni della libertà religiosa i Paesi musulmani rappresentano la maggioranza.
Quest’anno il Rapporto contiene una graduatoria che suddivide i Paesi in quattro categorie in base al grado di violazione della libertà religiosa elevato medio preoccupante lieve. L’Asia si conferma il continente dove la libertà religiosa è maggiormente violata. Nei Paesi in cui vi è una religione di maggioranza si riscontra un incremento del fondamentalismo non soltanto islamico ma anche indù e buddista. In Africa la tendenza più preoccupante degli ultimi due anni è senza dubbio la crescita del fondamentalismo islamico – sotto l’impulso di gruppi come Al Qaeda nel Maghreb islamico Boko Haram e al Shabaab – e si riscontra un aumento di casi di intolleranza religiosa in Egitto Libia e Sudan. Non mancano tuttavia esempi di dialogo e cooperazione religiosa in Camerun Nigeria Centrafrica Uganda Zambia Sudafrica e Kenya. In America Latina gli ostacoli alla libertà religiosa sono quasi sempre causati dalle politiche di regimi apertamente laicisti o atei come quelli di Venezuela ed Ecuador che limitano la libertà di tutti i gruppi religiosi senza alcuna distinzione di credo.
La libertà religiosa è in declino anche in Europa del Nord e Paesi come Danimarca Francia Paesi Bassi Regno Unito Svezia e Norvegia compaiono nella lista dove “il grado di violazione della libertà religiosa” è “preoccupante” e in “peggioramento”. Ad attestarlo è il Rapporto sulla Libertà Religiosa nel Mondo della Fondazione pontificia Aiuto alla Chiesa che Soffre che è stato presentato oggi a Roma. Nei Paesi occidentali – si legge – le tensioni religiose sono in aumento a causa di fenomeni recenti come “l’ateismo aggressivo” e il “laicismo liberale”. Alcune tendenze destano preoccupazione soprattutto quelle relative a temi quali le scuole religiose il matrimonio omosessuale e l’eutanasia. “Benché l’opinione pubblica ritenga che i credenti debbano essere liberi di praticare la propria fede in privato – scrive l’Acs – vi è un decisamente minore consenso in merito alla libertà di manifestare la fede all’interno dello spazio Pubblico”. Ciò significa che “i diritti di alcuni gruppi vengono sempre più schiacciati dai diritti di altri gruppi” e “ogni qualvolta i diritti all’eguaglianza di genere o degli omosessuali contrastano con i diritti di coscienza dei credenti solitamente i primi prevalgono”. Il Rapporto porta l’esempio del Regno Unito dove le agenzie di adozione cattoliche che si rifiutano di affidare bambini a coppie omosessuali sono state costrette a modificare le loro norme o a chiudere. A peggiorare la situazione concorre anche l’analfabetismo religioso dei politici occidentali e nei media internazionali.
Il Medio Oriente tra l’affermazione dello Stato islamico e il crescente fenomeno delle migrazioni di massa è uno degli aspetti che emerge dal Rapporto sulla Libertà Religiosa nel Mondo della Fondazione pontificia Aiuto alla Chiesa che Soffre che è stato presentato oggi a Roma. Il Rapporto prende in esame l’affermazione dello Stato islamico (ex-Stato Islamico dell’Iraq e del Levante) risalendo al luglio 2014 quando i jihadisti hanno cacciato tutti i gruppi religiosi musulmani non sunniti compresi dalla città di Mosul centro dell’Iraq settentrionale che avevano occupato il mese precedente. “Ai cristiani – si legge nel Rapporto – è stato chiesto di scegliere tra la conversione all’islam e l’esilio”. “E così quasi nessuno dei circa 30mila cristiani presenti in città è rimasto e – per la prima volta in 1.600 anni – a Mosul non è stata celebrata la Messa domenicale”. Simili forme di estremismo e persecuzione contribuiscono in modo significativo al crescente fenomeno delle migrazioni di massa. Le minoranze religiose mediorientali vanno riducendosi già da molti anni. Ad esempio il numero di cristiani in Siria è passato da 1,75 milioni dei primi mesi del 2011 agli appena 1,2 milioni nell’estate del 2014 con un calo di oltre il 30% in tre anni. In Iraq la diminuzione è stata ancora più evidente. La creazione di Stati teocratici o mono-confessionali ha un profondo impatto sulle democrazie occidentali in quanto i profughi appartenenti a vari gruppi religiosi cercano asilo in Occidente. Il Rapporto guarda infine con preoccupazione alla diffusione dei social network attraverso i quali fondamentalismo e odio religioso “oltrepassano con facilità i confini geografici”.
http://www.avvenire.it/Dossier/Cristianofobia/CronacheeStorie/Pagine/rapporto-acs-liberta-religiosa-i-cristiani-i-piu-perseguitati.aspx
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Cristiani perseguitati. Cristiani arsi vivi Tauran non restare passivi. 6 novembre 2014 Cristiani arsi vivi il premier faremo giustizia L’uccisione dei due cristiani in Pakistan arsi vivi perché accusati di blasfemia è una “barbarie” e non si può rimanere “passivi”. Lo dice il cardinale Jean-Louis Tauran presidente del Pontificio Consiglio per il Dialogo Interreligioso ai microfoni di Radio Vaticana.
“Sono scioccato si rimane senza parole di fronte ad un atto di tale barbarie. Quello che è ancora più grave – dice Tauran – è che è stata invocata la religione in modo specifico. Ora una religione non può giustificare crimini di questo genere. Esiste questa legge sulla blasfemia che rappresenta un problema la comunità internazionale non dovrebbe intervenire?”.
Alla domanda se sia necessario un intervento specifico dell’Onu Tauran replica “Io chiedo si può rimanere così passivi di fronte a crimini dichiarati legittimi dalla religione?” Il cardinale ricorda che in Pakistan “dall’anno in cui è stata introdotta la Legge sulla blasfemia ci sono state circa 60 esecuzioni. E questa cosa non tocca soltanto i cristiani sono colpite anche altre minoranze come avvocati oppositori al regime che sono stati uccisi in maniera barbara. Ci si trova quindi di fronte ad un grande problema”.
Sulla possibile connivenza della politica e delle forze dell’ordine il cardinale rileva “È certo che ci sia incontestabilmente una connivenza. A quale livello questo non lo so. In ogni caso sono dell’opinione che si debba denunciare pubblicamente questo tipo di atteggiamento soprattutto perché i nostri cristiani percepiscano la solidarietà della Chiesa che è la loro famiglia”. “Spero” conclude Tauran che ci sia una reazione da parte dei leader musulmani.
http://www.avvenire.it/Dossier/Cristianofobia/CronacheeStorie/Pagine/pakistan-tauran-non-restare-passivi.aspx
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Strategia Lgbt l’Age ribadisce diritto di educare Paolo Ferrario 21 maggio 2014 Informarsi mobilitarsi sensibilizzare. In prima linea per contrastare la diffusione nelle scuole della “cultura del gender” l’Associazione italiana genitori (Age) ha voluto dedicare alla questione un corposo dossier che sarà pubblicato sul numero in uscita di Agestampa il bimestrale inviato a tutti i soci. «Vogliamo dare alle famiglie un’informazione a 360 gradi su una problematica che ci sta molto a cuore e che tocca da vicino il diritto-dovere dei genitori di essere i primi educatori dei propri figli» commenta il presidente dell’Age Fabrizio Azzolini presentando l’iniziativa di informazione.
Nei mesi scorsi come forma di protesta contro il dilagare nelle scuole di iniziative pro-gender l’Age ha proposto il “ritiro” dei figli per un giorno al mese. Non un giorno di vacanza extra ma un «gesto forte» per ribadire il diritto di educare troppo spesso calpestato.
In sedici pagine il dossier ripercorre gli ultimi mesi di accese polemiche (nelle scuole ma anche nelle aule parlamentari) avviate sul finire dello scorso anno quando cominciarono a circolare prima su Internet e poi nelle classi gli ormai “famosi” opuscoli dell’Istituto A.T. Beck “Educare alla diversità a scuola” commissionati (e pagati con 24.200 euro) dall’Unar l’Ufficio anti-discriminazioni razziali della Presidenza del Consiglio dei ministri. Da qui e dalla pretesa di «instillare» (così è scritto negli opuscoli) l’ideologia del gender nelle menti degli studenti prende le mosse lo speciale di Agestampa significativamente intitolato “Libertà di rieducazione”. Un preoccupato gioco di parole per rappresentare la distanza tra la Costituzione e la Strategia Lgbt (lesbiche gay bisessuali e transessuali) messa in campo dall’Unar e che per l’Age è «fuorilegge».
«L’articolo 30 della Costituzione – ricorda il presidente Azzolini – afferma il dovere e diritto dei genitori a mantenere istruire ed educare i figli. Noi partiamo da qui per dire che con la Strategia e le azioni che ne sono seguite questo diritto è stato calpe-
stato e che dietro il giusto obiettivo di contrastare ogni forma di discriminazione nelle scuole si è fatto entrare nelle classi ciò che con questa finalità non c’entra nulla». Nello speciale l’Age denuncia anche il fatto che «la strategia Lgbt si sta imponendo in Italia e in Europa in un modo sempre più subdolo mascherandosi dietro la difesa e la tutela di una minoranza per rieducare i cittadini all’ideologia del gender a scuola sui mass media nelle scelte di amministrazioni nazionali e locali italiane ed europee muovendo ingenti risorse pubbliche». E tutto questo ricorda l’Associazione dei genitori «ignorando i risultati delle ricerche scientifiche la riflessione filosofica i dati sociologici le opinioni diverse presenti anche tra le persone omosessuali». Tutti omologati insomma dietro il “pensiero unico” propagandato dalle potenti e rumorose lobby Lgbt che sono riuscite persino denunciano i genitori dell’Age a «scavalcare il diritto nazionale e internazionale».
Un accerchiamento (delle famiglie delle scuole degli studenti e degli insegnanti) che «arriva a creare un nuovo linguaggio e a vietare quello che non si uniforma al nuovo vocabolario. Con attacchi diretti anche alla libertà di religione tacendo strumentalmente lo stile evangelico dell’accoglienza di molte diocesi movimenti gruppi parrocchie». A questo punto si legge in una nota dell’associazione «restare indifferenti non è possibile». È necessario invece «informarsi per capire che è in corso una rivoluzione antropologia dove la posta in gioco è la negazione dell’umanità da parte dell’uomo».
http://www.avvenire.it/Dossier/La%20questione%20gender/La%20cronaca/Pagine/Strategia%20Lgbt%20lAge%20ribadisce%20diritto%20di%20educare.aspx
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Zecchi «Vigilare sui figli Il gender è la nuova dittatura»
Lucia Bellaspiga 28 marzo 2014 Si dice «d’accordissimo» che l’educazione comprenda anche il tema dell’omosessualità e che nessuna discriminazione sia accettabile soprattutto a scuola «ma il trasformare questa convinzione in una battaglia politica è mistificatorio è violento nei confronti dei bambini. Occorre reagire là dove è possibile bisogna creare argini di confronto pacifico». Tra i genitori sconcertati dalle linee guida dell’Unar (i tre ormai famigerati volumi dedicati alle scuole elementari medie e superiori poi ritirati dal web) e dall’ideologia del gender imposta come indottrinamento fin dalla tenera età c’è Stefano Zecchi ordinario di Filosofia alla Statale di Milano e scrittore ma anche padre di un bimbo di 10 anni. Fiabe gay alle materne problemini di aritmetica con personaggi omosessuali alle elementari narrativa e film transgender alle superiori la parole padre e madre cancellate dai moduli… Come si arriva a questo? A chi giova? Ci sono due livelli di ragionamento. Il primo è culturale filosofico il secondo più pedagogico. Oggi in politica c’è una forte difficoltà a dare un senso culturale alle proprie differenziazioni così il laicismo proprio della sinistra ha trasportato il suo armamentario ideologico nel tema dell’abolizione dei generi. Dire che i generi non sono più maschio e femmina ma addirittura 56 tipi diversi diventa la battaglia per un’identità politica. Come prima credevano sinceramente che il comunismo salvasse il genere umano e si riconoscevano nella moralità ineccepibile così oggi sostengono che il gender salva dall’abbrutimento. Ma così la politica diventa biologismo selezione della specie darwinismo deteriore. Basta leggere i loro testi.
E sul piano pedagogico? La scuola è particolarmente nel mirino di queste folli ideologie.
È giusto che l’educazione comprenda anche l’omosessualità e soprattutto il rispetto delle differenze ma senza portare il tema sotto le bandiere mistificatorie che vedo oggi. Una cosa è il dato biologico altro è la sovrastruttura culturale un giorno arriveremo a difendere il pedofilo in fondo è un uomo che persegue una sua preferenza sessuale e addirittura l’incesto…
La libertà di educazione per i propri figli è un principio costituzionale. Eppure oggi è minato da una “educazione di Stato” che gli ideologi del gender vorrebbero imporre.
È chiaro che più si sa e meglio è è persino banale dirlo ma chi deve sapere? I docenti. Devono essere formati bene per prevenire ogni forma di bullismo che crea vere tragedie personali e fare mediazione tra le sensibilità della classe. Ma lasciate in pace i bambini su di loro si sta esercitando un’ideologia violenta che non dovrebbe nemmeno lambirli. D’altra parte è tipico dei regimi che come prima cosa si appropriano delle scuole questo sta diventando un regime e infatti tutti hanno paura di reagire anche solo dire che il padre è un uomo e la madre una donna è diventato un atto di “coraggio”. Siamo al grottesco.
Eppure alcune scuole si adeguano subito via le fiabe perché il principe ama la principessa via anche la festa del papà (chissà perché della mamma no)…
È il frutto di una demolizione della figura del padre che arriva da lontano dagli anni ’70 quando si è cominciato a distruggere la famiglia dal “capo”. Sfasciata la famiglia è chiaro che dopo puoi sfasciare anche i due diversi ruoli di padre e madre e che oggi sia a pezzi lo dice la facilità con cui si sciolgono i matrimoni quando si accetta una visione così “allegra” di famiglia aperta senza legami tutto diventa possibile. Annientare la madre è più difficile perché è la figura biologica anche se affitti un utero è ancora femminile finché almeno la tecnologia non riuscirà in cose mostruose e allora saremo di nuovo al nazismo. Ma io non credo si arriverà a tanto.
Lei è ottimista? La storia insegna che nei regimi si cade senza avvedersene.
Ormai la nostra società ha consolidato un forte individualismo la teoria del gender non diventerà un fenomeno di massa lascerà il tempo che trova io non sono terrorizzato sono disgustato che è diverso. Tuttavia bisogna avere delle attenzioni attrezzarsi perché i nostri figli possano crescere in una dimensione – religiosa o laica che sia – di libertà. Mia madre era maestra e per una vita ha insegnato nella scuola statale io ho studiato e insegnato sempre nello Stato lo stesso fa mia moglie… ma mio figlio studia in una scuola paritaria lì ho la garanzia che cresca libero dall’arroganza degli “inappuntabili moralmente”. Lo ripeto non voglio crociate dobbiamo creare argini di confronto pacifico e informare i docenti ma non fare violenza sui piccoli. Chi ha autorità morale – oltre alla Chiesa anche la politica – si faccia sentire la buona sinistra parli dica la sua ne abbiamo bisogno. http://www.avvenire.it/Dossier/La%20questione%20gender/I%20commenti/Pagine/zecchi-vigilare-sui-gender-e-la-nuova-dittatura.aspx
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Giannini basta gender
a scuola Paolo Ferrario 5 giugno 2014 Mai più casi come quello del Liceo classico “Giulio Cesare” di Roma (dove ai ginnasiali di 15 anni è stato fatto leggere un romanzo i cui contenuti sono stati giudicati «inopportuni» e «sconvenienti» dalla Presidenza del Senato che ha impedito fossero inseriti stralci del testo in un’interrogazione) o come quello del Liceo ginnasio “Muratori” di Modena dove è stata organizzata una conferenza del transessuale Luxuria senza prevedere il contraddittorio e soprattutto senza avvertire i genitori degli studenti che infatti hanno molto protestato.
Proprio per evitare il ripetersi di situazioni simili conseguenza dell’applicazione nelle scuole della “Strategia nazionale per la prevenzione e il contrasto delle discriminazioni basate sull’orientamento sessuale e sull’identità di genere” predisposta dall’Unar (Ufficio nazionale anti-discriminazioni razziali) in collaborazione con 29 associazioni Lgbt (lesbiche gay bisessuali e transessuali) entro settembre il Ministero dell’Istruzione emanerà delle nuove Linee guida (che aggiorneranno quelle a suo tempo predisposte dal ministro Fioroni) a cui le istituzioni scolastiche dovranno attenersi nella programmazione di iniziative per il contrasto del bullismo e del cyberbullismo.
L’annuncio è stato dato dal ministro dell’Istruzione Stefania Giannini rispondendo ieri pomeriggio alla Camera a un question time del deputato di Fratelli d’Italia Fabio Rampelli.
Confermando la «totale estraneità» del Miur alla redazione e diffusione nelle scuole degli opuscoli dell’Unar “Educare alla diversità a scuola” commissionati all’Istituto A.T. Beck (l’intera Strategia è costata 300mila euro) Giannini ha ribadito che «il Ministero proseguirà i progetti contro ogni forma di discriminazione nelle scuole» sottolineando che nella predisposizione delle iniziative sarà prioritario il coinvolgimento delle associazioni dei genitori. Anche i contenuti delle nuove Linee guida in vigore da settembre saranno stabiliti attraverso il confronto diretto e costante con i genitori. Che invece erano stati completamente esclusi dalla Strategia dell’Unar.
«Il tavolo naturale del confronto dovrebbe essere quello del Fonags» dice Roberto Gontero presidente dell’Agesc (Associazione genitori scuole cattoliche) e coordinatore del Forum delle associazioni dei genitori della scuola.
«Proprio nell’incontro che abbiamo avuto a maggio – ricorda Gontero – avevamo chiesto al Ministro di riscrivere le Linee guida perché riteniamo irrealistico che entrino nelle classi dei nostri figli contenuti che non hanno ricevuto il preventivo consenso dei genitori. Il Ministro ha recepito queste nostre preoccupazioni e di questo siamo certamente soddisfatti».
Un plauso all’iniziativa di Giannini arriva anche dal presidente dell’Age (Associazione genitori) Fabrizio Azzolini che chiede l’introduzione di specifici «protocolli per l’affettività» studiati attraverso «l’ascolto diretto delle famiglie». Per protestare contro la diffusione nelle scuole di iniziative tese a propagandare l’ideologia del gender l’Associazione aveva lanciato ai genitori la proposta di una Giornata di ritiro dei figli dalla scuola. Un giorno al mese per ribadire che «i genitori sono i primi educatori dei figli».
«Quella del Ministro – conclude Azzolini – mi sembra una proposta di buon senso che fa definitivamente cadere tutte le azioni di chi senza nemmeno coinvolgere i genitori voleva contrabbandare nelle scuole ciò che nulla aveva a che fare con il doveroso contrasto a ogni forma di discriminazione». http://www.avvenire.it/Dossier/La%20questione%20gender/La%20cronaca/Pagine/basta-gender-a-scuola.aspx
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Le notizie del 26 Settembre 2014 – Cinquantamila giorni
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26/set/2014 – Ma io che ne so di metodi naturali io sono artificiale sono culturale sono… Corriere della Sera venerdì 26 settembre 2014… Mio padre aveva la stessa passione…. della consolazione delle vittime e della prevenzione di altri abusi…. Venne accusato di abusi sessuali nel 2002 quando si trovava negli…
Stavolta è qualcosa di più di un attacco ai «privilegi
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26/set/2014 – Corriere della Sera venerdì 26 settembre 2014… L’aveva teorizzato in tema di reati sessuali già Benedetto XVI; e adesso lo… delle file del clero; e come un impegno verso le vittime di abusi sessuali…. di Jorge Mario Bergoglio passando per la fase di Benedetto XVI sono….. Quand’è pronto da mangiare.
Mancanti cellulare
26 Settembre 2014 – Cinquantamila giorni – Corriere della…
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26/set/2014 – Ma io che ne so di metodi naturali io sono artificiale sono culturale sono… Dagli articoli di oggi sul caso del sindaco di Napoli condannato per abuso d’ufficio nel caso… Nel suo paesino faceva tutto dai parti al pronto soccorso e la gente lo… Il fatidico “sì” arriverà lunedì in tarda mattinata quando George…
I clienti chiamavano le baby squillo con i telefoni delle…
roma.corriere.it › roma
14/nov/2013 – Ci sono anche sigle prestigiose quelle di multinazionali…. quei tabulati per identificare chi ha contattato i telefoni cellulari delle due ragazzine e… per aver ricattato una baby squillo con il video del loro rapporto sessuale è già… Vittima di abusi del padre quando era ragazza l’ex barista potrebbe vedersi…
CHIESA E PEDOFILIA – fisica/mente
www.fisicamente.net/SCI_FED/index-1380.htm
Consideriamo nostro dovere suggerire alle vittime di abusi sessuali o ai loro genitori o…. Ci sono le lettere terrificanti contro un certo padre Morissette che attirava le vittime in…… martedì 13 luglio 2004 tratto da il Corriere della Sera……. In nome della separazione tra Chiesa e Stato si dice pronto a chiedere la messa in…
pronto? parla un funzionario dell’onu. cerco una… – Dagospia
www.dagospia.com/…/pronto-parla-funzionario-dell-onu-cerco-baby-sq...
14/nov/2013 – CI SONO L’INTEGERRIMO DIPENDENTE DI UN ASILO NIDO E UN AVVOCATO,… BABY SQUILLO BS F SCO F HE kYd x Corriere Web Roma… tabulati per identificare chi ha contattato i telefoni cellulari delle due ragazzine e… Vittima di abusi del padre quando era ragazza l’ex barista potrebbe vedersi…
Centro documentazione veri abusi
veriabusi.blogspot.com/
09/mar/2010 – Pedofilia/ Germania 24 casi di abusi in scuola d’elite in Assia… tedesco dell’Assia sono venuti alla luce 24 casi di abusi sessuali su… “Il telefono non smette di squillare” ha aggiunto…. Secondo la Frankfurter Rundschau tra le vittime di abusi ci sono anche delle…. Corriere della Sera 14/01/2010 12:33.
La norma
enricobronzo.blog.ilsole24ore.com/
4 giorni fa – Voglio bene agli amici di Corriere/Gazzetta e Repubblica che organizzano tante cose belle…. Testimoni del dramma sono riusciti ad aiutare il padre e a tirarlo fuori… Il della vittima si è costituito parte civile rappresentato dal legale…… massa potessero aver fatto subire ai principini abusi di tipo sessuale.
www.alateus.it – FEDE LIBIDINE E PEDOFILIA
www.alateus.it/FedeFoia.htm
Dal 2000 alla fine del 2005 poco piu’ di 40 sono finiti in manette per… L’accusa e’ pesantissima abusi sessuali commessi su otto bambini tra i 4 e i 5 anni…. del cadavere nudo giovedi sera ha subito indicato nel movente sessuale le cause…. d’indagine all’inizio oltre un anno fa il prete telefonava sul cellulare della sua…
Il “libro” nuovo dell’IMPERATORE «Potete contraddirmi…
www.lavocedifiore.org/SPIP/article.php3?id_article=1397
Passa a Il “libro” nuovo dell’IMPERATORE «Potete contraddirmi… – Ben oltre sono le attese… All’origine vi è il Padre di… come vittima di sacrificio…. dal «Corriere della Sera»…… Nel mirino di padre George c’è la….. di autonomia è pronto a…. per abusi sessuali su una ragazzina di 10 anni.
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FISICA/MENTE
LA MULTINAZIONALE PEDOFILA
Di seguito riporto vari episodi relativi ai soli due ultimi anni che vedono coinvolti preti e gerarchie pedofile o omertose. Le notizie provengono tutte dal meritorio lavoro di un sito di credenti stimabilissimi e coraggiosissimi http://www.ildialogo.org/Ratzinger/pedofiliachiese.htm#.
Non ci vuole troppo a capire la gravità delle cose che qui risultano (e si tratta solo di quelle poche di cui si viene a conoscenza a volte anche per il pudore delle piccole vittime e/o delle famiglie). La vicenda è vergognosamente estesa ai Paesi dove allignano le gerarchie di Roma. Da parte delle massime autorità non si fa nulla anzi si copre il tutto.
Questa gente è quella che vorrebbe spiegarci la morale e l’etica. E’ quella che sputa veleno contro PACS ed ogni altra organizzazione della vita civile.
Speriamo che qualcuno capisca con quali perversioni si ha a che fare.
Avverto che altre notizie precedenti a queste si possono trovare sempre in Fisicamente nell’articolo Lasciate che i pargoli vengano a me.
Il mea culpa dei vescovi sudafricani
Tratto da Nigriziadi Cardinale Wilfrid Napier [*]
La chiesa cattolica conferma le ripetute accuse di abusi sessuali compiuti da preti suore e personale ecclesiale nel paese africano. Il Cardinale Wilfrid Napier presidente della Conferenza dei Vescovi Cattolici Sudafricani in un documento pubblicato il 29 giugno dal Sunday Times – il settimanale più diffuso in Sudafrica – assicura l’impegno della chiesa a collaborare con la giustizia.
I recenti rapporti di abusi sessuali da parte di preti cattolici hanno provocato un diffuso dibattito causando parecchio disturbo e confusione per molte persone.
Pertanto accogliamo con piacere l’opportunità offertaci dal Sunday Times di puntualizzare ai suoi lettori e ai fedeli il punto di vista e la politica della Chiesa Cattolica riguardo all’abuso sessuale perpetrato da preti suore fratelli e da collaboratori ecclesiali (insegnanti catechisti ecc).
Innanzitutto vogliamo affermare in termini inequivocabili che l’abuso sessuale commesso da chiunque ma specialmente da personale ecclesiale va condannato come un male morale e dev’essere trattato come un crimine aberrante.
Ammettiamo che atti di degenerazione sessuale sono stati commessi da preti uomini e donne consacrati e collaboratori ecclesiali. Consapevoli dell’enorme danno che un tale comportamento causa agli innocenti in particolare a ragazzi e ragazze affettuosi e fiduciosi noi Chiesa Cattolica del Sudafrica ci scusiamo sinceramente con le vittime le loro famiglie le loro parrocchie e le loro comunità.
Accettiamo il nostro obbligo morale di fare qualsiasi cosa in nostro potere per continuare a sostenere le vittime e i sopravvissuti con la necessaria terapia psicologica e il necessario supporto spirituale. Intendiamo garantire che le persone responsabili di gravi abusi sessuali in particolare nel caso di abusi su bambini non abbiano mai più la possibilità di esercitare un ministero ecclesiale che dia loro accesso a potenziali vittime.
Consideriamo nostro dovere suggerire alle vittime di abusi sessuali o ai loro genitori o tutori di minori di riferire alle autorità civili il crimine compiuto contro di loro da personale ecclesiale. Studieremo con i commissariati provinciali di polizia i termini più efficaci per facilitare il rapporto magari nominando esperti coordinatori di polizia i cui nomi ed estremi siano resi disponibili in ogni diocesi e parrocchia per essere contattati.
Nel caso di abuso su bambini la materia sarà riferita alla Commissione per la Tutela dei Minori nella locale Corte di Giustizia.
Sappiamo per esperienza che non è sempre facile convincere una vittima di abuso sessuale a riferire l’accaduto quando questa non vuole farlo. Abbastanza spesso è il genitore che si rifiuta di riferirlo temendo che questo possa esporre sua figlia o suo figlio ad un’altra esperienza dolorosa dopo aver subito il trauma della violenza sessuale.
Anche se siamo vicini a questi genitori e comprendiamo la loro riluttanza a fare il proprio dovere con la legge incoraggiamo caldamente le vittime o i loro tutori o genitori a denunciare l’abuso alle autorità pubbliche competenti allo scopo di proteggere altre possibili vittime. Se i genitori o tutori di un minore non riferiscono l’accaduto sarà la Chiesa ad assolvere il suo obbligo morale di farlo.
Come abbiamo già dichiarato in una pubblica affermazione il 23 Maggio ribadiamo che la Chiesa non si considera al di sopra della legge ma ha un sistema interno non differente nella sua funzione e nei suoi scopi da quelli adottati da organizzazioni professionali compagnie private nonché dagli organi di Governo.
Né la procedura interna della Chiesa è un sistema di giustizia parallelo a quello dello Stato. La sua funzione è esclusivamente disciplinare e amministrativa ed è governata dal Codice di Legge Canonica.
La procedura esistente è stata evidenziata in alcuni documenti ufficiali particolarmente nel Protocollo per il Personale Ecclesiale riguardo all’Abuso Sessuale su Bambini (1999) e nel Protocollo per il Personale Ecclesiale riguardo all’Abuso Sessuale tra Adulti approvato dai Vescovi nell’Agosto 2002. Questi documenti sono disponibili nell’ufficio vescovile di ogni diocesi.
Vogliamo qui sottolineare i passi principali della nostra procedura interna.
a) la vittima dovrebbe riferire dell’abuso direttamente o tramite una persona di fiducia al prete religioso o collaboratore ecclesiale appositamente nominato dal Vescovo in ogni diocesi del Sudafrica (i nomi di queste persone saranno disponibili in ogni parrocchia).
b) Una volta in possesso di informazioni rilevanti la persona scelta discuterà il rapporto con il delegato del Vescovo (ci sono quattro delegati nominati dal Vescovo nelle quattro province di Bloemfontein Capetown Durban e Pretoria).
c) Il delegato del Vescovo convocherà prontamente un incontro del Comitato di Condotta Professionale Provinciale (una squadra composta da preti e religiosi un terapeuta professionale un assistente sociale un avvocato civile e un incaricato dei rapporti con i media).
d) Dopo aver informato l’accusato che nei suoi confronti è stata elevata una denuncia il comitato provinciale avvierà un processo formale di accertamento.
e) Due funzionari saranno nominati per interrogare la vittima l’accusato e i testimoni.
f) Dopo l’accertamento i funzionari forniranno un rapporto scritto con le loro osservazioni al Comitato Provinciale.
g) Quest’ultimo dopo aver esaminato il rapporto fornirà le proprie considerazioni all’autorità ecclesiale che dovrà prendere gli appropriati provvedimenti nei confronti di chi ha commesso l’abuso.
Il processo è lungo ed è stato pensato in modo tale da rispettare i diritti delle persone coinvolte. Ha un doppio obiettivo garantire giustizia alla vittima e riabilitare il colpevole.
La procedura disciplinare interna della Chiesa sarà sospesa quando lo Stato comincia ad occuparsi del caso. Una volta che il corso della giustizia criminale è stato completato la Chiesa deve ancora seguire il proprio protocollo. Quando una persona colpevole di abuso sessuale ha scontato la propria condanna in carcere è dovere della Chiesa decidere se e a quali condizioni questa persona possa essere reintegrata alle sue funzioni ecclesiali con la dovuta sicurezza.
Le stesse procedure disciplinari interne devono essere applicate nei casi in cui vi sia evidenza sufficiente per obiettivi amministrativi che una persona è colpevole di abuso sessuale anche se tale persona è stata assolta dal sistema giudiziario del paese.
In quanto Chiesa siamo consapevoli che l’aver messo a punto procedure e politiche sane è soltanto il primo passo teso ad assicurare che i diritti delle persone siano rispettati e che gli abusi sessuali da parte di personale ecclesiale siano trattati con la necessaria severità e prontezza. Le strutture del protocollo ecclesiale sono aperte ad aggiornamenti e revisioni alla luce dell’esperienza di nuove conoscenze o di nuove leggi.
Consapevole del pericolo che personale ecclesiale colpevole di abusi sessuali possa essere trasferito da una diocesi all’altra senza che il Vescovo che lo accoglie ne sia a conoscenza il Comitato di Condotta Professionale a livello nazionale è stato investito del compito di raccogliere dati riguardanti li abusi sessuali nella Chiesa.
Inoltre i Vescovi Cattolici del Sudafrica stanno preparando una Lettera Pastorale che esaminerà in termini più dettagliati quello che in questa sede abbiamo brevemente delineato. La lettera si occuperà del problema dell’abuso sessuale commesso da preti religiosi e collaboratori ecclesiali ma anche della sua grande diffusione nella società in genere e chiamerà ogni cattolico a cooperare concretamente per sfidare la mentalità di omertà che ancora circonda i crimini e le trasgressioni sessuali.
Questo è un tempo in cui la Chiesa deve trovare il coraggio di parlare e agire. Continueremo a fare tutto quel che possiamo per proteggere gli innocenti dagli abusi. Faremo tutto il possibile per far sì che coloro che hanno subito un abuso sessuale non siano condannati a soffrire in silenzio la colpa e la vergogna inevitabilmente inflitti loro.
Note
[*]Presidente della Conferenza dei Vescovi Cattolici Sudafricani
Mercoledì 16 luglio 2003
Arrestato per pedofilia un sacerdote a
Bolzano
Avrebbe compiuto abusi sessuali per 5 anni su una bambina oggi maggiorenne che ha denunciato il religioso dopo una cura psicanalitica
BOLZANO – Don Giorgio Carli 40 anni sacerdote della parrocchia Don Bosco a Bolzano è stato arrestato il 14 luglio scorso con l’accusa di atti sessuali contro minori. E non si tratta di un prete qualunque. A Bolzano Don Giorgio è molto noto perchè cura una rubrica quotidiana mattutina sull’emittente Radio Sacra Famiglia. Egli è inoltre impegnato ad organizzare spettacoli e attività che coinvolgono il mondo giovanile.
Da poco la Curia lo aveva destinato a una nuova parrocchia dove avrebbe dovuto occuparsi di bambini tra i 9 e i 12 anni. Ed è per tale motivo per impedire cioè il ripetersi del reato che il pm Cuno Tarfusser ha chiesto al Gip l’ordinanza di custodia cautelare.
La vicenda ha preso le mosse dalla denuncia di una ragazza oggi maggiorenne che ha querelato Don Giorgio Carli dopo una cura psicanalitica “che avrebbero rimosso i blocchi psicologici che le impedivano di ricordare compiutamente i fatti accaduti nella sua infanzia”.
I magistrati sono stati impegnati nell’inchiesta per mesi e ora dopo l’arresto stanno interrogando tutti i testimoni.
La vicenda degli abusi di don Giorgio Galli nasce in un ambiente ecclesiastico caratterizzato da forte sessuofobia. Ricordiamo che alcuni mesi fa proprio la curia Vescovile di Bolzano si era decisamente schierata contro il registro delle unioni di fatto. La repressione della sessualità porta inevitabilmente a fenomeni di violenza di cui sono sempre più spesso vittime i bambini e le bambine. Anche questo caso infine mette bene in evidenza come la pedofilia non possa essere associata con l’omosessualità ma anzi essa nasce nell’ambito di ambienti sessuofobici e repressivi.
Mercoledì 16 luglio 2003
Abusi sessuali.
La Polonia non fa eccezione
Da Adista
Tylawa-Adista. Abusi sessuali. La Polonia non fa eccezione. Padre Michal Moskwa parroco sessantaquattrenne di Tylawa un piccolo villaggio della Polonia meridionale affronterà quest’autunno un processo nel quale dovrà difendersi dall’accusa di aver abusato sessualmente di sei bambine. Il dibattimento rappresenta l’atto conclusivo di un’inchiesta cominciata nel luglio del 2001 e avvalsasi di varie testimonianze fra le quali particolare rilievo assume quella di Ewa Orlowska madre di due delle presunte vittime ed essa stessa un tempo molestata dal parroco. Orlowska sostiene di aver dovuto sopportare le attenzioni di Moskwa dai 7 agli 11 anni evitando in seguito di rivelare il tutto per paura di non essere creduta e di venire ostracizzata dalla comunità. Solo quando alcuni osservatori esterni arrivarono a Tylawa per documentare le accuse rivolte al parroco si sarebbe sentita in grado di uscire allo scoperto. Quello di Moskwa è il primo caso in Polonia in cui il velo di omertà e di paura è stato sollevato per far luce su un crimine sessuale commesso da un uomo di Chiesa. Dopo di esso altri religiosi sono stati denunciati e chiamati a rendere conto della loro condotta ma per lungo tempo è stato pressoché impossibile nel cattolicissimo Paese che ha dato i natali a Karol Wojtyla porre all’attenzione dell’opinione pubblica un problema così scottante. La Chiesa polacca del resto ha sempre mantenuto il più stretto riserbo in merito a simili accuse evitando di pronunciarsi ufficialmente anche dopo le dimissioni nel marzo 2002 dell’arcivescovo Juliusz Paetz grande amico di Giovanni Paolo II ed egli stesso accusato di avances sessuali nei confronti di alcuni giovani seminaristi.
Mercoledì 08 ottobre 2003
Contro i preti di Boston
Droga sesso e violenze le prove sui religiosi pedofili. Il documento mina la fiducia crollano le offerte alla Chiesa
dal nostro inviato VITTORIO ZUCCONI
WASHINGTON – Tremila pagine di vergogne indicibili un “faldone” processuale pesante come una macina da mulino appesa al collo della cattolicissima Boston della sua diocesi della Chiesa americana tutta che tenta di non affogare nella bancarotta finanziaria e soprattutto morale nella quale si è trascinata.
Sarebbe facile chiamare il processo di Boston contro il molto poco reverendo Paul Shanley e indirettamente contro il Cardinale Law un calvario perché questa che vediamo nell’aula del tribunale non è una scalata al cielo ma una discesa all’inferno percorsa da bambini tormentati da chi li doveva guidare da novizie stuprate e sedotte nel nome di Cristo di cocaina in oratorio di ménage a trois di scene da orridi conventi medioevali non da diocesi nel secolo XX.
Eppure questo brulica fuori dal sepolcro di ipocrisia scavato da una gerarchia di vescovi e di cardinali più preoccupati di “sopire e sedare” di evitare lo scandalo piuttosto che di punire i colpevoli e di proteggere il gregge. Ora i giornali ci sguazzano il Boston Globe riempie pagine intere con i documenti presi dal faldone processuale e così fanno le televisioni le radio così facciamo noi perché ci consoliamo al pensiero di farlo per il bene.
Ma che cosa ci può essere di bene nel prete che tirava di cocaina davanti ai catechisti affidati a lui che offriva a donne tossicodipendenti una “linea” in cambio di sesso a tre o quattro del direttore spirituale nel convento delle novizie che le toccava e le molestava spiegando loro che quelli erano i contatti con il corpo di Cristo? Niente se non la rabbia che a Boston come nelle altre diocesi d’America squassate da dozzine di casi come questi si sta alzando contro i prìncipi e i pastori della Chiesa che nascondevano la verità a loro stessi prima che ai fedeli. E giocavano alle tre cartine con i preti pedofili drogati corruttori spostandoli di parrocchia in parrocchia dopo qualche tentativo a vuoto di psicoterapia.
Tutti sapevano tutto dentro le stanze della curia e nessuno faceva niente. Sulla lettera di accompagnamento per un prete dimesso da un centro di rieducazione padre Robert Burns e sottoposta al cardinale Law perché fosse riassegnato c’è una notazione a mano a grandi lettere problem children è un pedofilo. E padre Burns fu mandato a lavorare in una parrocchia del vicino New Hampshire nel 1982 e soltanto nove anni e molte denunce di stupro su bambini piccoli dopo nel 1991 fu finalmente rimosso con una lettera di encomio di cardinale.
La curia di Boston la città del cattolicesimo irlandese e poi italiano fiera della propria primazia gerarchica di avere prodotto il primo e unico presidente cattolico Kennedy tentava di rimescolare la carte di muovere da una parrocchia all’altra gli almeno 57 preti che in questi anni venivano denunciati nella disperata illusione come scrisse il vescovo ausiliario Madeiro oggi cardinale di New Orleans “che ricominciare da zero in ambiente nuovo” potesse aiutare questi disgraziati fratelli a emendarsi perché i sacerdoti sono sempre troppo pochi perché le messe non hanno mai abbastanza celebranti perché la speranza della grazia del pentimento della resurrezione non voleva morire in un pastore.
Le tremila pagine diffuse dal giudice che presiede la causa contro padre Shanley raccontano una storia ben diversa. Ci sono le lettere terrificanti contro un certo padre Morissette che attirava le vittime in sacrestia mostrando loro raccolte di materiale pornografico. C’è la denuncia di una parrocchiana contro Thomas Forrey dal quale lei era andata per chiedere aiuto a salvare il proprio matrimonio e fu percossa violentata e sistemata in una casa che padre Forrey aveva costruito per lei tenendola schiava con le botte e con il ricatto della rivelazione vergognosa fino a quando lei trovò la forza di denunciarlo.
E’facile immaginare i giorni di sconforto e di scoramento nelle vecchie stanze della curia al centro di Boston da dove si vede attraverso i mosaici dei vetri il porto dal quale il “gregge” arrivò per decenni tra pie statue e vecchi libri quando tre novizie trovarono il coraggio di fare il nome di padre Robert Meffan che le aveva convinte a fare sesso con lui spiegando che quello sarebbe stato “il matrimonio con la Chiesa” e che lui portava a loro “il secondo avvento di Cristo” nella fusione mistica di “carne e spirito”
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